#bambini

  • La Grammatica è un inferno

    dante infernoFatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Chi l’ha detto che bisogna essere molto grandi per iniziare a leggere e capire Dante Alighieri? Ogni personaggio, ogni storia, ogni messaggio deve sempre essere rielaborato in funzione di chi ascolta; negare la conoscenza a chi è troppo piccolo non è appartiene alla mia didattica quotidiana. Per queste ragioni, in occasione del Dantedì, ho parlato alla mia "giovanissima" classe (seconda Primaria) di Dante Alighieri e del suo particolare quanto sorprendente viaggio. Ho raccontato di un’avventura così grandiosa che la sua narrazione è diventata l’opera letteraria più imponente di tutti i tempi. Il lavoro che voglio presentare è tuttavia di natura differente; ho intrecciato elementi della Divina Commedia con contenuti della Grammatica per creare un gioco da proporre alla classe.

  • La Grecia assume più insegnanti per l'istruzione dei bambini rifugiati

    img“L’inclusione di tutti i bambini rifugiati nel sistema scolastico pubblico avrà inizio nel mese di settembre“, ha dichiarato il Primo Ministro greco Alexis Tsipras. Saranno assunti circa 800 insegnanti per soddisfare le esigenze supplementari del nuovo anno accademico.

  • La lettura precoce condivisa: un nutrimento cognitivo, affettivo e relazionale

    lettura precoceL’articolo esplora i benefici della lettura precoce da un punto di vista cognitivo, affettivo ed educativo, avvalendosi di recenti contributi delle neuroscienze. Inoltre, offre alcuni suggerimenti pratici per stimolare nei bambini la lettura precoce attraverso la relazione con gli adulti di riferimento.

  • La lezione dei tempi del virus

    vita quotidiana ai tempi del virusCredo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte. Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare...

    In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l'economia collassa, ma l'inquinamento scende in maniera considerevole. L'aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira...

    In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

    In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all'altro, arriva lo stop.

    Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?

  • La maestra è stufa di mia figlia

    insegnante stressataDesidero avvalermi di una vs. consulenza in merito al disagio della mia bambina di 8 anni. Ha frequentato la 3 elementare con risultati altalenanti e grande noia. E' una bambina vivace a cui piace correre e fare attività creative. Purtroppo non ha un buon rapporto con la maestra che mi ha detto che "è stufa della bambina".

    Mia figlia da circa un anno mi ripete che vuole cambiare scuola perchè "la maestra non le vuole bene". Nonostante le nostre rassicurazioni, non ne vuole sapere ed effettivamente in un recente episodio in cui la bimba stava male ed ha chiesto di andare in bagno durante la lezione perchè aveva la cistite, la maestra le ha detto in malo modo "sparisci!". Abbiamo provato a parlare con la maestra ma le sue espressioni sono di fastidio e non ha parole di collaborazione ripetendo sempre che la bimba non segue, è distratta ecc. Anche il dirigente scolastico non ha saputo affrontare la questione. Che fare?

  • La mamma è sempre la mamma

    bambina che piangeSono mamma di una bimba di 5 anni e di un maschietto di 2 e mezzo. Il mio problema ora è con la bimba di 5 anni. Premetto che in casa purtroppo lavoro solo io però lavoro solo al mattino quando lei è all’asilo quindi questo mi permette di avere comunque del tempo anche per i miei figli nonostante mille difficoltà economiche che comunque cerchiamo sempre di superare e anche se a fatica riusciamo. Penso che ai miei figli non manchi nulla… Ma ultimamente la bambina ha sempre il pianto pronto per ogni cosa.

  • La marginalità sociale nel contesto classe

    classeGli alunni che occupano una posizione periferica nelle dinamiche del gruppo classe sono privati di una contestualità in cui esercitare ed affinare le loro abilità sociali. Tali alunni frequentemente presentano problematiche comportamentali, legate ad una scarsa conoscenza della grammatica sociale, per cui non possiedono un repertorio comportamentale relazionale e sovente sono oggetto di bullismo, soprattutto di quello indiretto che si manifesta con l’esclusione sociale. Bambini e ragazzi "periferici" sono spesso impopolaried hanno uno scarso impatto sociale sul gruppo dei coetanei. La marginalità sociale non aiuta questi minori a sviluppare il senso di appartenenza alla classe, ovvero l’identità sociale gruppale, per cui nel contesto della classe si percepiscono e sono percepiti dagli altri come un’individualità piuttosto che come membri di un aggregato sociale, qual è il gruppo scolastico.

  • La medicalizzazione dell'educare: concetti e prospettive

    medicalizzazioneIl mondo dell’educazione, che nell’immaginario rimanda subito ai grandi maestri della pedagogia da Cleparède a Montessori, è ad oggi molto cambiato e avverte sempre più forti e incisive la pressione e l’ingerenza esercitate nel suo campo d’azione da discipline altre rispetto a quella educativo-pedagogica. Questo è senz’altro un bene, nella misura in cui permette un percorso educativo e riabilitativo integrato del soggetto svantaggiato. Tuttavia, quando dinamiche sociali originatesi da discipline culturalmente dominanti si fanno preponderanti nell’ambito educativo, questo può comportare una deviazione, per non parlare addirittura di distorsione, delle finalità e delle metodologie tipiche delle scienze dell’educare. Questo è il caso, documentato dalla sociologia medica, dei processi di medicalizzazione strisciante che aggrediscono con intensità sempre maggiore il vivere genericamente inteso.

  • La metodologia CLIL in Educazione Fisica

    CLILL'Apprendimento integrato dei contenuti e della lingua straniera (CLIL) si riferisce all'insegnamento di qualsiasi materia non linguistica che utilizza come lingua veicolare una lingua straniera. L’articolo esplora concretamente le possibilità di un apprendimento delle lingue anche con il contributo dell’Educazione Fisica.

     

  • La metodologia CLIL per un approccio didattico integrato

    10settembre17 educareOggi la conoscenza di una o più lingue straniere ha assunto una rilevanza strategica, soprattutto nel contesto di una società globalizzata e in rapida trasformazione nella quale gli approcci didattici tradizionali non sono più sufficienti. Per queste ragioni la scuola deve dotarsi di nuovi approcci metodologici per l’insegnamento delle lingue straniere: tra questi ricordiamo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), che consente di svolgere i programmi disciplinari non linguistici in lingua straniera veicolare.

  • La mia bimba ed il suo fratellino

    bimbiHo una bimba di tre anni e mezzo e un bimbo di 9 mesi. La piccola ogni volta che vuole qualcosa, per dire anche acqua oppure andare in bagno, me lo dice con pianto, come si dice frignando e questo da un anno. 
    Non sappiamo più come spiegare a lei che non c'e ne bisogno di questo. 
    Da una settimana ha cominciato a parlare con il tono di voce di una bambina più piccola, pure dicendo le parole sbagliate.
    Mi sorprende visto che per la sua età parla proprio bene. Aiutatemi: cosa devo fare? Come mi devo comportare?
  • La mia bimba mangia solo poche cose

    bimbi tavolaScrivo per avere delle delucidazioni riguardo l'alimentazione di mia figlia. Parto con il dire che la bambina ha 5 anni e il suo peso è nella norma. Noi siamo genitori che purtroppo, ci siamo poco causa lavoro. Io sto con lei solo la sera e la mamma sono due anni che lavora a 300 km da casa. La bimba è stata abituata a stare sempre con la nonna.

    Fino a 3 anni circa mangiava sempre tutto, poi una volta passati dal piatto unico al cibo un po’ più di sostanza, è crollato tutto. Adesso il suo pasto giornaliero è: mattino un biberon di latte con biscottini e miele. Spuntino delle 10 con cracker o focaccia.

    A pranzo solo pasta, rigorosamente con sugo, cacio e pepe, broccoli, ma è molto difficile. Merendina pomeridiana con biberon di latte oppure in estate un gelato, pastine ma solo quelle scelte da lei, una fetta di pane con nutella o addirittura da sola, raramente yogurt. Per cena solo (e dico solo) riso in bianco, polenta o toast con solo la sottiletta, a volte i sofficini.

    Per quanto riguarda la frutta mangia a volte la prugna nei vasettini plasmon, raramente pezzettini di mela e banana. Verdura e carne neanche l'ombra. Infatti la nostra pediatra ci ha consigliato di dare ogni tanto delle gocce di ferro, in quanto non ne assume in alcun modo. Ora noi, ma soprattutto la nonna, siamo disperati in quanto ci sembra strano che non voglia sentire niente di niente. Sono due giorni che, consigliati dalla pediatra, abbiamo fatto a tavola cose nuove da mangiare tipo polpettine e purè, mortadella, ravioli. Niente, lei sta senza mangiare e si rifiuta completamente. La pediatra dice che bisogna continuare così, dicendo che per cena quello c'è. Se ti va bene altrimenti stai senza mangiare.

    Praticamente sono due giorni che prende il latte la mattina e la sera prima di dormire. Stop. 

    Vorrei consigli su come poterci comportare, se quello che stiamo facendo sia giusto, o se come penso io, bisognerebbe continuare a farle mangiare quello che vuole, senza farglielo pesare più di tanto. Magari proponendole ogni tanto cibi nuovi, anche se penso sarà difficile che li assaggi. Magari sarà un metodo per farsi valere nei riguardi della nonna che, se mangia, è la persona più felice dell'universo altrimenti si preoccupa da morire.

    Oppure magari la mancanza della mamma che la vede una volta al mese.. non so... Secondo me, lasciarla libera di mangiare quello che vuole la renderebbe più tranquilla e serena. Voi dite che se continuiamo a farle mangiare tutte le sere riso in bianco lei prima o poi si sbloccherà? Oppure oramai è troppo tardi? Datemi più consigli possibile.
    Grazie mille.

  • La motivazione allo sport nei giovani atleti

    imgPer comprendere la motivazione che spinge nell’età evolutiva ad impegnarsi nello sport, bisogna considerare due aspetti, ovvero il motivo che spinge ad impegnarsi e le strategie che si utilizzano per impegnarsi. Riguardo ai processi motivazionali nello sport, esistono due teorie, cioè la teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan e la teoria dell’orientamento motivazionale, elaborata da Nicholls.

  • La noia, linfa segreta della creatività

    noia bambiniI ritmi sempre più frenetici del mondo contemporaneo hanno determinato un nuovo concetto di tempo: non più una categoria che l’uomo gestisce e utilizza per i propri fini, ma piuttosto un vorace cavaliere oscuro che lo travolge e lo fagocita, destituendolo dal suo ruolo di “padrone” a quello di “servo”. Neppure i bambini sono esenti da questo vortice e sono sottomessi al tempo. Sono oberati da impegni continui e scanditi da orari ben precisi: palestra, corso di musica, gara di nuoto, laboratorio artistico e... così via! Poveri bambini! Costretti a vivere le loro giornate come una frenetica corsa, non hanno neppure il tempo di annoiarsi... Ma sono davvero così felici di rinunciare a quella sensazione di vuoto non riempito che si chiama noia? E questa è davvero tutta deleteria o può addirittura essere considerata un valore?

  • La percezione della relazione insegnante - alunno

    insegnanteL’importanza della qualità della relazione fra insegnante e alunno, come fattore determinante il benessere dello studente, è cosa documentata da tempo. Gli studenti nel primo ciclo dell’istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) passano circa 7751 ore con i loro insegnanti. I docenti utilizzano queste ore per aiutare i loro allievi ad acquisire le conoscenze e le competenze nell’ambito dei saperi. Inoltre, essi forniscono ai propri discenti la competenza sociale, ovvero quegli strumenti che agevoleranno nel futuro l’ingresso nella società.

  • La poesia per bambini a scuola: evoluzione storica e responsabilità degli insegnanti

    bambini poesiaLa poesia per bambini ha attraversato molte fasi evolutive negli ultimi anni. A partire da Rodari, si è tracciata una strada nuova che ha permesso agli autori di proporre poesia raffinata ma allo stesso tempo divertente, giocosa e capace di mescolare più linguaggi. Eppure, a scuola permangono molte diffidenze verso il testo poetico, visto spesso come antico, noioso, melenso. Gli insegnanti hanno la responsabilità di proporre testi di qualità, su cui far riflettere, giocare, sperimentare, gustare, ascoltare. L’articolo mette a fuoco questi temi, offrendo anche la sintesi di una ricerca che ha coinvolto oltre duecento insegnanti della scuola primaria.

     

  • La pubblicità online è un rischio nascosto per i bambini

    pcLa metà dei 100 siti web preferiti dai bambini contiene pubblicità, ma solo il 18% degli utenti è in grado di identificarla chiaramente. Sono i risultati di uno studio tedesco condotto dall’Authority per le telecomunicazioni del Nordreno-Westfalia (il più popoloso Land della Repubblica Federale) e il Ministero per la Famiglia.

  • La riabilitazione a distanza in età evolutiva

    logopedia da casaL’articolo descrive gli elementi necessari alla struttura della riabilitazione a distanza dei disturbi specifici di sviluppo in età evolutiva. Nella seconda parte viene presentata un’esperienza di terapia logopedica pensata e realizzata nel corso del lockdown e delle successive limitazioni, con alcune riflessioni sulle possibilità di mantenere, una volta risolta l’emergenza, un modello integrato di terapia riabilitativa logopedica in età evolutiva, sia in presenza sia a distanza.

     

  • La scuola ai tempi della crisi: quando la necessità diventa possibilità

    bambini mascherina a scuolaIn un’intervista di qualche anno fa, chiesero a Reuven Feuerstein, padre della Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale, da dove provenisse il suo ottimismo, il professore rispose così: “Il mio ottimismo nasce dalla necessità, dal bisogno, dall’esigenza, da quello che si prova quando non c’è scelta. Per riuscire a cambiare qualcosa nell’essere umano devi averne la necessità, poi devi credere fermamente che sia possibile, anche se ti dicono che è impossibile, anche se ti dicono che non c’è più niente da fare, che stai, per esempio, dando false speranze […]. Nel dopoguerra, per esempio, ho lavorato con bambini appena usciti dall’inferno dell’Olocausto, bambini che avevano visto morire i loro genitori e fratelli, che vivevano solo il quotidiano e non credevano che potesse esserci un domani. Come potevo insegnargli a pianificare il futuro? A credere negli altri esseri umani? A sviluppare l’immaginazione? A dargli un senso di sicurezza? […] e io non avevo la minima prova che ci fosse alcuna possibilità di recupero, ma dovevo  assolutamente aiutarli. E quando c’è la necessità ti metti a lavorare e fai lavorare gli altri e combatti e convinci e ti convinci e ci riesci”.

  • La strage degli innocenti si ripete

    strage innocentiSecondo il racconto narrato nel Vangelo di Matteo (Mt 2:16-18), dopo la nascita di Gesù a Betlemme, alcuni Magi dall'Oriente giunsero a Gerusalemme per cercare "il re dei Giudei" appena nato, poiché avevano visto la sua stella. L’evento suscitò grande timore nel re Erode il Grande, che temeva la perdita del trono. Egli era di origine idumea (della regione a sud della Giudea) ed era stato nominato re dei Giudei dai Romani. Quando i Magi non tornarono da Erode, avendo ricevuto in sogno l'avvertimento di non rivelare il luogo dove si trovava Gesù, il re si infuriò. Per eliminare la minaccia, ordinò l'uccisione di tutti i bambini maschi di Betlemme e dintorni, di età inferiore ai due anni. L’episodio è passato alla storia come la Strage degli Innocenti.