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Risveglio lento? È colpa del cervello
È dura per voi svegliarsi? Ci mettete tanto tempo prima di "connettere"? Non preoccupatevi, perché probabilmente non è colpa del fatto che la sera prima avete fatto le ore piccole. La colpa è -soltanto - del cervello. Questo è quanto afferma uno nuovo studio condotto dal dipartimento di Psicologia dell'università La Sapienza di Roma, dall'associazione Fatebenefratelli e i ricercatori delle università dell'Aquila e Bologna.
Lo studio, pubblicato su Neuroscienze, dimostra che appena dopo il risveglio la corteccia cerebrale presenta una notevole diminuzione dell'attività elettrica ad alta frequenza, ossia delle frequenze Beta che viaggiano intorno ai 15-25 Hz. Tale attività è collegata allo stato vigile di ogni essere umano. Ecco perché nei primi minuti, al risveglio, ci sentiamo un po' "lenti".
Lo studio potrebbe avere molte implicazioni su tutti i settori in cui l'attività vigile è essenziale. In particolare per i militari, gli astronauti, gli addetti al pronto soccorso ecc., che per ovvi motivi sono costretti ad avere una ripresa rapida. Per loro si potrebbe pensare a un sistema in grado di monitorare la reale attività cerebrale.
«Grazie alle attuali tecnologie, che consentono ormai di miniaturizzarli, si potrebbe immaginare infatti un sistema di sensori elettroencefalografici in modo da determinare nelle singole regioni cerebrali il livello critico per garantire adeguate prestazioni», spiega il coordinatore della ricerca, Luigi de Gennaro. Insomma, se non rientrate in questa categoria aspettate almeno cinque minuti prima di dire o fare qualsiasi cosa, giusto il tempo di permettere al cervello di sintonizzarsi su un'altra frequenza... ed evitare di creare danni.
LaStampa, 02/03/2011

