Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

Alimentazione più corretta

La mia bambina di due anni e mezzo si rifiuta di mangiare molte cose dalla tavola degli adulti mentre preferisce mangiare la famosa pappa di verdure con i vari elementi inseriti (carne uovo pesce ecc), mangia il pane o il prosciutto, pesce molto molle ma poco altro. Cosa posso fare per avviarla ad un'alimentazione più corretta, almeno farle accettare la pasta asciutta per esempio?
Grata di una vostra risposta porgo i miei saluti.


Gentile Signora,
negli ultimi trenta-quarant'anni la vita famigliare ha subito dei profondi mutamenti. A tavola, per esempio, i bambini non pranzavano con i genitori fino ai cinque, sei anni. Mangiavano in orari diversi e cibi particolari, diversi dai piatti invitanti e succulenti riservati agli adulti. Quando i genitori cenavano i bimbi erano già a letto. Questa attesa, creava nei bambini una notevole tensione desiderante verso i cibi "degli adulti". Ora cominciamo a "rimpinzarli" di ogni ben di Dio a partire dai sette-otto mesi! E sempre più bambini fanno capricci a tavola, sono estremamente selettivi nei confronti del cibo trasformando l'ora del pasto in una lotta che spesso porta i genitori a discutere e a vivere con tensione un momento che dovrebbe essere di condivisione ed armonia.

Oggi si dà una grande importanza all'alimentazione del bambino, ma anche all'alimentazione in genere, tanto che sono nate anche nuove nevrosi legate all'alimentazione (es. l'ortoressia = tendenza maniacale a mantenere un'alimentazione sana e naturale). Dal punto di vista psicologico il cibo, anche dopo lo svezzamento, continua ad essere carico di componenti affettive personali che possono favorire o interferire in modo negativo con una sana alimentazione. Il cibo può essere vissuto come qualcosa di buono da accogliere, come l'amore della mamma, ma può anche diventare qualcosa da respingere quando si sente "riempito" essendo sazio o dovendo ingoiare cibo che non è di suo gusto.

Il rapporto che ogni bambino ha con il cibo dipende anche dalla sua personalità: c'è il bimbo curioso e pronto ad assaggiare tutto e c'è il bimbo che di natura è più cauto nello sperimentare cose nuove. Da ciò che lei ci dice, mi pare che sua figlia si nutra in modo corretto assumendo una buona varietà di cibo. Forse se smette di "forzarla" a mangiare la pasta asciutta, sarà lei che comincerà ad assaggiarla quando andrà alla scuola materna o in altri contesti. Il cibo deve essere vissuto come qualcosa di piacevole da assumere liberamente e da rifiutare altrettanto liberamente se non piace.

I bambini "che non mangiano" (ma non mi sembra il caso di sua figlia) spesso sentono un legame troppo stretto con la madre che non permette loro di esprimere ,oltre l'amore, la normale aggressività nei suoi confronti. Rimuove così i sentimenti che sente negativi riversandoli sul cibo, in modo totalmente inconscio. L'alimentazione non deve essere vissuta come un dovere, ma come un momento giocoso, piacevole e non un braccio di ferro tra genitori e figli. Spesso la tendenza a temere il cambiamento del tipo di cibo, può essere la conseguenza di abitudini famigliari troppo chiuse, poco inclini ad uscire e a sperimentare ambienti nuovi. Lasci che la sua bambina frequenti anche le famiglie dei suoi amichetti, che frequenti con voi e altri amici ristoranti e altri posti nuovi, apparecchi la tavola in modi diversi, coinvolgendola nel "gioco".



copyright © Educare.it - Anno II, Numero 5, Aprile 2002