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- Scritto da Paola Battista
10 falsi miti sugli sposi bambini
Secondo il Fondo della Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) sono questi i 10 falsi miti più diffusi sul fenomeno degli sposi bambini.
- Si tratta di un fenomeno raro. In realtà 1 bambina su 3 si sposa prima dei 18 anni nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime ufficiali questi matrimoni sarebbero 37mila al giorno.
- Accade solo nei paesi poveri, africani o musulmani. Si tratta invece di un fenomeno globale che avviene in tutti i continenti e in tutte le culture e confessioni – afferma l’UNFPA. Inclusi Stati Uniti e Regno Unito.
- Riguarda solo le bambine. Se è vero che nell’82% dei casi si tratta di spose bambine, non va dimenticato che, secondo le stime dell’UNICEF, nel 18% dei casi gli sposi minorenni sono maschi.
- Affrontare il problema significherebbe interferire nelle politiche interne di altri Paesi. Il child marriage è proibito dagli accordi internazionali sui diritti umani, ricorda l’UNFPA, tra cui la Convenzione sui Diritti del Fanciullo e la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne.
- Solo dei mostri permetterebbero il matrimonio dei propri bambini. Per milioni di persone, in realtà, far sposare in tenera età i propri figli è la migliore opzione per assicurargli un futuro, spesso l’unica possibilità disponibile.
- È una questione familiare. L’abbandono scolastico e la morte di minori fisicamente immaturi per la riproduzione e il parto non sono un affare privato. Riguardano i diritti umani, le economie nazionali e gli equilibri internazionali.
- Non c’è speranza per questi bambini. In realtà molti programmi d’istruzione e informazione hanno fatto sì che molti bambini diventassero avvocati e leader nelle proprie comunità, convincendo le proprie famiglie a ritardare o eliminare gli impegni presi.
- Solo pene severe possono mettere fine a questa pratica. In realtà in molti paesi sono già in vigore, ma la legge da sola non riesce a contrastare la tradizione. L’istruzione, i programmi di educazione sanitaria e interventi che riducano la povertà e il gender gap invece sì.
- Questo problema non mi riguarda. Lo spreco del potenziale umano riguarda il mondo intero.
- Non c’è nulla che io possa fare. Ci sono molti modi per contribuire a tutelare i diritti umani. Usare la propria voce per rilanciare l’attenzione sul problema è uno di questi, ricorda l’UNFPA.
Fonte: West, 17/02/2015
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