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Il linguaggio nelle relazioni familiari: uno studio belga

imgLe ricerche di psicolinguistica hanno rivelato che le parole che si utilizzano nella comunicazione riflettono la psicologia, le emozioni, l’identità sociale e lo stile cognitivo di chi parla. Nel linguaggio comune si usano i pronomi personali o gli aggettivi possessivi relativi alla prima persona plurale, come noi, nostro, allorquando si espongono delle esperienze condivise con qualche altra persona. Si adoperano, invece, i pronomi personali o gli aggettivi possessivi riferiti alla prima o alla seconda persona singolare, come io, tu, mio e tuo, nel momento in cui si parla di esperienze individuali, non percepite come comuni.

Uno studio belga (Università Cattolica di Lovanio e Università di Gent) ha voluto esaminare la relazione che esiste fra i pronomi personali e gli aggettivi possessivi utilizzati nella conversazione dai membri di una coppia (marito e moglie) e il clima relazionale che vige all’interno della loro famiglia. La ricerca ha considerato 47 famiglie, che avevano avuto da poco un figlio. I coniugi considerati avevano un’età compresa fra 23 e 43 anni. 31 coppie erano alla loro prima esperienza come genitori.

La nascita di un figlio crea dei notevoli cambiamenti all’interno della vita familiare. La coppia genitoriale è chiamata ad occuparsi responsabilmente del nuovo nato. Si definisce alleanza familiare quel processo di condivisione dell’accudimento dell’infante. In altre parole, entrambi marito e moglie si dedicano alla cura del piccolo. Nella ricerca l’alleanza familiare è stata misurata attraverso una scala di valutazione (Family Alliance Assessment Scale), che analizza le interazioni fra i coniugi, nell’ambito dell’accudimento della prole, stabilendo l’appropriatezza di tali rapporti.

Lo studio ha sancito che i coniugi che presentano un’elevata alleanza familiare, ovvero ambedue si occupano della cura del nuovo nato, utilizzano più frequentemente il pronome personale noi e l’aggettivo possessivo nostro, quando parlano della vita di coppia. Marito e moglie, che mostrano una bassa alleanza familiare, ossia uno dei due, solitamente la moglie, tende ad accudire il nuovo nato, adoperano quasi esclusivamente i pronomi personali io e tu e gli aggettivi possessivi mio e tuo, quando riportano episodi della vita familiare.

In conclusione, le coppie nelle quali si ritrova un clima relazionale positivo, fatto di condivisione di esperienze, tendono ad usare più facilmente il pronome personale noi e l’aggettivo possessivo nostro, quando parlano della famiglia, dei figli e dell’educazione da impartire ad essi.

Fonte: Galdiolo, S., Roskam, I., Verhofstadt, L., L., De Mol, J., Dewinne, L., Vandaudenard, S. (2016). Associations between relational pronoun usage and the quality of early family interactions. Front. Psychol., 7:1719. DOI:10.3389/fpsyg.2016.01719

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