Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXV, n. 12 - Dicembre 2025

Stop the genocide poster

Sei figlia di tuo padre

padre figliaUna frase buttata lì, tra convenevoli e frasi di circostanza, aveva lasciato in me un misto di nostalgia e rimpianto, uno spiraglio di luce dal quale assorbire l'essenza della vita oltre la vita, una rivelazione che, a tanti anni di distanza, spargeva semi di alleanza tra i meccanismi complessi della genetica e l'esperienza vissuta e consolidata.

Ogni tanto ripenso a queste parole, cerco di unire segmenti spezzati di una vita, immagini dai colori uniformi nei quali il passato tornava a bussare alla mia porta, con pudore e discrezione, ombre e luci che si univano per poi improvvisamente allontanarsi e confondersi nella memoria. Il ricordo ha con il tempo che passa uno strano legame, può perdere intensità e forza ma può anche mostrare i segni indelebili di un legame che rivive nel presente la sua storia, i semi che l'amore e il suo contrario hanno lasciato spesso germinare senza cura e dedizione per timore di lasciarsi trasportare troppo lontano. Il legame con un genitore è spesso fonte di contrasti e incomprensioni, le distanze reali o immaginarie creano spesso muri di indifferenza e isolamento, due mondi di affinità e differenze che faticano a trovare un punto di incontro forse per timore di conoscersi e riconoscersi l'uno nell'altro.

E' vero, sono figlia di mio padre e non avrebbe potuto essere altrimenti, lo riscopro ogni giorno osservando dentro di me le luci e le ombre di una vita vissuta con intemperanze e istinto, nella solitudine di incomprensioni sospese sul filo della normalità e quieto vivere, il filo sottile sul quale ragione e sentimenti cercano di trovare accoglienza e sicurezza. Ancora oggi questo legame, nonostante l'assenza, mi restituisce intatta quella libertà di pensiero che è simbolo di coerenza con se stessi e con gli altri, il desiderio di sognare anche ad occhi aperti, la possibilità che un gesto, uno sguardo ed un sorriso possano dire più delle parole, quelle parole che oggi parlano, attraverso di me con la sua voce.