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Scuola e dintorni

 

 

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L'INSEGNANTE E LO STUDENTE DI SUCCESSO

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di Lucia Zanellato, Claudio Fasola, Cristina Zanette

Indice

 

“Molti studiosi sono stati coinvolti in questi ultimi dieci anni in
quella che è stata comunemente definita la rivoluzione del
curriculum, lo sforzo di mettere i ragazzi più presto e più utilmente
sulla strada giusta per comprendere le idee-chiave contenute nelle
discipline apprese. E infatti è una rivoluzione, almeno per un
aspetto: l’unione degli uomini alle frontiere della conoscenza con
quelli incaricati di istruire i giovani, operanti all’unisono per rendere
possibile la traduzione della cultura in forma comprensibile e
proficua per i giovani”.

J. Bruner, Il significato dell’educazione, 1971

Introduzione

Ogni insegnante nella sua modalità di gestire il processo di insegnamento/apprendimento e di interagire con la classe e con gli allievi mette in atto un sistema di atteggiamenti, aspettative ed inferenze che lo guidano nell’interpretazione dei propri ed altrui comportamenti. (Cherubini, 1999) Si vuole attraverso questa ricerca valutare se e secondo quali criteri ci possa essere relazione tra questo sistema di credenze dell’insegnante e la sua attività didattica, in particolare rispetto a quelle che secondo lui sono le dimensioni caratterizzanti l’allievo di successo o di insuccesso.

Punto di partenza è la constatazione che, di fronte alla scolarizzazione di massa e alla democratizzazione della scuola stessa, la ragione del successo o meno della carriera di un allievo non è più riconducibile ad una teoria individuale degli allievi diversamente dotati in quanto a competenze intellettive, sociali ed emotive (Carugati e Selleri, 1996). La scuola si è dovuta responsabilizzare, ha preso atto di essere sistema integrato, fatto di agenti che quotidianamente interagiscono nelle loro pratiche di insegnamento/apprendimento.

L’attività formativa si basa sulla capacità di apprendimento, riguarda sia la conoscenza che le emozioni, è ricca di significati sociali e si produce in un particolare rapporto interpersonale di comunicazione fra educatore ed educando. Il processo educativo si organizza inoltre a partire dalle motivazioni e dai bisogni del discente e della società di cui fa parte, dal desiderio di ogni individuo a crescere liberamente.

Abbandonata quindi l’idea dell’insegnamento/apprendimento come trasmissione di saperi, cioè di una opzione innatista ed empirista, ed assunta una concezione costruttivistica, sociogenetica e relazionale della conoscenza (Popper, 1972, Kuhn 1962, Lakatos, 1970), si pone l’enfasi sulla conoscenza come attività euristica, di progressiva costruzione del soggetto, e di processo che si sviluppa nell’interazione sociale, nella negoziazione di significati, nella co-costruzione degli stessi da parte di docenti e discenti (Valle, 1997). Non solo contenuti di conoscenza quindi, ma anche comprensione dei significati, delle rappresentazioni che essi condividono interagendo in un medesimo spazio normativo. Tanto più importante in quanto la scuola si presenta come istituzione legittimante l’attribuzione di definizioni-etichette da parte degli insegnanti sulla base di ciò che normalmente caratterizza l’immagine dello studente di successo e l’accettazione consapevole da parte degli studenti di tali definizioni, sulla base delle quali vengono a configurarsi la propria identità e ad adeguare il proprio comportamento.

 

Autori: Lucia Zanellato, psicologa ed insegnante presso una scuola elementare, è docente del corso di Psicologia dell’Adolescenza presso la Ssis Veneto e di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova. È autrice di numerose pubblicazioni nel campo dell’adolescenza e della devianza. Claudio Fasola, psicologo e sessuologo clinico, si occupa di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova e di formazione presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente sta curando un volume, di prossima pubblicazione, sul tema dell’identità personale nelle psicologie postmoderniste. Cristina Zanette laureata presso l’Università degli studi di Padova con una tesi di filologia medioevale ed umanistica, attualmente insegna materie letterarie presso un liceo classico e scientifico, ha approfondito studi di educazione linguistica, rispetto alle metodologie didattiche e alle prospettive in ambito lavorativo della scrittura funzionale.

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 3, Febbraio 2005


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