Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

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Inghilterra, sempre più servizi educativi nell'offerta scolastica

scuola tempo pienoLa vera risorsa dei giorni nostri è il tempo e su questo non c'è alcun dubbio. I bambini e i ragazzi chiedono soprattutto tempo tutto per loro e madri e padri schiacciati in ritmi sempre più vertiginosi non riescono a dedicare all'amata prole le ore o persino i minuti necessari e desiderati. Per questo il sistema scolastico ormai cerca di offrire anche servizi e non solo formazione. Proprio come fanno da tempo le scuole private.

Benvenuti, per nove ore, alla Great Yarmouth Primary Academy. Qui le lezioni iniziano alle 8.55 di mattina e terminano alle 18, per un totale di 45 ore settimanali che superano la settimana media lavorativa. Eppure è scuola pubblica (anche se con qualche peculiarità), ma si offrono anche spazi ricreativi e servizi alle famiglie di vario genere. Per competere con il settore privato da sempre attento a questa istanza. Alla Great Yarmouth Primary è previsto persino un servizio di supervisione dei compiti, per non caricare troppo le famiglie.

Nello specifico alle 7.45 i bambini possono essere già accolti e ai figlioli delle famiglie più frettolose si offre anche una prima colazione. Alle 8.55 iniziano le lezioni, che terminano alle 3.30 del pomeriggio dopo due pause per pranzo e merenda. Dalle 3.30 alle 5 del pomeriggio si susseguono attività integrative, dallo sport alla lingua, e nell'ora finale la scuola offre una supervisione dei compiti.

E proprio grazie all'organizzazione moderna la scuoletta di Norfolk, prima in fondo alla classifica dell'Ofsted, è ora considerata un'eccellenza. In realtà la Great Yarmouth Primary Academy è come suggerisce il nome stesso una Academy, categoria di scuole britanniche secondarie e talvolta anche primarie che ricalcano sostanzialmente le cosiddette charter school americane, note anche come scuole del prestito, ovvero scuole che ricevono denaro pubblico (oltre a possibili donazioni private) e sono soggette alle stesse leggi delle scuole pubbliche, pur essendo generalmente più autonome.
Secondo una nuova ricerca firmata dal Department for Education lo scorso anno circa la metà di tutte le scuole primarie inglesi, ovvero diecimila, hanno offerto ai loro giovani iscritti servizi aggiuntivi, dalla colazione alla correzione dei compiti. Il 64 per cento accoglie i bambini prima dell'inizio delle lezioni, il 70 per cento offre un servizio anche a lezioni terminate e il 19 per cento provvede anche a riempire il periodo delle vacanze. Tutto ciò è sintomo chiaramente di una disponibilità temporale sempre più lacunosa da parte di genitori affannati e quel che da sempre era considerato comune nelle scuole delle periferie (il vecchio dopo scuola) si sta estendendo anche ai quartieri meno deprivati.

Come nota il ministro dell'Istruzione britannico Elizabeth Truss, le madri e i padri di oggi lavorano di più di un tempo e, vuoi per il multitasking che governa le esistenze moderne, vuoi per l'esistenza di lavori sempre più aleatori e mobili, la necessità di cure e tempo da regalare ai figli è molto sentita. Inoltre, come nota ancora Truss, se si analizzano i dati delle famiglie anni Settanta si scopre che ai padri e alle madri dell'attuale generazione è richiesta più presenza dal tipo di cultura che si è imposta. Papà e mamme che assistono i figli nei compiti, sport ed eventi sociali continui ai quali i bambini vengono accompagnati in un vortice di impegni che si susseguono, corsi di lingua: alla fine i genitori che si potevano permettere di stare a casa quaranta anni fa erano meno impegnati di quelli dei tempi attuali che lavorano.

E' chiaro che il meccanismo però si inceppa e a questo punto le istituzioni scolastiche che si incastrano meglio con la vita moderna sono quelle più richieste. Non è nemmeno detto che il servizio offerto debba essere inerente con lo studio: dal supporto per i compiti alle lezioni di cavallo o di cucina va tutto bene, purché le famiglie vengano sollevate dall'onere di aiutare, intrattenere, sorvegliare e talvolta persino educare i loro ragazzi.

Fonte: Corriere della Sera blog, 04/07/2014

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