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Le storie, le fiabe, gli albi illustrati sono i testi mentorper acquisire competenze di oralità e scrittura nella scuola dell’infanzia e primaria. Alla Scuola per l’Europa di Parma i testi vengono proposti in un contesto plurilingue e facilitano l’apprendimento creativo e multimodale delle diverse lingue europee, oltre che competenze interculturali ed emotive. Il modello proposto è interattivo e, a seconda dell’anno di riferimento, si parte dalla scoperta delle multiple literaciese delle loro caratteristiche per poter creare con originalità ed espressività.
Il tema delle fiabe e delle storie viene ripreso anche in ambito musicale e teatrale per valorizzare l’educazione al bello e all’arte, per sperimentare linguaggi diversi, per raccontare ad un pubblico di bambini ed adulti le fiabe intese come melodie infinite. La documentazione digitale e multicanale è memoria scenica, iconica, culturale del percorso, è utile per l’autovalutazione come un portfolio digitale di gruppo e nell’aula immersiva della scuola è un tool per nuovi apprendimenti.
Il design delle aule scolastiche influenza sensibilmente le capacità d’apprendimento degli allievi. Ne sono convinti i ricercatori dell’University of Salford di Manchester, giunti a queste conclusioni dopo un studio che ha coinvolto circa 4mila alunni ed ha dimostrato come la conformazione fisica della classe incentiva del 16% in più l’anno le capacità di scrivere, leggere e far di conto degli studenti.
La divulgazione dei progressi della scienza presso il grande pubblico ha un'importanza strategica. Frequentemente, infatti, le opinioni delle persone e le loro scelte, incluse quelle politiche, risentono degli sviluppi della scienza, come diverse ricerche dimostrano. In virtù di questo, gli uomini di scienza hanno anche una funzione pedagogico - divulgativa, legata allo spiegare le progressioni scientifiche che si strutturano nel corso del tempo. La divulgazione avviene attraverso le interviste fatte a chi si occupa di ricerca scientifica, che compaiono sui giornali e sui canali televisivi, per mezzo dei dibattiti nell'ambito dei festival della scienza, mediante articoli che appaiono su riviste on line o in siti declinati alla comunicazione scientifica o ancora tramite la pubblicazione di video con contenuti scientifici nei canali telematici destinati al grande pubblico.
C’è accordo unanime fra i ricercatori che la competenza in matematica dei bambini di scuola primaria ha i suoi archetipi fondanti nella flessibilità ed adattività. Con il costrutto di flessibilità si intende la capacità di utilizzare differenti strategie per la risoluzione di un problema o per l’esecuzione di un’operazione e con adattività si indica la sapiente applicazione di una fra esse al caso concreto. In altre parole, la flessibilità rappresenta il saper passare con facilità da una strategia ad un’altra e l’adattività è la capacità di compiere una cernita fra le processualità per trovare quella che si adatta meglio alla soluzione di un problema o all’attuazione di un calcolo matematico.
Le funzioni esecutive comprendono una serie di capacità che svolgono un ruolo chiave nel dirigere i comportamenti, le emozioni e i pensieri. Le funzioni esecutive sono importanti per l’adattamento alle nuove situazioni, che richiedono una certa dose di flessibilità. Esse comprendono tre capacità, ovvero l’inibizione o controllo inibitorio, la memoria di lavoro e la flessibilità cognitiva. L’inibizione consente di focalizzare la propria attenzione su di un elemento, eliminando tutti gli altri stimoli che fungono da distrattori. La memoria di lavoro è quella capacità che consente di ricordare per un breve periodo tutte le informazioni che sono necessarie a svolgere un compito. La flessibilità di risposta cognitiva è quella abilità che permette di cambiare i propri pensieri e comportamenti in base alle sollecitazioni dell’ambiente.
Gli infanti conseguono la perizia di stare in piedi senza nessun supporto fra i 9 e i 16 mesi di età. Il raggiungimento della stazione eretta è una capacità propeduetica alla deambulazione autonoma. La postura eretta non è facile da conquistare, in quanto i piccoli, a fronte della grandezza del corpo, hanno una base di appoggio minima, che è rappresentata dalle superfici plantari.
Il decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 62, individua delle nuove direttive in materia di valutazione e di certificazione delle competenze nell’ambito dell’intero ciclo d’istruzione. Esso va ad esplicitare le indicazioni contenute nella legge 107 del 2015, in particolare nell’articolo 1, ai commi 180 e 181, lettera i.
La dicotomia fra corpo e mente è da ascriversi alla filosofia di Cartesio. Secondo le teorizzazioni del filosofo francese, ogni uomo possiede due entità separate con differenti funzioni, ovvero il corpo che presiede al movimento e la mente che ha la funzione di pensare e di imparare. Questa ideologia dicotomica ha influenzato i sistemi di istruzione nell’ambito della cultura occidentale. Tutto ciò si riflette nella quotidianità scolastica: durante lo svolgimento delle lezioni, gli alunni devono obbligatoriamente restare seduti. In altre parole, mentre la mente è impegnata a lavorare, il corpo svolge una funzione passiva, quasi di asservimento e di non disturbo al lavoro della mente.
Molte ricerche hanno individuato le connessioni che esistono fra esperienze motorie e sviluppo del bambino nell’ambito percettivo, sociale e cognitivo. Gli infanti, ad esempio, che hanno una lateralizzazione marcata precoce avranno uno sviluppo cognitivo maggiore. Ancora, i bambini, che fra i 3 e i 5 mesi imparano più velocemente a stare seduti su di una superficie piana, apprenderanno più parole nel periodo fra i 10 e i 14 mesi, quando cominceranno a parlare. L’acquisizione della deambulazione autonoma implementa lo sviluppo sociale. Diverse ricerche hanno messo in evidenza che gli infanti, che gattonano o camminano, utilizzano più informazioni sociali nel dirigere le loro azioni rispetto a quelli che non possiedono ancora queste capacità.
Il nuovo metodo tutto italiano per imparare l’inglese si fonda su una riprogrammazione innovativa dell’apprendimento, che mette a sistema le teorie sul coinvolgimento attivo, l’esperienzialità come chiave della memorizzazione e fa luce sul Globish, l’inglese internazionale che oggi il mondo parla.
Secondo una ricerca condotta dai ricercatori di neuroscienze cognitive dell'Università di Lund, il cervello umano sarebbe è "programmato" in modo da apprendere di più dalle persone che ci piacciono e meno da quelle che non sentiamo affini.
La presenza delle tecnologie a scuola e la necessità di personalizzare l’apprendimento suggeriscono nuove domande sui processi di organizzazione della conoscenza e sollecitano una diversa organizzazione della didattica. Come può essere programmato un insegnamento che sia attuale rispetto alle tecnologie, ma in grado di salvaguardare i processi di base, in particolare la memoria? L’articolo offre alcune riflessioni utili a dipanare la questione.
Il cervello è in grado di migliorare l’apprendimento e l’insegnamento? Forse la risposta è nella connessione tra neuroscienze e metodi didattici.
Alla Columbia University di New York c‘è un team di professori famoso in tutto il mondo per usare metodi innovativi in materia di istruzione.
Il cervello nel corso della fanciullezza subisce delle importanti modifiche, necessarie per il suo sviluppo. Il fisiologico neurosviluppo è influenzato da numerosi fattori, in primo luogo dagli apprendimenti che avvengono nei contesti scolastici. Un potente stimolatore dello sviluppo cerebrale è rappresentato dall’attività fisica che il bambino fa in questo periodo. L’attività motoria può avere tre finalità, ovvero implementare le funzioni cardiorespiratorie, migliorare la motricità, incrementare la forza muscolare. Per raggiungere questi tre obiettivi, ci si serve di esercizi differenziati a seconda di quali abilità si vogliano implementare. Relativamente alle funzioni cardiorespiratorie, l’esercizio fisico migliora la funzionalità cardiaca e polmonare, consentendo al bambino di sostenere uno sforzo fisico maggiore. Attraverso esercizi specifici si migliora la motricità, ossia i movimenti dei piccoli divengono più veloci, agili e coordinati. L’incremento della forza muscolare permette al bimbo di essere capace di sostenere uno sforzo fisico maggiore.
Molti dei problemi attuali che interessano l'intera umanità hanno bisogno per essere risolti del contributo di differenti conoscenze provenienti dai diversi ambiti. Per esempio, in campo economico, le fluttuazioni che si producono nell'economia mondiale per essere previste ed affrontate hanno bisogno di un'accuratezza e di una differenziazione di informazioni, che mettano insieme le conoscenze provenienti dal mercato del credito mondiale, le notizie relative alla geopolitica e, quindi, ai differenti assetti politici che si strutturano nelle varie nazioni e le indicazioni derivanti dalle scelte che i singoli investitori e consumatori fanno. Lo stesso discorso è rapportabile alla scienza, laddove la collegialità di conoscenze, che scaturisce dai molteplici contesti scientifici, permette di giungere a delle conquiste scientifiche, difficilmente ottenibili in un sapere scientifico diviso in comportamenti stagni non comunicanti fra loro.
La capacità di lettura è un’abilità estremamente complessa che richiede un notevole sforzo cognitivo da parte del bambino. Differenti ricerche, nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato che la padronanza della lettura è alla base del successo negli apprendimenti scolastici. Fra i fattori che influenzano la capacità di lettura dei bambini, sono da annoverare alcune variabili extrascolastiche come le caratteristiche di personalità, lo stato socio-economico familiare, il grado di istruzione posseduto dai genitori, la relazione genitore-figlio, le relazioni sociali.
Spesso studenti con competenze e capacità analoghe di fronte a uno stesso compito scolastico possono mostrare reazioni diverse: scoraggiarsi o aumentare l’impegno. Carol Dweck ritiene che queste differenti risposte possano essere spiegate dalla "teoria implicita dell’intelligenza", cioè dal sistema di convinzioni che ciascun soggetto ha sviluppato in merito alle proprie capacità intellettuali. Il presente lavoro avanza l’ipotesi che le diverse teorie implicite dell’intelligenza derivino dal senso di maggiore o minore sicurezza che i soggetti, in base alla teoria dell’attaccamento, avranno sviluppato nel corso del rapporto con i genitori. Infatti, laddove il soggetto avrà sentito di disporre da bambino di una figura sentita come “base sicura” più facilmente sarà in grado di mettere in atto comportamenti di esplorazione anche a livello cognitivo. Se invece i genitori sono stati avvertiti come imprevedibili o discontinui è più facile che il piccolo sviluppi un attaccamento di tipo insicuro, tendendo quindi anche ad avere anche da più grande uno stile meno esploratorio a livello cognitivo e quindi a scoraggiarsi di più davanti alle difficoltà.
Often students with similar skills and abilities can show different reactions to the same school task: e.g. to become discouraged or to increase commitment. Carol Dweck believes that these different responses can be explained by the "implicit theory of intelligence", that is, by the belief system that each subject has developed about his/her intellectual abilities. The paper proposes the hypothesis that the different implicit theories of intelligence derive from the sense of greater or lesser security that the subjects, based on the attachment theory, will have developed during the relationship with their parents. In fact, when the subject has had, as a child, a figure felt as a "safe base" he/she will be more easily able to conduct an exploratory behaviour even at the cognitive level. If, on the other hand, parents have been perceived as unpredictable or discontinuous, it is easier for the child to develop an insecure type of attachment, thus also tending to have a less exploratory style, at a cognitive level, and therefore to be more discouraged by difficulties.
La teoria ecologica considera lo sviluppo umano come la risultante dell’interazione tra sistema genetico, contesto sociale ed esperienza (Gibson 1979). Ma in ambito formativo persiste ancora una visione della conoscenza come processo “matematizzabile e oggettivo”, nel senso che antepone “l'oggetto” da conoscere (cosa) all’azione conoscitiva (come) e all’esperienza dell’alunno. Il proposito di questo articolo è di rivalutare il gioco socio-motorio creativo quale approccio didattico significativo per l’apprendimento e l’autonomia degli alunni nelle attività motorie e sportive intese come competenze per la vita.
Lo sport nell’età giovanile svolge un ruolo importante poiché ha dei riverberi positivi sull’intero sviluppo: agevola lo sviluppo cognitivo, motorio e sociale dei ragazzi. Inoltre, un buon livello di attività fisica nel corso dell’età evolutiva determina l’adozione di uno stile di vita salutare da adulti. Dal punto di vista psicologico, la partecipazione ad uno sport di squadra previene le patologie legate alle interazioni sociali, come l’ansia sociale.
L’ansia relativa alla matematica si può definire come un’apprensione ed una paura che l’individuo sviluppa nei confronti della matematica. Livelli molto alti di ansia per la matematica hanno delle ripercussioni negative sulla vita quotidiana delle persone. Per esempio, possono far perdere delle opportunità lavorative.
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