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Uomini contro: pensieri a latere del film

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uomini controIl contesto del film menzionato è la prima guerra mondiale ma questo titolo mi spinge a guardare con amarezza al presente nel quale gli schieramenti sono diventati il pane quotidiano da condividere in solitudine solo con se stessi. La strada in discesa è ormai il segno di leggi coercitive sempre più stringenti che inaspriscono e rendono estremamente difficile il confronto di opinioni, la libera e necessaria autonomia di giudizio che in un sistema sociale avanzato fonda le proprie radici.

Gli obblighi e i divieti sono diventati un marchio di riconoscimento, le etichette di un mercato che lievita giornalmente i costi senza tenere conto di esigenze individuali il cui confine sembra apparire ormai un territorio da colonizzare o espropriare. In questa guerra non ci sono armi concrete e reali ma questo non significa che gli strumenti adottati siano meno invasivi, supportati da una intangibile, assoluta e autoreferenziale verità.

L'informazione settoriale e tesa a incrementare le divisioni e gli schieramenti lascia poco spazio al confronto contraddittorio, portavoce di valori ugualmente importanti perché interessano la libertà e i diritti che in questo contesto vengono emarginati e ignorati. La dolcezza e l'umanità che il Natale ha sempre sparso come seme di concordia, accoglienza e bontà sembra accendere timide luci di speranza, piccoli fari in una nebbia densa e pesante nella quale la realtà mostra il suo volto più duro, una maschera che diventa la bandiera di un potere che divide insinuando quotidianamente sospetti, pregiudizi e rabbia sociale.

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