Stop the genocide poster

Il primo regalo

imgTra le grida e le rincorse dei bambini A. se ne stava in disparte, silenziosa e triste. All'improvviso l'ho vista piangere, mi sono avvicinata e l'ho abbracciata, sentivo il bisogno di rassicurarla e farle sentire la mia vicinanza, qualunque cosa fosse ciò che l'aveva turbata. Dopo la festa, nei giorni seguenti, ho pensato molto a lei scoprendo che quella tristezza aveva accompagnato molti anni della mia infanzia, il nido nel quale mi ero rifugiata e che mi proteggeva dall'indifferenza e dalla mancanza di calore affettivo. In questi giorni le prime luci del Natale accendono speranze,ricordi, emozioni, tutto ritorna a far emergere dal profondo aspettative di una nuova vita, la lunga attesa che apre le porte alla stagione dei sentimenti ritrovati e riscoperti alla luce della rinascita. La corsa ai regali renderà questo periodo frenetico e stressante, il desiderio di compensazione e di accoglienza spingerà tutti a rinsaldare legami, affetti, relazioni, con le solite buone intenzioni che acquieteranno come sempre la coscienza di non aver fatto tutto e bene.

Con largo anticipo ho preparato già il primo regalo di Natale, quello che farò ad A. ma soprattutto a me stessa, piccoli oggetti di un'infanzia dimenticata e forse mai vissuta che sto ancora rincorrendo e che appaiono come luci intermittenti di un Natale troppo distante. Un regalo diventa più significativo ed importante se il destinatario e chi lo invia non si conoscono, se il tempo passato può in qualche modo diventare una promessa di consolazione e di riscatto. Il sorriso strappato ad una bambina che si sente sola può cancellare magicamente le distanze, il tempo della solitudine e dell'indifferenza, delle parole e dei gesti mai conosciuti e per questo più desiderati. L'amore verso se stessi e verso gli altri può  concretizzare il miracolo di un Natale più vero,accogliente, capace di riconciliare ragione e sentimento, realtà e immaginazione, il dolore e la gioia.