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10 falsi miti sugli sposi bambini

imgSecondo il Fondo della Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) sono questi i 10 falsi miti più diffusi sul fenomeno degli sposi bambini.

 

  1. Si tratta di un fenomeno raro. In realtà 1 bambina su 3 si sposa prima dei 18 anni nei paesi in via di sviluppo. Secondo le stime ufficiali questi matrimoni sarebbero 37mila al giorno.
  2. Accade solo nei paesi poveri, africani o musulmani. Si tratta invece di un fenomeno globale che avviene in tutti i continenti e in tutte le culture e confessioni – afferma l’UNFPA. Inclusi Stati Uniti e Regno Unito.
  3. Riguarda solo le bambine. Se è vero che nell’82% dei casi si tratta di spose bambine, non va dimenticato che, secondo le stime dell’UNICEF, nel 18% dei casi gli sposi minorenni sono maschi.
  4. Affrontare il problema significherebbe interferire nelle politiche interne di altri Paesi. Il child marriage è proibito dagli accordi internazionali sui diritti umani, ricorda l’UNFPA, tra cui la Convenzione sui Diritti del Fanciullo e la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne.
  5. Solo dei mostri permetterebbero il matrimonio dei propri bambini. Per milioni di persone, in realtà, far sposare in tenera età i propri figli è la migliore opzione per assicurargli un futuro, spesso l’unica possibilità disponibile.
  6. È una questione familiare. L’abbandono scolastico e la morte di minori fisicamente immaturi per la riproduzione e il parto non sono un affare privato. Riguardano i diritti umani,  le economie nazionali e gli equilibri internazionali. 
  7. Non c’è speranza per questi bambini. In realtà molti programmi d’istruzione e informazione hanno fatto sì che molti bambini diventassero avvocati e leader nelle proprie comunità, convincendo le proprie famiglie a ritardare o eliminare gli impegni presi.
  8. Solo pene severe possono mettere fine a questa pratica. In realtà in molti paesi sono già in vigore, ma la legge da sola non riesce a contrastare la tradizione. L’istruzione, i programmi di educazione sanitaria e interventi che riducano la povertà e il gender gap invece sì.
  9. Questo problema non mi riguarda. Lo spreco del potenziale umano riguarda il mondo intero.
  10. Non c’è nulla che io possa fare. Ci sono molti modi per contribuire a tutelare i diritti umani. Usare la propria voce per rilanciare l’attenzione sul problema è uno di questi, ricorda l’UNFPA.

Fonte: West, 17/02/2015

 

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