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Tra gli obiettivi generali del processo formativo, contenuti nelle indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati nella Scuola Secondaria di primo grado (legge n. 53/2003 e successive disposizioni) si legge:
Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi.
La migliore prevenzione è l’educazione. Disponibilità umana all’ascolto e al dialogo, esempi di stili di vita positivi, testimonianza privata e pubblica di valori, condivisione empatica di esperienze, problemi e scelte, significatività del proprio ruolo di adulti e di insegnanti, conoscenze e competenze professionali diventano le occasioni che consentono alla Scuola Secondaria di 1° grado di leggere i bisogni e i disagi dei preadolescenti e di intervenire prima che si trasformino in malesseri conclamati, disadattamenti, abbandoni.
Il suo primo punto di forza in questa strategia è rappresentato dal coinvolgimento delle famiglie … Laddove tale coinvolgimento mancasse, la scuola stessa è chiamata ad affrontare questo punto di debolezza, utilizzando tutte le proprie risorse, a cui si aggiungono quelle delle istituzioni della società civile presenti sul territorio. …
Per gli alunni che hanno un retroterra sociale e culturale svantaggiato, comunque, la Scuola Secondaria di 1° grado programma i propri interventi mirando a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali, in maniera tale da superare le situazioni di svantaggio culturale e da favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti. …
L'équipe di Univerona propone un laboratorio di riflessione, ricerca e formazione finalizzato alla costruzione di percorsi educativo/didattici per la traduzione pratica e contestualizzata di tali affermazioni pedagogiche e di principio.
A titolo indicativo, i temi di approfondimento del laboratorio
potrebbero essere i seguenti:
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differenze individuali e segnali di disagio
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difficoltà di adattamento, di apprendimento, di comportamento
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aggressività e bullismo
In modo particolare diventano
contenuti del percorso i casi concreti e le situazioni problematiche portate dai partecipanti.
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Note
Metodologiche
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Il percorso formativo è proposto nella modalità del laboratorio ricorrente, inteso come momento di riflessione e ricerca partecipata, di costruzione comune di significati, di condivisione di esperienze, di elaborazione progettuale e programmatica.
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Sono previsti 6 appuntamenti formativi: ottobre, novembre, dicembre; febbraio, marzo, aprile.
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Il conduttore del laboratorio, a differenza della formazione tradizionale, si propone principalmente come animatore e figura di stimolo, orientata più al processo ed ai “risultati” che ai contenuti.
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In questo modo si confida di poter superare la dicotomia, per dirla con Duccio Demetrio, tra il mondo della formazione ed il mondo della vita, innescando circoli virtuosi prassi-teoria-prassi che valorizzano competenze-esperienze-professionalità degli insegnanti e promuovono cambiamento ed innovazione.
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Il laboratorio può così diventare strumento per la condivisione e la sperimentazione di buone prassi, da diffondere e valorizzare con azioni informative e culturali.
per
contatti: univerona@educare.it
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