Lavorare con la disabilità grave e gravissima espone
l'operatore sociosanitario a problemi della relazione che
possono essere così riassunti:
A. Il problema del senso:
il contatto prolungato con un'utenza quale quella
rappresentata dal disabile grave e gravissimo adulto espone
l'operatore a dover continuamente risignificare il proprio
agire in ordine a questioni quali la sofferenza, la cronicità
degli stati di salute, la fatica del rapporto interpersonale,
la scarsa soddisfazione circa i risultati dell'azione
sociosanitaria;
B. Il rischio del
collasso motivazionale (burn-out): la tipologia
dell'utenza "disabile grave e gravissimo adulto"
espone l'operatore a rischi riconducibili a ciò che
tecnicamente viene identificato come "sindrome di
burn-out". In questo caso l'operatore sociosanitario va
aiutato ad individuare quelle risorse, interne e esterne, che
se preventivamente attivate possono evitargli il rischio di
vedere crollare le personali motivazioni che guidano la sua
azione.
C. La conoscenza
frammentata e non globale dei problemi dell'utenza: la
divisione funzionale del lavoro impone che solo alcune figure
professionali abbiano accesso alle informazioni che riguardano
l'utenza. Se, da un lato, ciò è coerente con quelli che sono
i compiti e le competenze dei diversi operatori, dall'altro,
avviene che coloro che ricoprono certi ruoli - quale quello
dell'operatore sociosanitario - non conoscono quasi nulla
delle problematiche dell'utente. Avviene così che l'operatore
riceva solo quelle informazioni che si ritengono strettamente
necessarie al suo compito. Il problema è che ciò non gli
consente di avere una visione complessiva di quelli che sono i
problemi dell'utenza per cui opera. Data l'impossibilità di
rendere accessibili anche all'operatore tutte le informazioni
- si pensi ad esempio a quelle riguardanti i problemi di
salute dell'utente che, di solito, sono note quasi
esclusivamente al personale medico o infermieristico - è
altrettanto opportuno che l'operatore possieda una conoscenza
di massima di quelli che sono i problemi di tipo educativo,
psichico e relazionale connessi a determinati stati di salute.
D. Carenze in ordine
alla progettazione e programmazione del proprio intervento:
la formazione dell'operatore sociosanitario è particolarmente
finalizzata all'azione. Anche gli strumenti culturali in suo
possesso sono soprattutto funzionali al compito. Operare in
modo significativo sull'uomo, per l'uomo e con l'uomo comporta
però anche capacità (seppur minime) di progettare e
programmare gli interventi, anche in un'ottica di verifica
circa i risultati che si sono ottenuti a seguito di specifiche
azioni.
E. Servizi sociosanitari per
disabili e qualità della vita della persona con
disabilità grave e gravissima: operare nel contesto
dei servizi alla persona comporta avere un'idea di qualità
del servizio che consenta la messa in atto di determinate
azioni e atteggiamenti. Quando i servizi sono rivolti a
persone con disabilità il problema della qualità del
servizio va visto alla luce anche di quelle che sono le
diverse concezioni di qualità di vita della persona disabile.
Chiedersi cosa significhi "qualità di vita" per una
persona con disabilità grave e gravissima è molto importante
perché modifica lo sfondo di senso all'interno del quale
progettare e programmare ogni e qualsiasi intervento.
L'operatore sociosanitario anche in questo caso va aiutato ad
individuare atteggiamenti e modalità del suo operare che
consentono la realizzazione di percorsi di qualità della vita
a favore delle persone con disabilità grave e gravissima.
F. La costruzione delle
capacità relazione: entrare in relazione con l'altro,
indipendentemente da chi sia questo altro, comporta capacità
che non si possono improvvisare. Ascoltare, entrare in
empatia, saper leggere i messaggi verbali e non verbali,
logici e analogici della comunicazione, sono competenze che
vanno imparate. Nessuna capacità relazionale può essere
improvvisata, specialmente quando il piano della relazione
diventa fondamentale per la qualità del proprio lavoro. Le
capacità relazionali fanno quindi riferimento a conoscenze,
competenze e capacità che solo un attento e approfondito
esame ne consente l'acquisizione.
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Metodologia
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Il corso di formazione prevede
la partecipazione di un numero contenuto di partecipanti (max.
20-23).
Si approfondiranno in ogni giornata di formazione due degli
argomenti del programma.
Le modalità della docenza prevedono: lezioni teoriche con un
linguaggio chiaro e accessibile a tutti; esercitazioni
pratiche; esemplificazioni con riferimento ai tanti casi che i
docenti hanno seguito nel corso della loro decennale
esperienza nel campo della disabilità.
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Note
organizzative
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Il
percorso formativo si articola tre giornate, dalle ore 9 alle
13, dalle 14 alle 17.
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Il corso viene attivato esclusivamente su richiesta di un Ente
o Azienda sanitaria
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