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Tra quanti operano in ambito socio-sanitario non
è raro provare sensazioni di inadeguatezza, di frammentarietà, di mancanza, di solitudine.
Talvolta sono il tempo, la routine ed alcuni eventi
della vita a deprimere le motivazioni verso il lavoro,
lasciando il posto ad un mestiere sempre meno ancorato alla
propria dimensione personale e poco attento ai bisogni
profondi dell'altro. Si tratta di una perdita che finisce per
squalificare la professionalità degli operatori, che invece
si esplica fondamentalmente nella relazione con le persone dei
pazienti, dei familiari e, non da ultimo, dei colleghi
Solo il desiderio, il senso di andare alla ricerca consapevole di
qualcosa che trascende il quotidiano permette di trasformare
la stanchezza e la fatica professionale in confini, di volta in volta, da varcare o da accettare.
Attraverso la narrazione e l'ascolto della storia degli altri,
ogni persona può fare esercizio di consapevolezza e di
apprendimento, grazie a nuove significazioni ed attribuzioni
di senso della propria storia professionale.
In tal modo il semplice elenco di disagi-obiettivi-scadenze-orari
viene trasformato in un nuovo modo di integrare ed unire i
propri percorsi di vita e le esperienze lavorative,
alimentando le proprie motivazioni verso la professione.
La proposta si fonda su tre concetti principali:
-
memoria,
come garante dell’identità di ciascuno, intrecciata
alle persone e alle cose, ma anche segreta; custode delle
connessioni tra presente e futuro e credenziale esibita in
ogni incontro umano
-
narrazione,
come mondo d’esperienze, attribuzione di un significato
agli eventi personali e professionali della vita. Il
concetto di "narrativo" rappresenta qui la
capacità della persona elaborare i propri significati per
"scambiarli" con quelli degli altri in una
reciproca e profonda negoziazione ed elaborazione
culturale
-
empowerment,
come possibilità e scelta per lo sviluppo delle conoscenze,
competenze, modalità relazionali per porre obiettivi individuali
e di gruppo, elaborare strategie e risorse
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Obiettivi
e Contenuti ::
Il
percorso formativo è finalizzato a:
- fornire
nuove prospettive per la comprensione dei bisogni propri e
degli utenti;
- favorire
la costruzione personale e di gruppo di una rappresentazione integrata
del ruolo professionale (ruolo dichiarato, ruolo percepito, ruolo
realizzato)
- ridare
forza e vigore ad una professionalità facilmente
sottoposta a fenomeni di burn-out o di distanziazione;
- sviluppare
nuova consapevolezza circa le modalità di relazione con
gli altri.
- sperimentare ed far apprendere l’utilizzo dello stile narrativo nel lavoro di gruppo, anche in contesti professionali
Il corso si articola in tre giornate:
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1.
Empowerment e Narrazione
Il racconto ed i racconti che s’intrecciano per individuare
significati comuni, scoperte, rispecchiamenti, domande del proprio
percorso di crescita e costruzione di sé nella professione.
- Raccontare per comprendersi: un’autobiografia professionale
-
2.
Come in una fiaba
Conflitti, aiutanti, antagonisti e doni nella propria esperienza di
lavoro, per individuare e riconoscere il proprio ruolo in situazioni
complesse cercando di individuare nuove possibilità.
- La storia che ricordo
- La possibilità di un lieto fine e la riorganizzazione
dell'esperienza
-
Quella volta che ho imparato
...
La ricerca della storia del proprio essere operatori per individuare le
pratiche, le emozioni, i pensieri ed i gesti che ci hanno condotto e
che ci guidano.
- Imparare dagli altri imparare da sé
- L’identità competente nella professione
I principali autori di riferimento sono
Bruner, Cavarero, Demetrio, Fabbri, Formenti, Kaneklin,
Smorti,Weick.
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Metodologia
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L’intervento formativo si articola in diversi piani metodologici:
-
brevi
interventi teorici con riflessioni culturali, pedagogiche e
psicologiche per creare un pensiero condiviso su cui
confrontarsi;
-
tecniche
attive di lavoro in gruppo che favoriscano una partecipazione
coinvolgente e, per quanto possibile, piacevole degli adulti in
formazione.
Nello specifico verranno utilizzati i seguenti strumenti formativi:
-
i testi
di grandi e piccoli narratori di letteratura popolare, di fiabe. Nella
scelta si seguirà il criterio soggettivo del piacere o
dell'interesse che hanno provocato dentro di noi.
Nessun testo è prioritariamente escluso, quelli proposti da noi
come invito, quelli portati dai partecipanti. Verranno utilizzati anche
i testi che nascono dal gruppo, scritti e conservati, lasciati da parte
o creati apposta sulla spinta di una immagine o di una parola.
Con i testi si ascolta, si racconta, si evoca, si analizza, si produce.
Secondo Bruner poi, (La ricerca del significato,
Boringhieri) anche le "storie di fenomeni e di cose" diventano la
ricerca e la costruzione di una narrazione in grado di connettere un
mondo di esperienze. L’attività narrativa si esplica
proprio nell’attribuzione di un “significato”
all’esperienza.
Il concetto di “narrativo” quindi rappresenta la
capacità dell’essere umano di scambiare i propri
significati con quelli degli altri e per questo motivo, una buona
narrazione diventa un momento forte di negoziazione e di elaborazione
culturale
-
Il laboratorio.
Lo spazio sarà fondamentale. Un luogo che da anonimo diventa
familiare: in parte perché tale lo rendono la consuetudine e il
rituale del ritorno e del ritrovare gli stessi posti; in parte
perché la narrazione richiede accorgimenti
“scenici”, un posto per stare comodi, una luce che non
disturba, una delimitazione dello spazio.
Lo spazio è uno strumento indispensabile perché non si
lavora solo con il linguaggio, ma anche con la voce, il gesto, il
materiale.
Vicino all'angolo dell'ascolto dunque un grande spazio per il movimento.
Perché muoversi? Cosa c'entra con il narrare? Quando si ascolta
non si sta fermi e zitti? Certo, ma proviamo ad immaginare che
narrazione ed ascolto rappresentino metaforicamente l'uno la rete dei
vivere quotidiano, del convivere, l'altra la possibilità di
essere presenti sentendosi tali ed agendo di conseguenza.
Se continuiamo ad usare l'intreccio tra metafora e realtà si sta
parlando del desiderio di essere protagonisti delle proprie scelte, la
difficoltà ad esserlo, la necessità di essere flessibili,
l'importanza, in tutto questo di mantenere la propria identità e
arricchirla.
La “narrazione a più voci” passa momenti di grande
sintonia e coralità, ma può diventare cacofonica e
dissonante. Dal “come si lavora bene assieme” al conflitto.
Ecco perché movimento. Dall'isola felice della narrazione ad una
voce, alle scaramucce, i giochi, le provocazioni che coinvolgono il
gesto, la voce, i materiali e il corpo.
Per la metodologia di conduzione adottata, è importante il
gruppo sia formato da non più di una ventina di persone.
:: Tempi
::
Il
percorso formativo si articola tre giornate, dalle ore 9 alle
17,30
Vedi
calendario
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Note
organizzative ::
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L’iscrizione al percorso formativo è
di 250,00 Euro onnicomprensivi.
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Il corso viene attivato con un minimo
di 14 partecipanti.
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A quanti sono interessati si chiede
una preiscrizione a mezzo fax utilizzando il modulo
predisposto.
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Non appena viene raggiunto il numero
minimo di partecipanti, la Segreteria fornirà
indicazioni sulle modalità di perfezionamento
dell'iscrizione e di versamento della quota di iscrizione.
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I posti disponibili sono 20. Le
preiscrizioni sono accettate secondo l'ordine di
arrivo.
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Il corso può essere svolto anche
presso Aziende Sanitarie ed altre istituzioni, con date e
costi da definire
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