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Rapporto sullo Stato di Salute
e gli Stili di
Vita dei Giovani Veneti in Età Scolare
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LE SOSTANZE ILLEGALI
Introduzione
Il
progressivo diffondersi dei consumi di sostanze
psicotrope in genere, ma soprattutto lemergenza
esplosiva del fenomeno delle tossicodipendenze giovanili
da sostanze proibite, hanno generato una
situazione di diffusa apprensione ed una conseguente
mobilitazione verso la ricerca di strumenti di analisi e
di intervento.
Per comprendere il fenomeno della diffusione delle
sostanze fra la popolazione giovanile, occorre
analizzarlo in stretto rapporto con le caratteristiche
salienti della fase evolutiva in cui si verifica e cioè
ladolescenza. Lutilizzo di sostanze
psicotrope si pone quindi in relazione ai compiti di
sviluppo che si associano ai cambiamenti che il soggetto
deve affrontare nella sua esperienza di vita: quelli
della pubertà sul versante biologico,
lacquisizione di modalità di pensiero più
astratte e complesse su quello cognitivo, limpegno
verso lautonomia, levoluzione del sé e il
modificarsi delle attese e dei ruoli sociali. Più che il
risultato di problemi di ordine psicopatologico o
devianti, luso di droga è definibile come un
comportamento a rischio che, alla stregua di altri, come
mangiare in modo inappropriato o avere esperienze
sessuali precoci e non protette, può produrre delle
conseguenze che a loro volta si ripercuotono su specifici
aspetti dello sviluppo psicosociale (Ravenna, 1993).
Nel periodo adolescenziale è assai più diffuso
luso e abuso di droga che non la tossicodipendenza
vera e propria. E opinione condivisa che la
sperimentazione occasionale di sostanze psicoattive,
lecite o illecite, costituisca un comportamento
normale fra i giovani che hanno meno di
ventanni e che, a differenza delluso
regolare, essa non implichi rischi elevati: farebbe
invece parte di quelle attività e di quei comportamenti
di sperimentazione che ladolescente intraprende per
ricercare la propria autonomia e la propria specificità,
in rapporto ai genitori ma anche ai coetanei (Ravenna,
1994).
Le droghe più utilizzate nelladolescenza sono il
tabacco, lalcool e le droghe leggere: luso
delleroina e quello di altre droghe pesanti è
piuttosto limitato, inizia in genere al termine di questa
fase e si diffonde soprattutto nel periodo giovanile
(Ravenna, 1993).
Gli anni della prima adolescenza (fra i 10 e i 15 anni)
sono cruciali per liniziazione alluso di
droghe leggere lecite quali lalcool e il tabacco. A
proposito di queste sostanze si è visto (Kandel, 1975,
1993) come esse svolgano un ruolo di rilievo nel
facilitare luso delle droghe leggere. Ciò
significa, in altre parole, che chi inizia ad assumere
hashish o marijuana ha in genere già provato a fumare o
a bere alcolici. Fra gli adolescenti che hanno provato
delle droghe leggere, solo una minima percentuale prova
in seguito altre droghe ed una percentuale ancor più
ridotta instaura con esse un rapporto di dipendenza
(Kandel, 1980).
In letteratura è possibile incontrare una varietà
considerevole di studi e ricerche circa le
caratteristiche delluso di sostanze in adolescenza:
bisogno di appartenenza (Ravenna, 1993, 1994), di
sentirsi accettati dai pari (Needle et al., 1996), di
riconoscimento da parte della famiglia e della società
(Wills et al., 1992).
Le ricerche fatte nel settore mettono inoltre in evidenza
come vi sia da parte degli adolescenti che così
precocemente si avvicinano alle sostanze, una sorta di
illusione di invulnerabilità (Quadrel et al.
1993). Da qui la bassa percezione del rischio attribuita
a comportamenti di vario tipo come lassunzione di
droghe, i rapporti sessuali precoci o non protetti, etc.
Passando più nello specifico alluso vero e proprio
della sostanza, si è visto che la marijuana è una droga
cruciale nel passaggio dalle droghe legali a
quelle illegali: raramente un adolescente prova una
sostanza illegale senza prima passare attraverso la
sperimentazione della marijuana (Kandel, 1975, 1996).
Molte sono le ricerche che hanno indagato i fattori
correlati alluso delle sostanze in generale, e più
nello specifico di quelle illegali: gli adolescenti che
intrattengono buone relazione con i genitori, i pari e
gli insegnanti sembrano essere quelli che meno si
avvicinano alle sostanze (Kafka & London, 1991).
Altre ancora hanno messo in evidenza come vi sia una
stretta relazione tra luso delle varie sostanze,
siano esse legali o illegali (Orlandini et al., 2000),
tra luso di sostanze e lisolamento degli
adolescenti (Hawkins et al., 1992), tra lutilizzo
delle sostanze e lattività sessuale precoce e/o
non protetta (Orlandini et al, 2000) ed il numero di
partner (Lowry et al, 1994). Altri studi ancora mettono
in evidenza come vi siano differenze nel rapporto con le
sostanze in termini di genere sessuale, di zona di
residenza, di background culturale e di classe
sociale della famiglia di origine (Zanon et al., 1997).
Questultimo aspetto appare molto interessante
perché viene indicata una tendenza che lega il consumo e
labuso di sostanze legali ed illegali non a
condizioni di disagio socioeconomico, ma ad una cultura
giovanile generalizzata presente nelle aree e nei settori
più avanzati del Paese (Buzzi et al., 1997).
Luso di sostanze
illegali in Veneto
Prima
di dedicarci alla descrizione dellanalisi
effettuata sui dati raccolti, sarà utile ricordare che
la parte del questionario riguardante luso di
sostanze illecite è stata somministrata soltanto agli
alunni che frequentavano la terza media e la prima
superiore.
Una prima distinzione individuabile allinterno del
campione è tra i soggetti che in qualche modo sono
venuti a contatto (da una volta a spesso) con le varie
sostanze che nel questionario sono state prese in
considerazione (cannabinoidi, anfetamina, ecstasy e
cocaina): il quadro complessivo vede una percentuale pari
all85.2% di soggetti che chiameremo
astinenti, ed una percentuale del 14.8% (467
soggetti) di coloro che invece, in qualche modo, hanno
avuto un contatto con le sostanze illecite.
Passando ad un secondo livello di analisi, si osserva
come la differenza esistente tra le due fasce di età
prese in considerazione (13 e 15 anni) sia molto
significativa, a conferma del fatto che letà più
critica per questo tipo di fenomeno è quella relativa
allingresso nella scuola superiore (14/15 anni).
Anche il sesso continua ad avere una certa influenza in
termini di caratteristiche dei ragazzi che entrano a
contatto con il mondo della droga: questa volta però la
differenza non sembra essere altrettanto significativa.
Confrontando i dati suddivisi per sesso e fascia di età
(Fig. 8.1) si osserva come, nel nostro campione, siano
venuti a contatto con le droghe il 26.5% dei
ragazzi di prima superiore contro il 20.1% delle ragazze
della stessa classe; il fenomeno appare molto più
circoscritto nella scuola media infatti, soltanto
l8.4% dei maschi e il 5.9% delle colleghe femmine,
dichiarano di aver utilizzato tali sostanze.
Figura 8.1. Percentuali di
soggetti entrati a Contatto con le sostanze
Confrontando i soggetti
che in nessun modo si sono avvicinati a nessuna delle
sostanze (85.2%), con i dati relativi alla non
sperimentazione dei cannabinoidi (86.4%) si scopre
che i due dati sono quasi perfettamente sovrapponibili.
Questo sembra confermare la tesi di Kandel (1975) secondo
la quale i cannabinoidi sono le sostanze
cruciali nella sequenza che porta gli
adolescenti dalle sostanze legali a quelle illegali.
Per i soggetti venuti a contatto con le sostanze,
letà media del primo spinello si aggira intorno ai
14 anni: osservando più nello specifico è emerso come
sia letà compresa tra i 14 e i 15 anni quella in
cui si cominciano ad averne le prime esperienze (40.2 e
30.8% dei ragazzi, 33.3 e 38.5% delle ragazze). Infine,
una piccola percentuale (0.8%) del campione dichiara di
aver provato la sostanza ad unetà pari o inferiore
a 11 anni. I ragazzi sembrano essere ancora i più
precoci: infatti il 7.7% dei ragazzi comincia prima degli
11 anni, contro il 5.1% delle coetanee, che sembrano
comunque recuperare in età più matura.
Le sostanze maggiormente utilizzate dagli adolescenti
sono quindi i cannabinoidi: il 13.6% del campione ammette
di averne fatto uso e, tra questi, la metà dichiara di
averli sperimentati una o due
volte, mentre laltra metà di averli
utilizzati talvolta o spesso.
Lanalisi delle medie ci mostra come vi siano
differenze significative rispetto ai sessi e le due fasce
detà: in effetti i ragazzi, più delle ragazze, si
avvicinano ai cannabinoidi, e quelli della fascia
detà di 15 anni più dei tredicenni.
Anche il dato percentuale relativo al consumo di questa
sostanza ci permette di notare come ci sia,
allinterno del campione, una netta differenza tra i
ragazzi nelle due fasce di età: in effetti il fenomeno
appare molto contenuto e circoscritto a 13 anni, mentre
è risultato molto più consistente e significativo
passando alla fascia detà superiore. I dati
illustrano inoltre come ci sia una piccola differenza
dovuta al genere, più marcata rispetto alla
sperimentazione (1 o 2 volte) e meno
rilevante passando alluso più assiduo: in effetti
il 12.6% dei ragazzi e il 10.8% delle ragazze delle
superiori dichiara di usare la sostanza abbastanza
spesso.
Considerando poi le percentuali dei soggetti distribuiti
nei diversi livelli socioeconomici, osserviamo come anche
questo sia un fattore importante nella definizione dei
tratti caratteristici dei ragazzi che utilizzano sostanze
leggere. Dalla figura 8.2 deduciamo che, percentualmente,
sono i ragazzi appartenenti ai più alti livelli
socioeconomici ad avvicinassi maggiormente ai
cannabinoidi: questa sostanza è stata sperimentata dal
24.1% dei soggetti appartenenti al livello più alto e la
percentuale si abbassa progressivamente proseguendo verso
il livello più basso (14.5%). Questa tendenza viene
confermata osservando la percentuale di soggetti che
dichiara un utilizzo più importante della sostanza
(talvolta e spesso).
Figura 8.2. Percentuali di
soggetti nei vari livelli socioeconomici che hanno
Sperimentato i cannabinoidi

Il
fenomeno sembra distribuirsi allinterno della
regione in maniera abbastanza dissimile: in effetti,
osservando la figura 8.3 si nota come sia Treviso (19.7%)
la città con il maggior numero di soggetti che hanno
provato i cannabinoidi.
Figura 8.3. Percentuali di
soggetti che dichiarano Luso dei
cannabinoidi per province

In
questa ipotetica classifica delle città dove si
concentra il maggior numero di soggetti che con questa
sostanza hanno avuto un qualche tipo di coinvolgimento,
notiamo come sia Venezia, con il 15.1%, lunica a
non discostarsi molto dalla realtà trevigiana;
allestremo opposto, quello del minor numero di
consumatori della sostanza, si trova Verona.
Unultima cosa che sembra emergere dalla figura 8.3
è come il fenomeno sembri proprio spezzarsi a metà tra
il consumo che abbiamo denominato di natura
sperimentativa e quello più assiduo della sostanza.
Le
altre sostanze psicotrope illegali sono molto meno
diffuse tra gli adolescenti: il 95.4% del campione non ha
mai provato lanfetamina, il 96.3% lecstasy e
il 96.0% la cocaina. Il fenomeno appare limitato tra i
ragazzi più giovani e assume i seguenti connotati:
l1.5% ha provato lanfetamina, lo 0.6%
lecstasy, l1% la cocaina. Considerando invece
i quindicenni si può osservare come le sostanze
comincino a diffondersi in maniera più rilevante: il
3.4% ha provato lanfetamina, il 2.4% lecstasy
e il 2.6% la cocaina.
Figura 8.4. Percentuali del
consumo delle Altre sostanze
Osservando
la figura 8.4, oltre alla differente diffusione delle
sostanze nelle due fasce detà, si nota come
leffetto sesso tenda a scomparire passando dai
ragazzi più piccoli ai più grandi, per le sostanze come
la cocaina e lecstasy, mentre si mantiene stabile
per quanto riguarda lanfetamina.
In particolare, considerando il consumo di ecstasy nelle
diverse province (Fig. 8.5), osserviamo come sia ancora
una volta Venezia (2.5%), seguita da Belluno (2.1%), la
città dove lassunzione di tale sostanza è
maggiormente diffusa. Unaltra cosa interessante che
si può osservare è la diffusione del fenomeno nella
città di Treviso: contrariamente a quello che ci si
poteva aspettare, rispetto alluso dei cannabinoidi,
notiamo come questa si collochi al di sotto la media
regionale.
Figura 8.5. Percentuali di
soggetti divisi per provincia che dichiarano
Luso di ecstasy

Landamento
della distribuzione di frequenza delle risposte alla
domanda Hai fatto uso di queste sostanze negli
ultimi 30 giorni?, non si discosta di molto
rispetto alla domanda precedente, se non per il fatto che
il fenomeno è molto più circoscritto. In effetti, le
sostanze più usate sono ancora una volta i cannabinoidi:
dichiarano di averne fatto uso nellultimo mese il
7.2% del campione, e anche in questo caso si
distribuiscono equamente coloro i quali dichiarano di
averla usata una o due volte e
coloro che invece ne hanno fatto un uso più sostenuto
(talvolta o spesso). Si
continuano, anche in questo caso, a riscontrare
differenze statisticamente significative tra le due fasce
di età e, in maniera molto più sfumata, tra i due
sessi.
Lutilizzo della sostanza nellultimo mese, che
denota chiaramente una fruizione più assidua, è
dichiarato soprattutto dai ragazzi delle superiori:
dichiara di averla utilizzata almeno una volta
l11.8%, mentre, alle medie, lo dichiara soltanto il
2.3% del campione. I maschi sono, anche in questo caso,
quelli che si accostano più facilmente a questa
sostanza; la differenza tra maschi e femmine sembra
comunque affievolirsi notevolmente.
Il fatto che il livello di consumo dellanfetamina
(1.2%), dellecstasy (0.7%) e della cocaina (0.9%)
nellultimo mese sia molto basso, lascia
intendere come, in questetà, sia più diffusa la
sperimentazione delle sostanze piuttosto che un loro
utilizzo abituale (Kandel, 1975).
Laccessibilità delle sostanze
Un
altro dato a sostegno della diffusione dei cannabinoidi
tra gli adolescenti, è quello che riguarda
laccessibilità della sostanza (Fig. 8.6): in
effetti se è vero che l85% circa del campione non
ne ha mai fatto uso, è altrettanto significativo che sia
solo il 44.3% a dichiarare di non conoscere nessun
posto dove sarebbe facile comprare marijuana e
hashish.
Figura 8.6. Percentuale dei
soggetti che Sanno dove potrebbero facilmente
comprare marijuana e hashish
Nel dettaglio i ragazzi ritengono sia più facile
procurarsi i cannabinoidi in discoteca (35.9%), per
strada e nei parchi (20.9%) e infine a scuola (11.7%). Le
persone a cui si rivolgerebbero invece sono lo
spacciatore (15.4%) e gli amici (3.0%).
Le differenze sono naturalmente molto forti se si
considerano le diverse fasce di età: i quindicenni
sembrano possedere maggiori conoscenze riguardo a chi o
dove rivolgersi per procurarsi la sostanza.
Forti differenze in questo senso si riscontrano per i
luoghi aperti, quali parchi e strade: per i ragazzi di 15
anni, a differenza dei più giovani, sembrano essere
questi il luoghi più adatti per acquistare i
cannabinoidi. Questa tendenza è confermata dai dati
relativi alla scuola: pochi sono i ragazzi delle medie
convinti di potervi acquistare sostanze. Gli amici ancora
una volta sono considerati una risorsa per
accedere alle sostanze, soprattutto da chi frequenta le
superiori ed in special modo dalle ragazze.
Per completare il quadro dellaccessibilità delle
sostanze si passa ora allosservazione di come hanno
risposto alla domanda Quanto pensi sarebbe
difficile per te procurarti questi tipi di sostanze, se
lo volessi?. Le risposte si sono distribuite in una
scala che va da impossibile a molto
facile e sono state raggruppate secondo tre gradi
di difficoltà. I dati mostrano ancora una volta come
siano i cannabinoidi le sostanze più facilmente
raggiungibili; infatti il 40.1% dei soggetti se li
potrebbe procurare con facilità. Anche lecstasy,
tenendo conto del basso indice di consumo, appare
facilmente alla portata degli adolescenti (32.6%),
percentuale che scende ulteriormente per quanto riguarda
gli steroidi (21.8%).
Osservando comunque le percentuali di risposta
Molto/Abbastanza facile si è riscontrato
come, allinterno del nostro campione, chi frequenta
la scuola superiore ha la possibilità di accedere molto
più facilmente alle sostanze ricreative,
ovvero i cannabinoidi e lecstasy .
Le
diverse città venete si differenziano significativamente
anche in termini di facilità nel comprare le
sostanze: le città di Treviso e Venezia sono
quelle in cui i ragazzi dichiarano minor difficoltà nel
reperire sia i cannabinoidi che lecstasy.
I luoghi di consumo
Nonostante
sia la discoteca il posto dove gli adolescenti ritengono
di poter procurarsi più facilmente hashish e marijuana,
sono le strade, le piazze o i parchi i luoghi dove li
consumano abitualmente. In effetti alla domanda
Dove hai fumato lultimo spinello? tra i
ragazzi che in qualche modo si sono avvicinati alle
sostanze, il 59.0% dichiara di averlo fatto
allaperto; percentuali via via molto più basse
sono ottenute dalla casa daltri
(17.9%), dalla discoteca (7.8%), e dagli altri luoghi
(bar, ristoranti, etc.).
Letà e il sesso non influenzano i luoghi dove i
ragazzi hanno consumato lultimo spinello, tranne
nel caso dei luoghi aperti: in effetti sembrano essere
preferiti dai quindicenni più che dai tredicenni.
La percezione del rischio e la
disapprovazione
Si
è anche cercato di indagare la percezione del rischio,
non solo legata al diverso tipo di sostanze, ma anche al
coinvolgimento che, con queste, si può avere: si
chiedeva ai soggetti di valutare il grado di rischio
legato a vari comportamenti, come fumare uno
spinello 1 o 2 volte, oppure fumare
occasionalmente, ecc.
Analizzando i dati si è osservato come siano i
cannabinoidi le sostanze ritenute più
innocue: in effetti il 39.5% del campione
ritiene non sussista praticamente nessun rischio
(nessun rischio o rischio
leggero) a fumare una o due volte. Il
grado di nocività percepito cresce allaumentare
del coinvolgimento con la sostanza (fumare
regolarmente): la percentuale di soggetti che
ritiene ci sia un basso rischio scende, in questo caso,
al 3.8%.
Considerando la differenza delle medie nelle risposte
alla domanda Quanto pensi sia rischioso, si
osserva come i soggetti che hanno fatto uso della
sostanza siano anche quelli che valutano i vari tipi di
assunzione dei cannabinoidi come meno rischiose. Questa
differenza tende a diminuire, fino a scomparire, passando
dal livello più superficiale di coinvolgimento (1 o 2
volte) a quello più sostanziale (talvolta/spesso). Per
quanto riguarda le sostanze più pesanti
(cocaina, steroidi ed ecstasy), non si riscontra alcuna
differenza tra i due gruppi.
La percezione del rischio appare fortemente legata
alletà: in effetti i quindicenni, per quanto
riguarda lassunzione di cannabinoidi, si
distinguono per una minor percezione del rischio rispetto
ai ragazzi più giovani. Anche in questo caso si osserva
come la differenza di percezione del rischio decresce
passando da comportamenti di sperimentazione a
comportamenti di assunzione più intensa. Se si
considerano poi le sostanze più pesanti, si osserva come
la differenza tra le due fasce di età scompaia
definitivamente.
Figura 8.7. Percentuali della
Percezione del rischio per luso occasionale
di cannabinoidi

Questa
tendenza conferma la tesi per la quale i ragazzi appena
entrati nella scuola superiore, che sono anche coloro che
hanno maggiori contatti con le droghe, si
contraddistinguano per una minore percezione del rischio.
In effetti, prendendo ad esempio in considerazione la
percezione del rischio riguardo il consumo
occasionale dei cannabinoidi (Fig. 8.7), si
osserva come questa sia superiore per i soggetti
appartenenti alle medie inferiori piuttosto che alle
superiori, e come ci sia, allinterno di
questultima categoria, una scarsa differenziazione
di genere.
Per quanto riguarda la percezione del rischio in
relazione alle altre sostanze testate (cocaina, ecstasy e
steroidi), abbiamo notato come la cocaina sia la più
tollerata: in effetti il 17.9% ne associa un
basso rischio allutilizzo sperimentale
(una o due volte); se si considerano poi, anche coloro
che considerano moderatamente rischioso questo
comportamento (36.4%), scopriamo che più della metà del
campione (54.3%), non considera la sperimentazione della
sostanza così pericolosa.
La tendenza a non considerare particolarmente rischiosa
la sperimentazione delle sostanze si affievolisce se si
considera il consumo di ecstasy: il 10.2% valuta
poco rischioso la sperimentazione di questa
sostanza, mentre il 26.0% lo considera
moderatamente rischioso (insieme coprono
molto meno della metà del campione, ossia il 36.2%).
Un discorso a parte deve essere condotto per
lultima sostanza presa in considerazione, e cioè
gli steroidi. Per questa sostanza non ha senso parlare di
sperimentazione: qui la percezione del rischio deve
essere per forza collegata ad un uso continuativo.
Nonostante ciò, l8.1% del campione ritiene basso
il livello di rischio associato al consumo di questa
sostanza. Molto interessante appare linversione di
tendenza rispetto alla fascia di età: i ragazzi più
giovani percepiscono un livello di rischio associato
allassunzione di steroidi inferiore rispetto ai
colleghi più vecchi. Infine, come era facile aspettarsi,
il consumo di steroidi si è rivelato molto più diffuso
tra i maschi.
Per cercare di completare il quadro delle concezioni che
gli adolescenti hanno delle sostanze illegali, si è
cercato infine di comprendere il livello di
disapprovazione che associano al loro consumo. Ancora una
volta si conferma la tendenza degli adolescenti di
tollerare maggiormente i cannabinoidi;
naturalmente il grado di coinvolgimento appare
determinante nella costruzione dei loro giudizi: uno su
tre non condanna la sperimentazione (1 o 2
volte/occasionalmente) della sostanza (29.2%), mentre se
si passa ad un uso più regolare, la percentuale
diminuisce fino all11.9%: la sperimentazione della
cocaina non è disapprovata dal 14.7% degli studenti,
dellecstasy dal 11.2%; infine luso degli
steroidi non viene disapprovato dal 12.4% degli
adolescenti.
Per quanto riguarda la distinzione tra
astinenti e soggetti entrati a
contatto con le sostanze abbiamo osservato
come siano i ragazzi appartenenti al primo gruppo ad
essere maggiormente critici nei confronti di chi le
utilizza; il grado di coinvolgimento con i cannabinoidi
assottiglia queste differenze che si riducono fino a
scomparire prendendo in considerazione le sostanze più
pesanti.
Letà continua a condizionare la Percezione
del rischio: i quindicenni sono sempre più
tolleranti rispetto ai più giovani, anche se le
differenze decrescono passando dai cannabinoidi alla
cocaina ed infine allecstasy: ancora una volta il
grado di coinvolgimento con i cannabinoidi riduce
notevolmente le differenze tra i due gruppi.
Le ragazze si differenziano dai colleghi maschi soltanto
per quanto riguarda luso degli steroidi e
luso regolare dei cannabinoidi: in effetti, tanto
le quindicenni quanto le tredicenni tendono, rispetto ai
ragazzi, a dare risposte più orientate alla forte
disapprovazione.
Determinanti e
correlazioni con luso delle sostanze illegali
Conducendo
unanalisi più approfondita, abbiamo cercato di
capire se luso di una sostanza implichi un
atteggiamento generale di consumo, ossia se chi consuma
una sostanza, tendenzialmente ne consumi anche altre.
Il consumo delle diverse sostanze appare altamente
correlato. In particolare lecstasy, sembra fungere
da trait dunion per le altre sostanze
pesanti, ovvero lanfetamina e la
cocaina.
Analizzando queste relazioni con il consumo di altre
sostanze psicotrope legali come il tabacco e
lalcol, si può notare come questa tendenza venga
confermata. Le sostanze che maggiormente correlano con
luso di tabacco sono i cannabinoidi; questo è
giustificabile non solo considerando le modalità di
assunzione che le due sostanze hanno, ma anche alla luce
della diffusione che hanno tra gli adolescenti. Anche
lutilizzo dei vari tipi di alcolici appare legato a
quello delle sostanze illegali, ma la correlazione più
forte si è riscontrata nei confronti del numero di volte
che i soggetti dichiarano di essersi ubriacati. Si può
quindi dedurre come sia diffusa tra i giovani che
utilizzano le varie sostanze una sorta di cultura
dello sballo, ove cioè i ragazzi sono spinti alla
ricerca dello stordimento con tutti i mezzi a
loro disposizione.
La frequenza delle uscite serali sembra strettamente
associata allutilizzo di sostanze. Unaltra
forte correlazione è stata riscontrata tra
lutilizzo dei cannabinoidi e luso smodato di
alcolici, specie tra i ragazzi e le ragazze di quindici
anni.
Il confronto con gli
altri Stati europei
Passeremo
ora ad analizzare la diffusione del consumo delle
sostanze in Veneto mettendolo a confronto, oltre che con
le altre realtà europee, con unanaloga ricerca
svolta su tutto il territorio italiano. I dati di
confronto sono stati presi dalla Relazione annuale
sullevoluzione del fenomeno della droga
nellUnione Europea (O.E.D.T., 2000) e sono
relativi alla fascia di età dei soli quindicenni.
Osservando la tabella 8.1, si può notare come la realtà
rispecchi quella italiana anche se il consumo dei
cannabinoidi e di anfetamina sembra essere leggermente
maggiore in regione; la situazione si capovolge prendendo
in considerazione il consumo di ecstasy e quello di
cocaina.
Per quanto concerne il consumo di cannabinoidi la realtà
veneta sembra collocarsi sostanzialmente in posizione
centrale (21.1%) rispetto alla percentuale di soggetti
che dichiarano di farne uso negli altri Stati europei. Il
trend di consumo in regione si avvicina a quello francese
(23.0%) e belga (23.7%). Agli estremi di tale
distribuzione incontriamo invece Inghilterra (37.5%) e
Portogallo (3.8%). Anche il consumo di anfetamina sembra
essere tendenzialmente in linea con i dati europei.
Per il consumo di ecstasy si osserva, ancora una volta,
come sia la situazione francese quella più si avvicina a
quella veneta. In generale il Veneto sembra comunque
occupare una posizione centrale rispetto a quella che
chiameremo la classifica del consumo di
questa sostanza. La cocaina sembra essere invece la
sostanza che differenzia gli adolescenti veneti (2.6%) da
quelli delle altre realtà europee: il trend di consumo
in regione è quello che maggiormente si avvicina a
Spagna e Olanda (4.3%), che sono i Paesi dove il consumo
sembra coinvolgere il maggior numero di soggetti. In ogni
caso, lassunzione di cocaina in regione, se
consideriamo i dati relativi allItalia (4%),
risulta essere molto più contenuta (2.6%).
Tabella 8.1. Le percentuali di
soggetti che dichiarano di consumare sostanze
nellUnione Europea
|
Paese
|
Percentuali
|
|
Cannabinoidi
|
Anfetamine
|
Ecstasy
|
Cocaina
|
|
Austria
|
9.5
|
-
|
-
|
2.0
|
|
Belgio
|
23.7
|
3.8
|
6.2
|
1.3
|
|
Danimarca
|
24.4
|
4.0
|
3.1
|
1.4
|
|
Finlandia
|
10.0
|
-
|
-
|
-
|
|
Francia
|
23.0
|
1.9
|
2.5
|
1.5
|
|
Grecia
|
10.2
|
3.6
|
1.8
|
1.6
|
|
Inghilterra
|
37.5
|
7.3
|
3.0
|
1.5
|
|
Irlanda
|
37.0
|
3.0
|
9.0
|
2.0
|
|
Italia
|
19.0
|
2.0
|
4.0
|
4.0
|
|
Veneto
|
21.1
|
3.4
|
2.4
|
2.6
|
|
Lussenburgo
|
18.5
|
1.0
|
1.5
|
1.0
|
|
Olanda
|
31.1
|
7.8
|
8.1
|
4.3
|
|
Portogallo
|
3.8
|
-
|
-
|
0.9
|
|
Spagna
|
28.0
|
4.0
|
2.9
|
4.3
|
|
Svezia
|
7.2
|
1.1
|
1.0
|
0.6
|
Conclusioni
Il
fenomeno del consumo di sostanze illegali assume
nelletà delladolescenza i connotati della
sperimentazione, da alcuni considerata propedeutica alla
crescita, piuttosto che quelli dellutilizzazione
continuativa. E proprio alla luce di questa
interpretazione che si vuole auspicare una lettura
elastica dei dati, soprattutto per evitare di
cadere in facili giudizi o possibili allarmismi.
Gli adolescenti veneti utilizzano soprattutto i
cannabinoidi, e lo fanno in particolar modo dopo il loro
ingresso nella scuola superiore; il fenomeno comunque non
è assolutamente assente nelle scuole dellobbligo.
La situazione veneta appare abbastanza in linea con
quella nazionale: controllando i dati presentati nella
Relazione annuale sullevoluzione del fenomeno
della droga nellUnione europea (O.E.D.T.,
2000), osserviamo che le percentuali di soggetti
quindicenni che hanno sperimentato la sostanza in Italia
arriva al 19.0%, mentre in regione si supera i venti
punti percentuali (21.1%). Questa differenza rispetto ai
dati nazionali, è probabilmente attribuibile alle
caratteristiche di benessere e ricchezza legate alla
nostra regione, e conferma lidea di Buzzi et al.
(1997) secondo cui il consumo di sostanze come
lhashish e la marijuana siano legati non a
condizioni di disagio socioeconomico, ma a tratti
generalizzati che connotano la cultura giovanile delle
aree e dei settori più avanzati del Paese.
I ragazzi che si avvicinano alle altre sostanze prese in
considerazione quali lanfetamina, lecstasy e
la cocaina, lo fanno quasi esclusivamente dopo essere
usciti dalla scuola dellobbligo. Anche se di queste
sostanze se ne fa un uso soprattutto a livello di
sperimentazione, non bisogna trascurare il fatto che
esiste tra gli adolescenti delle scuole venete una
piccola percentuale di soggetti che consuma le sostanze
in maniera abituale.
Confrontando i dati da noi ottenuti con la situazione
italiana, osserviamo come il fenomeno del consumo di
ecstasy sia, nel nostro campione, meno diffuso: in tutto
il Paese la percentuale di quindicenni che hanno
sperimentato la sostanza è del 4%, mentre nel Veneto non
si arriva al 2 e mezzo percento (2.4%).
La sostanza di cui forse meno si parla, ovvero
lanfetamina, sembra essere più diffusa tra i
ragazzi veneti: in effetti la percentuale di soggetti che
hanno avuto dei contatti con questa sostanza è del 3.4%,
mentre in Italia si attesta intorno al 2%.
Lassunzione di cocaina invece, sembra essere meno
diffusa in Veneto (2.6%) rispetto a quanto riscontrato in
tutto il Paese (4%).
Infine, si osserva come la realtà veneta presenti
molteplici sfaccettature in termini di consumo: le città
più coinvolte dal fenomeno sembrano essere Treviso e
Venezia, ma anche al loro interno si sono riscontrate
delle sostanziali differenze. I ragazzi che vivono la
realtà cittadina appaiono molto più coinvolti dal
fenomeno rispetto ai colleghi che vivono in provincia.
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