Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 3 - Marzo 2026

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La tecnologia diventa alleata nella prevenzione delle nuove dipendenze digitali

riflessi virtualiUn confronto aperto, partecipato e ricco di contenuti ha accompagnato la presentazione ufficiale di Riflessi Virtuali, il progetto promosso dal Laboratorio di Psicologia Sperimentale Applicata del Dipartimento di Psicologia di Sapienza Università di Roma e dal LABS – Laboratorio Audiovisivo per lo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, realizzato con il sostegno della Fondazione TIM, l’ente filantropico del Gruppo TIM, nell’ambito della Call for IDEAS 2023.

L’evento online, rivolto a docenti, famiglie, studentesse e studenti, ha segnato l’avvio pubblico di un’iniziativa che affronta uno dei temi più delicati e attuali del nostro tempo: le nuove dipendenze digitali. Non con un approccio demonizzante, ma scegliendo una strada più complessa e innovativa: usare la tecnologia per comprendere e prevenire i suoi stessi abusi. Nel corso dell’incontro è stato presentato in anteprima il primo episodio di The Platform, la web serie in sei episodi che rappresenta il cuore narrativo del progetto visibile sulla piattaforma www.riflessivirtuali.it. Attraverso ambienti immersivi in realtà virtuale e video in 3D, la serie accompagna lo spettatore dentro storie ispirate a casi reali e dati scientifici, trasformando l’osservazione in esperienza diretta. Non semplici racconti, ma situazioni da attraversare in prima persona: il momento in cui il controllo si incrina, quando il bisogno prende il posto della scelta, quando le relazioni iniziano lentamente a sfilacciarsi.

Ad aprire i lavori per Fondazione TIM, espressione filantropia del Gruppo TIM, è stata la direttrice generale Giorgia Floriani. Ha così spiegato la motivazione profonda del sostegno al progetto. "La tecnologia sempre più spesso ci mostra lati insidiosi, con risvolti che possono sfociare in patologie, ma proprio la tecnologia può diventare essa stessa la cura. È questo che ci ha convinti. Tra le tante proposte ricevute per la nostra Call for IDEAs, Riflessi Virtuali ci ha toccato il cuore. La tecnologia non è un nemico: è uno strumento. Se usata bene è un grande alleata per l'educazione e per l'inclusione; se usata male può generare dipendenze. Questo progetto dimostra che la tecnologia talvolta parte del problema può diventare parte della soluzione". «Quando entriamo nelle scuole per fare formazione su questi temi, ci accorgiamo che troppo spesso l’approccio prevalente è quello della demonizzazione, mentre più raramente si sceglie di entrare davvero nel linguaggio degli adolescenti.

È un errore pensare di contrastare un fenomeno limitandosi a condannarlo: le tecnologie digitali fanno ormai parte della vita quotidiana di tutti noi e rappresentano veri e propri strumenti comunicativi e identitari – afferma la Prof.ssa Anna Maria Giannini, Direttrice del Dipartimento di Psicologia di Sapienza e Responsabile scientifica del progetto - Una formazione efficace deve certamente mettere in guardia rispetto ai rischi e agli abusi, ma allo stesso tempo deve valorizzare le potenzialità positive di questi strumenti. In questo senso, l’ascolto attento da parte di docenti e genitori, unito all’utilizzo di strumenti scientificamente validati, rappresenta un connubio fondamentale per una prevenzione solida e credibile.» Un approccio che unisce ascolto, competenza scientifica e responsabilità educativa, coinvolgendo scuola e famiglia in un’alleanza fondamentale. Il progetto nasce infatti dall’incontro tra ricerca accademica e linguaggio audiovisivo.

Come ha spiegato il Prof. Stefano Locatelli, responsabile del LABS: «Siamo partiti da casi reali realizzati dai ricercatori e dalle ricercatrici del Laboratorio di Psicologia Applicata e dati scientifici. Non volevamo limitarci a spiegare, ma far vivere un’esperienza. L’avatar 3D rende visibile la dimensione di finzione che spesso caratterizza l’esperienza online: quando si è dentro una dipendenza digitale si è dentro una scena continua. Da qui l’idea di lavorare sull’identità, sul passaggio dall’avatar alla persona.» La scelta narrativa diventa così uno strumento di riflessione: mostrare come l’identità digitale possa diventare spazio di protezione, trasformazione, ma anche di perdita di equilibrio. A riportare il discorso sul piano clinico e preventivo è stata la psicologa Emanuela Mari, che ha ricordato come le dipendenze comportamentali siano spesso invisibili e sottovalutate: «Il primo passo per chiedere aiuto è la consapevolezza. Non è solo una questione di tempo trascorso online, ma di quanto quel comportamento diventi centrale nella vita di un ragazzo.» Tra i segnali precoci da osservare: isolamento sociale, riduzione della partecipazione alla vita familiare, calo del rendimento scolastico, insoddisfazione generalizzata, senso di vuoto, disregolazione emotiva e disturbi del sonno. Indicatori che non parlano solo di tecnologia, ma di equilibrio personale e relazionale.

Durante l’evento sono stati presentati anche tutti i contenuti della piattaforma digitale Riflessi Virtuali gratuita e aperta a tutti, che raccoglie materiali informativi, schede scientifiche, podcast, glossari e strumenti operativi pensati per supportare docenti e famiglie nelle attività formativa di prevenzione e sensibilizzazione. “Riflessi Virtuali” si propone così come un nuovo modello di intervento: un progetto che integra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e impegno sociale. Un’iniziativa che sceglie di abitare il digitale non per subirlo, ma per comprenderlo e trasformarlo in opportunità di crescita. Perché riconoscere un problema è il primo passo per affrontarlo.