Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 7 - Luglio 2026

Stop the genocide poster

Genitori contro insegnanti

imgDi fronte al lungo elenco degli episodi di violenza (soprattutto tra adulti) che si ripetono nelle scuole in tutta Italia sotto forma di insulti, minacce, episodi rabbiosi a danno dei professori è lecito fare qualche riflessione. «La colpa non è dei maestri, degni di rimprovero sono i genitori che non esigono per i loro figli una severa disciplina dalla quale possono trarre giovamento. Essi devono abituare gradualmente i giovani alle fatiche, lasciare che si imbevano di letture serie e che conformino gli animi ai precetti della sapienza... invece i fanciulli nelle scuole giocano».

Questa famosa citazione, scelta dal prof. scrittore Alessandro D'Avenia per parlare dello stato dei rapporti genitori-insegnanti-ragazzi della scuola di oggi, non è altro che un'invettiva che si trova nel Satyricon di Petronio che voleva descrivere la decadenza dell'educazione in una società decadente. Genitori e insegnanti hanno rotto quell'alleanza che è alla base dello sforzo di far crescere i ragazzi, sui quali troppe volte si riverberano gli effetti di questa crisi.

La questione non è solo italiana ma riguarda anche l'Inghilterra e la Francia, nazioni in cui i professori si sentono oggetto continuo di giudizio e pregiudizio. La professoressa Bruna Grasselli dell'Università Roma-Tre, nel suo saggio Vita di relazione con alunni, insegnanti e genitori lo chiama il "disordine della comunicazione" che rende insopportabile "la fatica emotiva dell'insegnante". Colpa dei genitori che rinunciano alla funzione educativa o colpa degli insegnanti che non sanno fare il proprio mestiere e non collaborano con i genitori?

Nel suo libro La famiglia adolescente lo psicanalista Massimo Ammanniti ragiona su come è cambiata la dinamica nelle famiglie: «ci sono meno figli, i genitori investono molto su di loro in un atteggiamento narcisistico che crea anche complicità genitore e figlio per arrivare al successo. Le parole impegno, responsabilità, lavoro passano in secondo piano, i genitori "hanno bisogno" dei risultati dei figli e non sono disposti ad affrontare il conflitto. Ecco che in questo quadro, la colpa è sempre degli insegnanti che non riescono, secondo i genitori, a fare abbastanza per i loro tesori: un eventuale fallimento non è del figlio ma del suo professore. Se i genitori non sono pronti ad accettare gli insuccessi dei propri figli è vero anche che gli insegnanti si trovano di fronte a ragazzi più rapidi di loro nell'uso delle tecnologie in una scuola ancora organizzata come lo era negli anni cinquanta».

Gestire la convivenza in classe e fuori resta la più grande paura degli insegnanti. Secondo uno studio condotto dalla Fondazione Agnelli la più grande ansia diffusa tra i prof. è quella di come gestire la classe e la comunicazione con le famiglie. Gli episodi di violenza in ambito scolastico (Catania, Ostia, Macerata, Bologna, Enna) testimoniano le difficoltà di comunicazione tra genitori e insegnanti i quali, in questo contesto, si sentono aggrediti fisicamente e moralmente e non riescono a far accettare ai genitori i principi educativi necessari per la convivenza, il rispetto delle regole sulle quali si basa la condivisione, la collaborazione e il rispetto reciproco.

Fonte: Corriere della Sera 13/5/2016   

Tagged under: #scuola,