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Corsi per operatori socio-sanitari

 
 

:: LA GESTIONE DELLE RELAZIONI 
CON L’UTENZA GRAVE ED IN ETÀ ADULTA
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corso in tre giornate per gli operatori che lavorano con persone disabili



Lavorare con la disabilità grave e gravissima espone l'operatore sociosanitario a problemi della relazione che possono essere così riassunti:

A. Il problema del senso: il contatto prolungato con un'utenza quale quella rappresentata dal disabile grave e gravissimo adulto espone l'operatore a dover continuamente risignificare il proprio agire in ordine a questioni quali la sofferenza, la cronicità degli stati di salute, la fatica del rapporto interpersonale, la scarsa soddisfazione circa i risultati dell'azione sociosanitaria;

B. Il rischio del collasso motivazionale (burn-out): la tipologia dell'utenza "disabile grave e gravissimo adulto" espone l'operatore a rischi riconducibili a ciò che tecnicamente viene identificato come "sindrome di burn-out". In questo caso l'operatore sociosanitario va aiutato ad individuare quelle risorse, interne e esterne, che se preventivamente attivate possono evitargli il rischio di vedere crollare le personali motivazioni che guidano la sua azione.

C. La conoscenza frammentata e non globale dei problemi dell'utenza: la divisione funzionale del lavoro impone che solo alcune figure professionali abbiano accesso alle informazioni che riguardano l'utenza. Se, da un lato, ciò è coerente con quelli che sono i compiti e le competenze dei diversi operatori, dall'altro, avviene che coloro che ricoprono certi ruoli - quale quello dell'operatore sociosanitario - non conoscono quasi nulla delle problematiche dell'utente. Avviene così che l'operatore riceva solo quelle informazioni che si ritengono strettamente necessarie al suo compito. Il problema è che ciò non gli consente di avere una visione complessiva di quelli che sono i problemi dell'utenza per cui opera. Data l'impossibilità di rendere accessibili anche all'operatore tutte le informazioni - si pensi ad esempio a quelle riguardanti i problemi di salute dell'utente che, di solito, sono note quasi esclusivamente al personale medico o infermieristico - è altrettanto opportuno che l'operatore possieda una conoscenza di massima di quelli che sono i problemi di tipo educativo, psichico e relazionale connessi a determinati stati di salute.

D. Carenze in ordine alla progettazione e programmazione del proprio intervento: la formazione dell'operatore sociosanitario è particolarmente finalizzata all'azione. Anche gli strumenti culturali in suo possesso sono soprattutto funzionali al compito. Operare in modo significativo sull'uomo, per l'uomo e con l'uomo comporta però anche capacità (seppur minime) di progettare e programmare gli interventi, anche in un'ottica di verifica circa i risultati che si sono ottenuti a seguito di specifiche azioni.

E. Servizi sociosanitari per disabili e qualità della vita della persona con disabilità grave e gravissima: operare nel contesto dei servizi alla persona comporta avere un'idea di qualità del servizio che consenta la messa in atto di determinate azioni e atteggiamenti. Quando i servizi sono rivolti a persone con disabilità il problema della qualità del servizio va visto alla luce anche di quelle che sono le diverse concezioni di qualità di vita della persona disabile. Chiedersi cosa significhi "qualità di vita" per una persona con disabilità grave e gravissima è molto importante perché modifica lo sfondo di senso all'interno del quale progettare e programmare ogni e qualsiasi intervento. L'operatore sociosanitario anche in questo caso va aiutato ad individuare atteggiamenti e modalità del suo operare che consentono la realizzazione di percorsi di qualità della vita a favore delle persone con disabilità grave e gravissima.

F. La costruzione delle capacità relazione: entrare in relazione con l'altro, indipendentemente da chi sia questo altro, comporta capacità che non si possono improvvisare. Ascoltare, entrare in empatia, saper leggere i messaggi verbali e non verbali, logici e analogici della comunicazione, sono competenze che vanno imparate. Nessuna capacità relazionale può essere improvvisata, specialmente quando il piano della relazione diventa fondamentale per la qualità del proprio lavoro. Le capacità relazionali fanno quindi riferimento a conoscenze, competenze e capacità che solo un attento e approfondito esame ne consente l'acquisizione.

:: Metodologia ::

Il corso di formazione prevede la partecipazione di un numero contenuto di partecipanti (max. 20-23).
Si approfondiranno in ogni giornata di formazione due degli argomenti del programma.
Le modalità della docenza prevedono: lezioni teoriche con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti; esercitazioni pratiche; esemplificazioni con riferimento ai tanti casi che i docenti hanno seguito nel corso della loro decennale esperienza nel campo della disabilità.

:: Note organizzative ::

  • Il percorso formativo si articola tre giornate, dalle ore 9 alle 13, dalle 14 alle 17.

  • Il corso viene attivato esclusivamente su richiesta di un Ente o Azienda sanitaria

 

per contatti: univerona@educare.it