- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Laura Alberico
Neurofilosofia ed etica
Tra i pionieri della neurofilosofia c'è Patricia Churchland, docente di filosofia all'Università della California. Nel suo ultimo libro "L'io come cervello" spiega come i concetti di "io", "anima", e "spirito" si riferiscono soltanto alla nostra mente, cioè che i valori morali risiedono nel cervello.
La ricercatrice, in una intervista, riferisce come i comportamenti umani siano regolati biologicamente (l'attaccamento, la cura della prole, ecc.) e che il cervello dei mammiferi è organizzato per godere di una propria vita sociale nelle quali norme ogni uomo trova la sua risposta agli interrogativi morali ed etici. "Dal punto di vista evolutivo credo che la morale si sia sviluppata culturalmente e non geneticamente. I disturbi psichiatrici (schizofrenia, depressione cronica) non sono ancora conosciuti dal punto di vista neurobiologico. Chi soffre di questi disturbi è portato ad avere una ridotta vita sociale e per questo ha comportamenti morali problematici. Sappiamo che l'ossitocina gioca un ruolo importante nell'attaccamento alla prole, ma non conosciamo in che misura abbia conseguenze sulla capacità di vivere socialmente. I nostri esperimenti sono molto approfonditi sugli animali ma non altrettanto sugli esseri umani".
Fonte: La Repubblica - 8/08/2014
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