Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 6 - Giugno 2026

#bambini

  • Psicologi e pedagogisti possono comunicare on line con efficacia? L’esempio del Summit di educazione positiva

    logoDal 24 al 28 ottobre è prevista l’edizione autunnale di un ciclo di incontri on line a cura di esperti. Una formula rivolta al grande pubblico, ma senza semplificazioni

    Psicologi e pedagogisti possono comunicare on line con efficacia? In un contesto nel quale i canali di informazione più utilizzati dal largo pubblico sono web e social network, la domanda è legittima. Educazione, orientamento e sostegno alla genitorialità sono temi frequentatissimi in rete, ma non sempre sono trattati in modo rigoroso. Una soluzione possibile è data dal Summit educazione positiva, previsto, nell’edizione autunnale, dal 24 al 28 ottobre prossimo. In questo caso l’evento, gratuito previa iscrizione, è rivolto alle famiglie di bambini dai cinque agli undici anni. A parlare sono gli stessi professionisti: psicologi, pedagogisti, docenti trattano un tema specifico, nel corso di un’intervista, registrata e disponibile on line per 24 ore. Nei giorni del summit sono poi previste delle dirette, nel corso delle quali gli utenti possono interagire in tempo reale con gli esperti e rivolgere loro delle domande.

  • Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli?

    babywearingForse è difficile da capire ma le sensazioni e le emozioni si vivono sin dalla nascita: il bambino di pochi mesi vive il contatto (carezza) della propria mamma come comunicazione del "ti voglio bene". Si capisce che non è la semplice carezza ma un gesto dal potere unico e infinito. Ogni gestante dovrebbe sapere che il bambino nella pancia per il suo sviluppo ha bisogno delle coccole, cose semplici come la voce dei genitori, il suono di un carillon o di una o più musiche particolari, le carezze e i baci al pancione.

  • Quel difetto di empatia, specchio dei tempi

    empatiaNumerosi studi hanno messo in risalto il ruolo dei neuroni specchio nello sviluppo del sistema nervoso e in particolare nell’evoluzione dell’intersoggettività delle relazioni primarie tra la mamma e il bambino. Le emozioni, i sentimenti rappresentano le basi per una presa di coscienza del proprio “io” che apprende, oltre le funzioni esecutive, il significato di un contesto relazionale. Il bambino si rispecchia nelle diverse tipologie espressive della madre prendendo possesso gradualmente di quanto e in quale misura le situazioni in cui si trova abbiano un risvolto positivo o negativo (gioia, dolore, rabbia, tristezza ecc.).

  • Quello che ci muove: il successo di un progetto tra danza e scuola ad Arezzo

    Quello Che Ci MuoveSi è concluso con entusiasmo e soddisfazione il progetto Quello che ci muove, il percorso che ha portato il potere benefico della danza e della relazione con il corpo all’interno dell’I.C. Severi, grazie al sostegno del bando Per Chi Crea promosso da SIAE e MiC. Il prezioso progetto promosso dall’Istituto Comprensivo Severi in sinergia con l’Associazione Sosta Palmizi un partenariato con il Comune di Arezzo, la Fondazione Guido d’Arezzo, il centro d’arte Rosy Boa e MACMA ha coinvolto 125 bambini e ragazzi in esperienze di laboratorio e circa 600 come spettatori agli spettacoli della rassegna di Sosta in replica matinée al Mecenate, offrendo loro la possibilità di esplorare il valore pedagogico della danza come strumento per favorire la relazione con sé e con l’altro.

  • Quinto Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia

    atlanteDecisamente difficile la vita dei bambini in Italia, dove la gelata economica costringe 1,4 milioni di loro a vivere in condizioni di povertà assoluta. Per non parlare della qualità della vita nelle nostre città - dove vive il 37% dei più piccoli - prive di spazi per giocare e invase da macchine parcheggiate o pericolosamente sfreccianti.

  • Ravenna: colletta di articoli di cancelleria per le famiglie in difficoltà

    scuolaTorna per il secondo anno l’iniziativa di solidarietà “Tutti i bambini vanno a scuola!”, promossa dal Tavolo povertà con il coordinamento dell’assessorato ai Servizi sociali, per permettere anche alle famiglie in difficoltà di mandare a lezione i propri figli con un corredo scolastico completo e adeguato.
    La modalità è simile a quella della colletta alimentare: nelle giornate di sabato 23 e sabato 30 agosto, dalle 10 alle 18, fuori dai principali supermercati i volontari impegnati nell’iniziativa inviteranno i clienti ad acquistare e donare articoli di cancelleria.

  • Realizzare attività didattiche inclusive e a distanza con le tecnologie multimediali

    corso e-learningEducare.it propone un corso a distanza che insegna ad utilizzare una serie di programmi gratuiti per realizzare attività didattiche coinvolgenti, interattive e multimediali, da utilizzare anche per la didattica a distanza. Si tratta di competenze sempre più necessarie per una professionalità docente capace di intercettare l'interesse di alunni "nativi digitali" e per supportare gli apprendimenti di coloro che manifestano bisogni educativi speciali. Il corso è organizzato in moduli, che ciascuno sceglie sulla base delle proprie preferenze e necessità, al termine dei quali si riceve un attestato di partecipazione relativo al singolo modulo frequentato.

    Per ulteriori informazioni si invita a consultare l'ambiente e-learning di Educare.it: https://www.educare.it/fad

  • Regressione e aggressività

    bimbo si arrabbiaMio figlio a partire dai 2 anni e mezzo di età ha manifestato comportamenti anomali e non in linea con quanto manifestato fino ad ora rispetto alla socialità.Ora ha 3 anni e mezzo.Dall'essere socievole e con grande ricerca dei bambini (mi sorprendevo del fatto che cercasse e andasse lui da loro) ha iniziato a manifestare comportamenti molto aggressivi e asociali. Questo periodo ha paradossalmente coinciso con l'esplosione del linguaggio ma anche con il cambio di asilo (ad agosto le prime reazioni, a settembre il cambio). Lui, socievole e solare, ha iniziato ad urlare a qualsiasi persona incontrasse e a picchiare chiunque, adulti e bambini. Ha perso ogni socialità manifestando spesso disagio in compagnia dei bambini: basti pensare che prima offriva i suoi giocattoli ora si rifiuta di stare con gli altri.

    Premetto che siamo seguiti da una neuropsicomotricista da 2 anni (ha camminato tardi) e da una logopedista. Il disegno è assolutamente alla fase scarabocchio (quando si mette a fare qualcosa, forse 1 volta al mese) non è in grado di manipolare, è schizzinoso e non gioca con nulla se non con le macchinine. A casa è estremamente oppositivo, manipolatore, cerca di ottenere quello che vuole; non disdegna giochi di movimento, è uno scalatore sui gonfiabili pur manifestando ancora goffaggine (fatica a salire e scendere le scale).

    Al nido sottolineavano la difficoltà nell'autonomia del bagno; tende a distrarsi e alla prevalenza del leggere manifestava attenzione nell'ascolto, ma a casa interpreta i libri con interesse poiché ha sviluppato molta memoria . L' opposizione è estrema a casa, ma anche al nido notavano una certa rigidità nei momenti di gruppo: si rifiutava di giocare, pur accettando con leggero favore l'interazione diadica. Ha un'interpretazione della realtà estremamente negativa: tutti, dal signore che passa per strada al bambino che corre a metri da lui sono arrabbiati, e anzi tende, nel momento in cui gli diciamo di comportarsi bene, ad anticipare le conseguenze: «altrimenti il bambino si arrabbia e mi urla». La neuropsicomotricista parla di cause comportamentali da correggere, io non so più cosa fare.

  • Relazionarsi con i bambini: piccole strategie educative

    imgRelazionarsi con i bambini non è sempre facile. Bisogna avere interesse a farlo e, soprattutto, molta pazienza. A questo riguardo, si illustreranno alcuni consigli utili a far sì che questa relazionalità, soprattutto fra genitori e figli, possa essere il più proficua possibile per lo sviluppo del bambino.

  • Respirazione e ritmo per la gestione dell’aggressività in età evolutiva

    body percussionLe pratiche corporee centrate sulla consapevolezza corporea e sulla regolazione della respirazione, se integrate sistematicamente nei contesti scolastici, possono costituire strumenti pedagogici e psicologici efficaci nella prevenzione dell'aggressività giovanile. Questo studio esplora il potenziale dell’applicazione del metodo Sincrony e dell'attività percussiva-ritmica Body Percussion nel sostenere la regolazione emotiva durante la preadolescenza. I risultati suggeriscono che approcci educativi integrati e basati sul corpo possano favorire la regolazione emotiva, ponendo il corpo come mediatore tra emozione, cognizione e comportamento sociale.

    This study investigates the role of body-centered practices, specifically those focused on bodily awareness and breath regulation, as preventive strategies against youth aggression when systematically integrated into educational settings. The research examines the application of the Sincrony method and rhythmic-percussive Body Percussion in supporting emotional regulation during preadolescence. Findings indicate that integrated, body-based educational approaches can enhance emotional regulation and position the body as a mediator between emotion, cognition, and social behavior.

  • Save the children: 48% dei bambini non legge libri

    I giovani italiani, nell'ultimo anno, hanno letto poco, hanno svolto poca attività fisica, non sono andati ad un museo. Così emerge dal rapporto Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo? e dal relativo indice di povertà educativa (Ipe) regionale presentato a Roma nei giorni scorsi.

  • Se la maestra taglia i ponti ...

    bambino-4-anniLa maestra di mio figlio di 4 anni ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti a seguito di un incomprensione per la partecipazione ad una gita organizzata per tutti i bambini della scuola; si trattava di viaggiare su più mezzi di trasporto.

    La maestra il giorno precedente alla gita mi riferisce i suoi dubbi per la partecipazione alla gita stessa in quanto mio figlio secondo lei è troppo irrequieto e nel dubbio mi convince a non mandarlo. Ma io come mamma l'ho comunque mandato e da allora la maestra non saluta me come genitore e tratta mio figlio di quasi 4 anni con freddezza. Come mi devo comportare?

  • Se la mamma è lontana per lavoro?

    piccolo-principeScrivo a nome di mia figlia che lavora all’estero. Lei e' una mamma di 28 anni con un figlio maschio di 18 mesi, che quando il bimbo aveva pochi mesi ha dovuto fare la difficile scelta di andare a lavorare all'estero per una prestigiosa compagnia aerea, sacrificando il suo ruolo di mamma e compagna.

    All'inizio il suo compagno non era in totale disaccordo e pur non aiutandola nella scelta, non ha fatto nulla per ostacolarla. Passato del tempo la sua ostruzione nei confronti di mia figlia si e' sempre più accentuata e piano piano sono arrivati a separarsi materialmente in quanto non sposati. Lui e' andato a vivere dai suoi con il bimbo e fa dell'ostruzionismo negando a volte la possibilità di vedere suo figlio tramite skype a mia figlia, oppure ora che riesce a tornare a casa una settimana al mese, di fargli vedere e prendere il figlio per poche ore, perché secondo lui e un suo psicologo, la presenza materna sul figlio deve essere graduale altrimenti il bimbo "andrebbe in confusione".

    Questo modo di fare e' secondo il mio pensiero, anomalo. Ricordo i nostri nonni che lavoravano all'estero e che quando tornavano, stavano sempre con noi figli, e non ricordo figli cresciuti con qualche problema per questo motivo.

    Ho motivo di credere che tutto sia architettato in funzione del fatto di far sentire in colpa mia figlia per la sua scelta, facendole capire che se non torna avrà questo tipo di problematiche, e anche peggiorative. In tutto questo contesto, aggiungo che all'epoca della scelta da fare da parte di mia figlia, personalmente le ho consigliato di provare la nuova opportunità di lavoro all'estero, in quanto da genitore so che quel tipo di lavoro e' il lavoro che da sempre sognava di fare, perché era una giusta aspirazione agli studi fatti ed in primis perché sono dell'opinione che nella vita non si debbono avere rimpianti. Aggiungo anche che il fatto che loro due non fossero sposati ha aiutato la scelta fatta.

    In tutto questo scenario, il bimbo cresce bene, non ha problemi di nessun tipo, passa la settimana con la nonna paterna e il padre quando torna dal lavoro, passa 1 giorno la settimana coi nonni materni, per non fargli dimenticare le radici, andiamo a prenderlo e lo riportiamo, quando la mamma torna la riconosce e non fa problemi, e' sereno. Vorrei sapere da voi esperti cosa ne pensate e quali sono le cose da fare per non ostacolare la crescita di un bambino cosi' sereno, grazie.

  • Se la mamma inventa i disturbi del bambino

    munchausenPiù spesso di quanto si pensi è la mamma (o più raramente il papà o altri adulti) a “far ammalare” il proprio bambino: si tratta della “sindrome di Munchausen per procura”. Da uno studio condotto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, citato di recente anche in un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, è emerso che si tratta di una patologia che spesso resta nascosta e non diagnosticata e che i casi che vengono alla luce potrebbero rappresentare solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso e doloroso di quanto si pensi.

  • Se non sono il padre biologico ...

    padre-figlioIo e mia moglie abbiamo un problema da risolvere. In famiglia siamo in 4: noi due più un bimbo di 4 anni e 1/2 nato dalla relazione precedente di mia moglie con uno straniero ed una bimba di 1 anno.
    Io e mia moglie viviamo insieme da 3 anni con il bimbo che non ha mai conosciuto suo padre in quanto all'età di 3 mesi è tornato al suo paese e non si è più fatto vivo.
    Il bimbo porta il cognome del padre naturale e siamo in attesa di procedere all'adozione e quindi dargli il mio cognome.
    Per lui sono il suo papà ma ci hanno consigliato di dire al bimbo la verità... come possiamo fare nel dirlo? Mi può per favore aiutare?

  • Senza parole

    paroleGli studi sull’intelligenza emotiva hanno chiarito l’importanza della connessione tra cuore e cervello per la salute psichica e relazionale. Le emozioni possono colorare di tante sfumature le esperienze a condizione che sui vissuti intervenga un’azione riflessiva. Diversamente gli stati d’animo restano confusi, opachi. Sulle emozioni vanno dunque fatte operazioni di pensiero, con lo scopo di comprendere meglio ciò che proviamo e quali sono le origini dei diversi sentimenti, nonché per gestire emozioni disforiche e distruttive.

  • Si addormenta tirandomi i capelli

    bambino che tira i capelliHo un bimbo di 18 mesi che fin dalla nascita ha l'abitudine di tirarmi i capelli per addormentarsi. Quando era più piccino la cosa non mi dava particolarmente fastidio, ma adesso che è più grandino mi fa parecchio male: si arrotola i capelli tra le mani e tira con forza da farmi quasi piangere. Non so come toglierli questo vizio che diventa insostenibile specie la notte in cui mi impedisce di dormire.

    Mio figlio una volta che si addormenta tra le mie braccia, viene adagiato nel suo lettino. Ad una certa ora si sveglia (anche due/tre volte) e cerca i miei capelli. Per evitare di passare il tempo, fino a quando non si addormenti, con la testa chinata su di lui, lo metto nel lettone in modo che io possa riaddormentarmi e lui continuare a toccarmi/tirarmi i capelli. Il problema è che ultimamente passa la notte tirandomeli con forza da una parte e l'altra ed io non riesco più a dormire.

    Come posso venire fuori da tutto ciò?

  • Sillabe globali per leggere e scrivere

    copertinaGiovanni Meneghello e Claudio Girelli

    SILLABE GLOBALI PER LEGGERE E SCRIVERE
    Promuovere la letto-scrittura nella scuola primaria

    La Scuola, Brescia, 2016
    pag. 160, Euro 12,50

  • Sistema sensorio-motorio e relazioni sociali

    relazioni socialiSono molti i meccanismi biologici che si estrinsecano nel corso dello sviluppo e che presiedono alla relazione che l’individuo articola con la realtà. Da questo punto di vista, l’attività sensorio - motoria che il bambino sperimenta nei primi tempi del suo ciclo di vita diviene fondamentale. La relazione che l’infante ha con la realtà diventa l’archetipo fondante del suo rapporto con l’alterità. Chiaramente queste prime esperienze che il bambino utilizza nella sperimentazione della realtà sovrintendono al suo sviluppo cognitivo, tanto che nelle teorizzazioni piagetiane le esperienze sensorio - motorie costituiscono il primo input per lo sviluppo dell’intelligenza. A questo riguardo Piaget ha indicato questo periodo, nello sviluppo gerarchico della cognitività, come primo stadio o stadio senso - motorio.

  • Sono separata e la mia bambina mostra disagio a scuola

    bambina 3 anniHo una bimba di tre anni, io e il papà della bimba siamo separati. Lui ci ha lasciate quando lei aveva 8 mesi ed ho un compagno col quale vivo da un anno circa. La piccola ha un ottimo rapporto col padre, lei sa che ogni tanto lui viene a trovarla e ha un ottimo rapporto anche col mio compagno. Io e la piccola abbiamo vissute sole un anno circa, dovendo lavorare lei frequentava il nido. Mi son sempre preoccupata di educarla nel modo giusto, è una bimba molto tranquilla ed educata, non rischia e non ha mai sperimentato nulla di pericoloso, una "nonnina" come la chiamo io. Per lavoro ci siamo dovute spostare spesso e ora finalmente ci siamo stabilite e lei ha iniziato la scuola materna.