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AREA HANDICAP

 

ARTE-TERAPIA E HANDICAP

prima parte

di Serena Mortari

seconda parte
terza parte
bibliografia

Sommario:

CURA EDUCATIVA E RISPOSTA ESTETICA

Attualmente la differenza tra i significati che può assumere il termine “cura” può essere colta, con terminologia anglosassone, tra l’espressione to cure e to care. Il termine to cure ha acquisito il significato di “tecnica guaritiva”; col verbo “curare” di solito si intende “guarire” una malattia con un determinato farmaco o trattamento. Con to care si intende la therapeuein greca, un “prendersi cura di”. Esprime un interesse sollecito verso qualcuno di cui si desidera occuparsi, con un’attenzione particolare rivolta alla persona nella sua interezza, puntando ad uno sviluppo del potenziale umano rispettando i limiti. Si rende sempre più necessario un approccio di tipo olistico, che abbracci la persona con tutte le sue sfumature, nella sua globalità.
Esistono malattie “inguaribili”, ma non “incurabili”. Prendersi cura di qualcuno non significa tanto sconfiggere la malattia da cui è affetto nell’intento di ricondurre l’individuo alla normalità, quanto cercare di comprendere il senso esistenziale di quella particolare sofferenza in vista del raggiungimento di una graduale autonomia del soggetto nell’esercizio della propria cura.
Nelle relazioni educative può presentarsi il rischio di occuparsi dell’altro anticipando ogni sua richiesta e sostituendosi a lui, ma in questo modo la persona diventa oggetto della cura, viene ridotta la sua capacità intenzionale, il suo poter essere, ostacolando la possibilità di autoformazione del soggetto [1].

L’esistenza è apertura verso il mondo e verso gli altri. Heidegger sostiene che il rapporto tra l'uomo e gli altri Esserci è un “aver cura” degli altri che può essere “inautentico” nel caso in cui si tolga agli altri la loro cura, oppure può essere “autentico” se li si aiuta ad assumersi la propria cura.
La cura è un incontro tra educatore ed educando in cui avviene uno scambio nel pieno riconoscimento dell’altro che è irriducibile ad un bisogno anche se manifesto. E’ importante progettare l’esistenza di una persona in considerazione del suo vissuto partendo dalla sua soggettività e dal suo essere-nel-mondo per non ridurre l’uomo a oggetto di un sapere separandolo dal mondo in cui vive [2].

L'arte svolge in modo ottimale la “presa in cura”. Secondo J. Hillmann ignorare l’impulso estetico della nostra psiche conduce all’attuale condizione umana di “an-estesia” e “ottundimento psichico”. Per risvegliare il senso dell’anima mundi è necessaria una risposta estetica che consiste nello sviluppare il nostro senso del bello e del brutto. Per fare questo occorre fidarsi delle emozioni. Secondo il filosofo il vero inconscio oggi è la bellezza pensata come data in modo permanente, riferita al mondo nei suoi dati, un’esposizione che richiama una risposta estetica.
L’artista riesce a rivelare lo straordinario nell’ordinario che non sono separati. Hillmann sottolinea l’importanza fondamentale che ha il silenzio per la vita interiore. Il silenzio ispira “l’agente immaginante” e le arti favoriscono il silenzio. Attraverso l’arte occorre ritrovare l'Io Immaginale di cui parla Hillmann per elaborare le nostre immagini creative, nell’interesse dell’anima [3].

L’ARTE-TERAPIA IN UN APPROCCIO DI TIPO EDUCATIVO: CONSIDERAZIONI GENERALI

L'espressione Arte Terapia viene utilizzata per riferirsi a diverse tipologie di operazioni. Nel 1999 si è costituita l'associazione A.P.I.Ar.T (Associazione Professionale italiana arte terapeuti), dimostrando così che il paese è pronto ad accogliere la nuova figura professionale.
Sul sito internet dell’A.P.I.Ar.T (www.apiart.3000.it) troviamo definita l’arte terapia come l’uso terapeutico dell’arte, dell’espressione artistica e del processo creativo per promuovere l’integrazione psichica, emotiva, cognitiva, spirituale, la maturità affettiva e psicosociale, la qualità della vita della persona. L’arte terapia si indirizza a uno studio rigoroso delle interrelazioni tra la mente, il corpo, gli stati emotivi e immaginativi, e il mondo della relazione. L’arte terapia si focalizza sull’espressione grafico-pittorica e sul comportamento della persona per la creazione di oggetti artistici quali specifici elementi di valutazione e di intervento.
L’arte terapia è un insieme di metodiche inquadrabili in diverse aree concettuali (psicoanalitica, cognitivista, relazionale ecc.) finalizzate alla promozione umana con scopi riabilitativi, psicopedagogici, psicoterapeutici e preventivi di qualunque forma di disagio psicosociale, che prevedano l’uso sistematico di pratiche artistiche grafico-plastico-pittoriche. L’arte terapeuta è una precisa figura professionale formata per utilizzare tali metodiche.
In Italia manca una regolamentazione istituzionale e c'è ancora confusione nel settore. Il modello teorico e applicativo in arte terapia deve fondarsi su una ricerca artistica e clinica e considerare fondamentale la formazione estetica dell'operatore. Inoltre l'utente deve essere informato e consapevole del percorso arteterapeutico (il contratto). Se si agisce all'interno di un'istituzione è importante la concertazione con il progetto complessivo di cura e l'esistenza di una equipe multidisciplinare di appoggio e di verifica della qualità del servizio.
Arthur Robbins sostiene che “nel processo di comunicazione l’artista ha la capacità di trovare ciò che non funziona all’interno della forma estetica e di vedere come questo possa essere connesso a problematiche di natura psicodinamica”. Inoltre definisce la relazione terapeutica come “una storia d’amore” in quanto ci si sente compresi in modo non verbale, empatico, attraverso una forma artistica che abbraccia il riconoscimento dell’altro e che ha in sé qualità sensorie.

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NOTE:

[1] Cfr. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000
[2] Ibid;
[3]Cfr. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti e Vitali, Firenze, 1999.

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BIBLIOGRAFIA:

1. AA. VV., Belfiore M., Colli L. M. (a cura di), Tra il Corpo e l’Io. L’Arte e la Danza-Movimento Terapia ad orientamento psicodinamico, Pitagora Editrice Bologna, Bologna, 1998
2. AA. VV., Coppelli C. (a cura di), Usa l’Arte per non essere in dispArte. Atti del 1° Convegno Nazionale su Arte terapia e buona relazione educativa, I.D.I.S. A. Meucci, Carpi, 2001
3. AA. VV., Coppelli C. (a cura di), La differenza contro l’indifferenza. Suoni e linguaggi oltre il silenzio. Atti del 3° Convegno Nazionale sulle Arti terapie nella scuola e nei servizi per l’anno europeo del disabile. Conferenze e laboratori espressivi, Centro Stampa del Comune di Carpi, Carpi, 2004
4. Bion W. R., Apprendere dall’esperienza, Armando, Roma, 1998
5. Denner A., Malavasi L., Arteterapia: metodologia e ricerca, Edizioni del Cerro, Pisa, 2002
6. Givone S., Storia dell’estetica, Laterza, Roma-Bari, 2003
7. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti e Vitali, Firenze, 1999
8. Larocca F. (a cura di), Musicoterapia, Danzaterapia e Arteterapia per l’handicap, Atti dei Convegni internazionali dell’Università degli Studi di Verona, Libreria Editrice Universitaria, Verona, (7 voll.) 1995-2002
9. Larocca F., Azione mirata. Per una metodologia della ricerca in educazione speciale, Franco Angeli, Milano, 2003
10. Larocca F., Pedagogia speciale, Erikson, Trento, 2000
11. Larocca F., Nei frammenti l’intero. Una pedagogia per la disabilità, Franco Angeli, Milano, 1999
12. Lascioli A., Elementi introduttivi alla pedagogia speciale, LEU, Verona, 2001
13. Palazzi Trivelli C., Taverna A. (a cura di), Arti Terapie. I fondamenti, Tirrenia Stampatori, Torino, 2000
14. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000

AUTORE: Serena Mortari, laureata in Scienze dell'Educazione presso l'Università di Verona.

 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005


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