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Nei mesi scorsi è stato pubblicato un interessante articolo sulla rivista
Pediatrics, relativo ai risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori israeliani sugli effetti benefici del contatto pelle a pelle tra la mamma e il neonato subito dopo la nascita.
Questo tipo di contatto epidermico - simpaticamente chiamato “terapia del canguro” - viene presentato come un naturale “regolatore” di alcuni importanti funzioni psicofisiologiche del neonato, come la regolazione termica, la respirazione e l'ossigenazione; sembra inoltre che riduca l'apnea e la brachicardia nel bimbo, che aumenti la produzione di latte nella mamma e “acceleri” la dimissione dall’ospedale della puerpera e del figlio (ovviamente grazie ai citati benefici). Addirittura sembra che abbia effetti positivi sull’attività motoria del neonato, che appare più vivace (non agitato!) e “competente”.
Questo articolo mi offre lo spunto per dare il via ad una serie di riflessioni sul tema - tutto da scoprire - della Prenatalità. E come è giusto che sia, procediamo con ordine e partiamo dall’inizio.
Mettere al mondo un figlio è certamente l’esperienza che più di ogni altra può (e deve) dare una svolta importante alla vita di una persona; il divenire Madre e Padre significa assumere un nuovo ruolo e trasformarsi, evolvere significativamente verso un livello superiore di maturazione personale e di coppia.
Ma quando si diventa genitori? La risposta non è poi così scontata come può sembrare: la nascita di un figlio non viene dal nulla. Cosa c’era prima? La gravidanza: nove lunghi mesi di Vita durante i quali il bambino, fin dal momento del suo concepimento, ha percorso i primi passi della propria esistenza, proprio lì, dentro la pancia della sua mamma.
Ma prima ancora, prima del concepimento… c’era il vuoto? C’era il nulla? Ancora una volta la risposta non è scontata: c’era il Pensiero, c’era il Desiderio, c’era la forza creatrice del Progetto di due persone su quel bambino.
Bisogna porre attenzione alle potenzialità, alla forza della Mente ed alla Potenza creatrice del Pensiero; il Pensiero, intriso di Emozione e Desiderio, sa Creare. E sa Creare tutto il bene e tutto il male possibili.
È proprio a partire da questa forza del Pensiero di coppia che trae origine la Vita di un bambino, che prende forma l’aspettativa, il sogno, la fantasia di una nuova Vita che faccia della coppia una Famiglia.
I bambini vengono partoriti prima nella mente e poi, solo poi, nelle sale parto degli ospedali!
Ed ecco, allora, il senso di affermare l’essere Padre e Madre ancor prima del concepimento fisiologico del figlio, prima che si costituisca lo zigote da cui poi si svilupperà un nuovo e complesso organismo. Se allora si è già “Padre e Madre” prima del concepimento, vuol dire che esiste già anche un “Figlio”: ma di chi si tratta? Di una specie di prolungamento dei suoi genitori? Di un’appendice, di un complemento? Di un evento? No, le cose non stanno così.
Da due Persone può nascere solo un’altra Persona e il bambino-Figlio è
da subito una Persona, perché da subito ha un corredo genetico unico e irripetibile (al limite potranno essere in due o tre a condividerlo, se si tratterà di gemelli monozigoti!), che lo differenzia da qualsiasi altro essere umano sulla Terra, mai esistito e che mai esisterà (clonazione permettendo…).
Da subito quel bimbo è portatore di Significato e da subito ha un progetto di Vita che lo caratterizza.
Quel Figlio, quella Persona, vive grazie all’utero accogliente di un’altra Persona, la sua mamma, che lo può nutrire perché a sua volta è nutrita da un terzo, il Terzo per eccellenza, che è il Padre.
È un circolo di Amore che permette la reciproca sussistenza ed assistenza, che garantisce la possibilità di portare avanti nel migliore dei modi il progetto “a tre” della Famiglia.
A tre… perché si è in tre a vivere la gravidanza: tutti coinvolti in maniera differente ma senza gerarchie ed ordini di importanza.
Certo è che la convivenza intima tra il feto e la gestante durante tutta la gravidanza ha un significato ed una pregnanza indiscutibili, tant’è che si dice che i padri sono esclusi dalla diade madre-bambino e che si “rendono davvero conto” del Figlio solo dopo il parto, quando possono vedere il loro bambino con i propri occhi (e sentirlo con le orecchie… durante lunghe notti insonni!). Ma non per questo il ruolo del padre merita di essere sminuito o relegato chissà dove, come se non c’entrasse, come se non fossero “questioni di sua competenza”. Il padre ha un ruolo fondamentale nella vita di un bambino e lo ricopre da subito. Da sempre, fin dai tempi del Pensiero e del Desiderio, e di seguito durante la gravidanza, il parto, la crescita, la Vita.
E a proposito della “terapia del canguro” e dei suoi effetti vantaggiosi: l’articolo citato in apertura si riferisce al periodo perinatale, quando il bambino è ormai uscito dall’utero-marsupio della mamma. Vogliamo trascurare i nove mesi che vi ha trascorso all'interno, scordando che è proprio in quei mesi che la relazione madre-figlio e padre-figlio ha gettato le proprie basi?
Come potremmo? Non sarebbe possibile, sarebbe come raccontare una storia tralasciando il fatidico “c’era una volta…”.
E allora… perché non provare qualcosa di simile alla Terapia del canguro quando il marsupio è ancora “abitato”?
Coraggio mamme, cercate il contatto con il vostro bambino, carezzatevi la pancia ancor prima che diventi “pancione”, perché il vostro bambino è già lì che cresce e ha bisogno di Relazione! E voi padri (perché siete già padri!), carezzate la vostra compagna e datele tutta l’attenzione e l’appoggio di cui ha bisogno, perché non lo fate solo per lei ma anche per vostro figlio!
Dedicate tutti i giorni un po’ di tempo – fosse anche solo qualche minuto – a parlare con il Miracolo che avete creato e desiderato, nutritelo di pensieri positivi, di gioia, di fiducia. Fatelo insieme, consapevoli del vostro irrinunciabile ruolo di genitori.
Siate portatori di Vita per la Vita che avete concepito! E fatelo da subito, senza temere di sbagliare e senza chiedervi “è presto?” oppure “ma magari non mi sente” (ne parleremo in seguito), non sentitevi sciocchi o sognatori, non siate forzatamente pragmatici… cuore e mente, uniti, sono una forza inarrestabile. Non privatevi e non private il vostro bimbo della ricchezza di esperienze che potete vivere durante la gravidanza: è un periodo pieno di sorprese e di speranze.
Il filosofo greco Pitagora
scriveva:
“… coloro che danno la vita a qualche creatura, non dovranno essere negligenti e indifferenti, ma prestare attentamente cura affinché l’arrivo alla vita di coloro che nascono divenga un momento il più gioioso possibile”
La Vita che prima di abitare il corpo della madre ha abitato le menti di voi Genitori “sta in Attesa” e merita ascolto: non fatela aspettare.
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