Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 7 - Luglio 2026

#bambini

  • Soprattutto in Africa i bambini del futuro

    bambini africaniSecondo il nuovo Rapporto UNICEF “Generazione 2030 Rapporto Africa” alti tassi di fertilita’ e un numero crescente di donne in eta’ riproduttiva faranno si’ che, nel corso dei prossimi 35 anni, quasi due miliardi di bambini nasceranno in Africa; la popolazione del continente raddoppiera’; la sua popolazione sotto i 18 anni aumentera’ di due terzi per raggiungere quasi un miliardo di bambini.

  • Spostamento di classe alla scuola dell'infanzia?

    scuola infanzia 13Sono mamma di un bambino di 3 anni e mezzo e di uno di quasi 9 mesi.
    Il mio bimbo più grande che avrebbe dovuto iniziare questo settembre la scuola dell’infanzia, per nostra necessità, ha cominciato a gennaio (15 giorni prima di compiere 3 anni) - non prima perchè era nato da poco il fratellino e non volevamo che recepisse l'inizio dell'asilo come un "liberarci di lui". Dopo l'inserimento con qualche pianto, in una classe composta da bambini "piccoli (ma nati l’anno prima del suo) e medi", si è subito trovato bene, forse aiutato anche dal fatto che è molto avanti a livello di linguaggio. Ha legato con tutti e con la maestra in particolar modo che lo ha aiutato con amorevolezza e attenzione anche per quanto riguarda il passaggio dal pannolino al water, che a gennaio non era ancora stato completato.

    Quindi fin qui tutto bene. A fine anno la coordinatrice dell'asilo ci ha comunicato che sarebbe stato meglio che questo settembre il bambino venisse spostato in una classe con nuovi iscritti del suo stesso anno e una nuova maestra e che questa scelta - per il suo bene- è data da una questione didattica e di apprendimento.
    Da qui il nostro sconcerto e i nostri dubbi circa le motivazioni che ci sono state date per questo cambiamento. Se da un lato possiamo accettare il fatto che sia bene che stia con i suoi coetanei, visto anche che non abbiamo intenzione di fargli fare la “primina” alle elementari, ci chiediamo però se allo stato attuale e visto quanto ormai si sia integrato con i suoi compagni e con la maestra, un suo “sradicamento forzato” in un periodo tra l’altro in cui comincia a manifestare a casa forti gelosie nei confronti del fratellino che creano a lui in primis tensione, non gli crei un danno invece del “vantaggio” -chiamiamolo così- di cui parla la coordinatrice.

  • Storia di una Storia

    raccontoOgni storia, che sia vera o del tutto inventata, prende la sua forma definitiva nella mente di chi la scrive. E come ogni mente è diversa dalle altre, così lo sono le storie che queste menti raccontano. 
    Seppur alcune sembrano simili, c’è sempre un punto di vista che l’altra non ha considerato.
    Ma vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se la stessa storia venisse raccontata dalla stessa mente, ma in un diverso riferimento spazio-temporale? Probabilmente, se quella mente non ha subìto il fascino della conoscenza, le due versioni della storia alla fine potrebbero pure combaciare. Ma se, al contrario, ha trascorso la sua esistenza a navigare i burrascosi mari del dubbio, alla ricerca di risposte, faticando anche solo per trovarne una, cosa ne sarebbe della vecchia storia? Quella nuova risulterebbe così diversa da sembrare una nuova storia?
    Se così fosse, tutte quelle menti capaci di percepire ed elaborare anche i più piccoli stimoli del mondo, potrebbero raccontare nuove vecchie storie continuamente, senza mai fermarsi.
    Questa è la storia di una STORIA, catturata, in un preciso momento, da una mente capace di intercettarla.
    Non sappiamo se la storia sia vera o se si tratti solo del frutto di una fantasia in fermento. Non sappiamo nemmeno se questa sia una tra le nuove revisioni o l’originale, diciamo la “prima” della storia. La raccontiamo così, per come l’abbiamo trovata, lasciando a ciascuno la libertà di ipotizzare cosa sia accaduto prima che questa storia venisse scritta, e anche cosa potrebbe accadere dopo.
    Del resto, è ciò che facciamo quando ci accostiamo a un racconto. Iniziamo con il semplice atto di leggere fin quando, rapiti e appassionati dai suoi personaggi, cominciamo a fargli prendere forma e a delinearli, fino a farli diventare i nostri personaggi; gli diamo dei volti, proviamo a modellarli secondo il nostro gusto. E, quando osiamo osare, ci addentriamo nel luogo immaginativo del loro ideatore, credendo di riuscire a vederli così come lui li aveva originariamente creati. Se qualcosa del racconto non ci piace, allora proviamo a pensare come sarebbe andata se avessimo potuto intervenire proprio in quel punto della narrazione, facendo così prendere alla storia una nuova direzione. Nel far questo, non facciamo altro che creare nuove versioni della stessa storia, che diventano così nuove storie.
  • Storytelling nella scuola dell'infanzia per imparare le lingue straniere

    lingue scuola infanziaLe esperienze e le riflessioni su un laboratorio di storytelling nella scuola dell’infanzia della Scuola per l’Europa di Parma offrono proposte e indicazioni per alcuni aspetti trasferibili, replicabili e condivisibili. Il racconto viene mediato attraverso la lettura ad alta voce che mette in risalto la musicalità della lingua madre e delle lingue straniere ed è fondamentale per l’acquisizione di vocabolario. In accordo con le indicazioni curricolari europee ed italiane l’ambiente plurilingue va valorizzato fin dall’infanzia, ferma restando la promozione della padronanza della lingua materna. La consapevolezza linguistica viene promossa attraverso metodologie olistiche e di ricerca. Gli atelier artistici sono luoghi del fare e del pensare, gli alunni partecipano a diversi laboratori e si interrogano, dialogano, discutono, interagiscono. Le narrazioni e la bellezza dell’arte sono scenari unici per coltivare la creatività.

  • Strategie cognitive e apprendimenti nella scuola primaria

    bambini strategie apprendimentoSecondo le teorizzazioni piagetiane, il pensiero operatorio concreto caratterizza la cognitività dei bambini di scuola primaria. Le peculiarità di questo stadio di pensiero sono rappresentate dalla piena padronanza di alcune operazioni mentali, quali la conservazione della quantità, della massa e del volume, che ogni oggetto possiede al di là delle modifiche che subisce; la reversibilità; la classificazione; la seriazione; il rapporto che lega la velocità di movimento, il tempo impiegato e lo spazio percorso da un oggetto che si muove. Queste operazioni mentali richiedono di essere ancorate al dato pratico, ovvero il bambino ha bisogno di agire in contesti concreti.

  • Sussidi per assistenza all'infanzia: un confronto europeo

    nidoIn occasione delle elezioni europee, Yoopies, la piattaforma di riferimento per l’accesso ai servizi di assistenza all'infanzia, pubblica il suo primo studio che mette a confronto le agevolazioni e i contributi pubblici per l'assistenza all'infanzia in Danimarca, Finlandia, Svezia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna e Regno Unito. I paesi nordici, in particolare la Danimarca, sono i campioni europei per quanto riguarda l'accesso a sussidi e sovvenzioni alle famiglie con figli. Anche la Francia e i Paesi Bassi sono noti per la loro generosa politica. La Germania e il Regno Unito, rimasti indietro per molto tempo, hanno recuperato terreno negli ultimi anni, mentre la Spagna e l'Italia appaiono ancora come i paesi meno solidali.

  • Sviluppare la creatività per essere meno virtuali e crescere meglio

    imgRaccontare storie ai piccoli, come un tempo si usava, può diventare un orientamento etico e pedagogico molto importante. In una società dove le relazioni hanno perso il loro profondo significato perchè spesso dipendenti dalla virtualità e dalle immagini, essere creativi o stimolare il processo di costruzione di figure di riferimento, può aiutare a sviluppare  le basi di sentimenti forti, capaci di differenziare il bene dal male, il coraggio dalla passività, il rispetto dei deboli dalla sopraffazione e dalla prepotenza. Cio' che nelle favole è un racconto immaginario e irreale diventa terreno fertile e  di confronto per interpretare la realtà, per operare scelte e sviluppare una rappresentazione del mondo consapevole e via via più cosciente ed autonoma.

  • Telefono azzurro: ragazzi web-dipendenti

    imgUn ragazzo su quattro è sempre connesso, mentre quattro su cinque frequentano siti porno. E ancora, tre genitori su quattro non conoscono il sexting, uno su dieci non ha mai sentito parlare di cyberbullismo. Sono i dati di un'indagine realizzata con Doxakids presentata a Milano in occasione di un dibattito nell'ambito del Safer Internet Day 2016.

  • Toscana: Scuole e genitori per la sicurezza dei bambini a tavola

    imgOgni anno in Italia muoiono circa 50 bambini per l’ostruzione delle vie aeree, in media uno a settimana, come ci ricorda la Società Italiana di Pediatria (SIP). La responsabilità è di alcuni cibi all'apparenza innocui, ma potenzialmente dannosi per un bambino piccolo o un lattante se non tagliati adeguatamente, come i chicchi d'uva, le rondelle di wurstel o di carote, gli gnocchi, il grasso del prosciutto, i tocchetti di formaggio e tanti altri ancora. Di fronte a queste inutili tragedie non si può certo stare inerti ed è così che le due Associazioni toscane AGe, AGesc, e le Federazioni Fidae e Fism si sono impegnate a diffondere informazioni sul manuale "La sicurezza a tavola" in tutte le scuole statali e paritarie della Toscana.

  • Traumi infantili e capacità da adulti

    imgLe persone che durante la loro infanzia hanno avuto delle esperienze traumatiche, contrassegnate da un alto livello di stress psicologico, hanno un rischio maggiore di avere delle difficoltà comportamentali nell’età adulta rispetto a persone che non hanno vissuto tali esperienze. Sovente le problematiche comportamentali cominciano già durante l’età evolutiva. Il meccanismo neurobiologico che è alla base di tale correlazione non è noto fino in fondo.

  • Tremendo all'asilo

    terribile asiloBuongiorno, sono la mamma di un bambino di poco più di 4 anni che frequenta il primo anno d'asilo. Al primo colloquio di novembre i maestri hanno detto che è uno molto sveglio ma "da contenere". È infatti molto vivace e ha sempre bisogno di stimoli e attività (frequenta un corso di psicomotricità una volta a settimana e negli altri giorni qualche giro in bicicletta). Nell'ultimo colloquio però mi hanno dipinto un bambino che non riconosco: fa lo stupido, non segue le regole, quando viene punito gli scivola addosso (parole dei maestri), quando è con i maestri che vede meno (religione e una maestra che copre il part time di un'altra) non li ascolta.

    Dal punto di vista cognitivo è sempre sul pezzo e completa velocemente quello che gli viene chiesto. 
    Mi hanno anche detto che vuole entrare nel gruppo dei medi e quindi cerca di copiare il peggio di questi per essere accettato. 
    I maestri dicono che non ha necessità di questi comportamenti perché è ben voluto in classe ed è seguito e ricercato da quasi tutti i bambini. 
    A casa è abbastanza bravo anche se vivace, posso fare tutto con lui perché mi ascolta. 
    Ora è in punizione dal giorno del colloquio: niente TV, niente bicicletta (che adora), niente feste di compleanno, niente dolci... Nonostante ciò il comportamento non è migliorato. 
    Mi sento molto frustrata e ho paura di sbagliare. Al colloquio mi veniva da piangere. 
    Provando a spiegare con calma sembra non capire che può scegliere di comportarsi bene e tornare ad avere ciò che gli piace. 
    Preciso che nell'ambito familiare non ci sono problemi e che i maestri sono fantastici e ben voluti dal piccolo. 
    Qualsiasi dritta può aiutarmi. Grazie 

  • Troppo attaccamento a due anni

    onicofagiaHo una bambina di 2 anni. Da un mese circa ha iniziato a mangiarsi le unghie, mani e piedi (quando sta scalza nel seggiolino della macchina). Non capisco quale può essere la causa, non è cambiato nulla. Prima le tagliavo con le forbicette ed a lei piaceva (mi teneva il tappo delle forbici) poi ha cominciato mangiarle.

    In più ha una fissazione per i capelli lunghi, come i miei, e un continuo toccarli soprattutto per addormentarsi (questo da molto tempo ormai). Anche in macchina delle volte mi chiede di toccarli.

    La bambina è molto vivace, la notte si sveglia spesso da quando è nata, la pediatra mi ha detto che piano piano migliorerà il suo sonno. Per darle da mangiare devo rincorrerla, non sta mai seduta, delle volte la rimprovero quando fa capricci, strilla... Sto cercando di dare informazioni per capire.

    Non va all'asilo ma sta con me in negozio, è molto attaccata a me: anche quando c'è il papa cerca sempre me e io sono sempre pronta per lei. Mi sto preoccupando molto, dove sto sbagliando? Dorme nel lettone con me, visto che si sveglia spesso. Ditemi qualcosa per favore!! Grazie.

  • Troppo rumore in classe peggiora la pagella

    imgStudenti smemorati, con scarse abilità di linguaggio e di comprensione. La colpa potrebbe non essere solo dei ragazzi, ma del rumore scolastico. Il continuo brusio, lo stridere del gesso sulla lavagna, le sedie e i banchi che strisciano sul pavimento: nelle classi italiane si superano spesso i 70 decibel e studi recenti dimostrano come un eccesso di rumore possa impattare negativamente sul rendimento degli allievi, facendo diminuire le capacità mnemoniche, di comprensione dei testi e delle lezioni.

  • Trovare le app più adatte ai bambini

    logoCome scegliere le migliori app per bambini garantendo loro totale sicurezza? Sembra essere nata per questo Moms With Apps. Il collettivo di genitori nato per analizzare nei minimi dettagli le app sul mercato e svelare a mamme e papà cosa si cela dietro software colorati tanto in voga anche tra i più piccini. Solo “standard elevati”, promette il collettivo. Contenuti educativi, privacy al riparo dai malintenzionati e, soprattutto, un’accurata selezione degli sviluppatori più qualificati e professionali.

  • Un bimbo esuberante e manesco ed una mamma stanca

    Mamma aggressivaSono la mamma di un bimbo di 4 anni compiuti ad agosto scorso. Sto cercando di trovare un vero aiuto...un aiuto concreto... mi sento allo sbando...abbandonata e senza riferimenti....
    La conseguenza è che non tollero più nessun errore e punisco violentemente (non fisicamente) mio figlio appena scopro che ha commesso i soliti errori.

    Cercherò di essere chiara e concisa anche se non sono bravissima a scrivere. La fotografia della situazione attuale è questa: noi genitori lavoriamo 8 ore (rientriamo più o meno entrambi alle 18 o dopo); il bimbo frequenta il secondo anno di materna fino alle 16, all'uscita si alternano per 2 giorni una baby sitter (donna di 60 anni - madre) e per 3 giorni una mia zia (78 anni - nessun figlio).

    Da quando è nato si sono susseguite varie figure per la gestione delle ore fuori dal servizio nido, prima, e materna ora.
    Ovviamente come può aver intuito, non avendo l' aiuto delle nonne, abbiamo dovuto fin dall' età di 1 anno usufruire del servizio asilo nido.

    Problema: già dal nido e ora in modo molto pressante mi continuano a dire che è un bambino eccessivamente esuberante, manesco e ingestibile, che non riesce a giocare con gli altri bimbi, che lo isolano perché appunto li picchia o morsica, o tira calci. Quando eravamo al nido le parole non erano state così pesanti per cui si era pensato di lasciarlo crescere dando ovviamente gli input di NON picchiare e di NON mordere, ecc...
    L'anno scorso le educatrici della materna volevano segnalare il problema (quindi seguiva l'iter con neuropsichiatra, poi psicologo). Noi trattandosi di un bimbo di 3 anni e mezzo anni abbiamo preferito chiedere al pediatra un nominativo di una psicologa infantile e inoltre ci siamo rivolti ad un famoso pedagogista: abbiamo quindi esposto il problema a queste due diverse figure.

  • Un consiglio per l'aggressività di mio figlio

    bambino-aggressivoSalve, il mio sta diventando un vero e proprio dilemma che mi logora.... Paolo, mio figlio di 2 anni e 8 mesi da un po' reagisce molto male alle persone in genere, bambini ed adulti. In particolare se qualcuno gli parla semplicemente dicendogli "Ciao come stai?" lui risponde con "Va via brutto" oppure "NO". Non vuole essere contraddetto se gli si dice che una cosa non si fa lui grida "no no" e a volte si dà le botte in testa da solo anche facendosi male. 

    Oggi ad esempio per la prima volta è stato scostante anche con i miei nonni, due persone anziane che lo hanno cresciuto fino a settembre quando ho deciso di mandarlo al nido fino all'una (pranza lì). Era un po' che doveva stare con loro e ha detto "brutto" a tutti e due li ha menati dicendo "va via" e pernacchia. 

    Io lavoro tutto il giorno e mio marito fa i turni e di recente siccome lavora di notte riesce a tenerlo lui tutti i pomeriggi e sta poco con i nonni. 

    Non so se questa repulsione nei confronti dei familiari è perché si è abituato con il padre... Ma se lo portiamo ai giardini o cmq in giro lo fa anche con i bimbi, non ci vuole giocare a primo impatto e dice "brutto" a tutti, alza le mani con facilità. Lega meglio con i bambini più grandi di lui. Picchia anche a me e mi dice "brutta" poi io faccio finta di piangere e mi dice "bella".
    Abbiamo pensato anche sia stato il nido dato che solo lui e un altro bimbo sono i più grandi, poi sono tutti più piccoli e quindi non vorrei che lo tengono in disparte per paura che gli fa male e lo riprendono spesso.
    Mi dispiace molto perché poi è un bimbo molto affettuoso che fa e vuole tante coccole, è molto intelligente e sveglio. E' iperattivo, non si ferma mai e ama giocare a calcio.
    Gli piacciono molto i telefoni e i tablet, ne ha anche uno suo e questo a me non piace quindi ce lo faccio giocare poco.
    Sono disperata perché ho paura che le mamme lo additino come quello aggressivo che mena e va a finire che lo escludono. Le abbiamo provate di tutte: a dargli le sculacciate, la punizione, il regalino se è bravo, l'indifferenza...ma niente!
    Ascolta molto più il padre che me. Aiutatemi perché non so come fare.

  • Un esercito di formiche

    formicheEro nel mio giardino e stavo giocando a fare il giardiniere. Camminavo per tutto il giardino guardando i fiori e le piante ma ad un certo punto mi sentii pizzicare e mi accorsi che ero tutta coperta di formiche. Allora cominciai a gridare fortissimo, mi sentivo bruciare in tutto il corpo; ma com’era possibile che tutte quelle formiche mi fossero salite addosso? Guardandomi intorno vidi che avevo pestato un formicaio bello grosso. Allora pensai di correre dentro casa, entrai di corsa gridando e correndo da una stanza all’altra della casa sperando di seminare le formiche, però appena mi girai, vidi che un piccolo esercito di formiche mi inseguiva.

  • Un nuovo compagno per la mamma

    bambinaE' la prima volta che scrivo della mia vita e ne parlo con qualcuno. Sono separata da due anni e ho una bimba di 3 anni. Il raporto con il padre ė pessimo, non mi da' il mantenimento e da 4 mesi non vede e non sente la figlia. Da un anno ho un nuovo compagno di vita ma ancora non abita con noi perché non riesco a capire gli atteggiamenti di mia figlia verso di lui.

    Spesso sembra volergli bene ed ė molto gelosa di lui, altre sembra non volerlo e lo tratta malissimo. Preciso che lui ha due bambine di 5 e 8 anni. Quando stiamo tutti insieme stiamo bene ma lei ė gelosa e infatti dice che lui ė delle figlie sue e lei ė del papa suo anche se non lo vede mai.

    Mi da' fastidio che osanni un padre che non ė mai stato un padre e che offenda e tratti male un uomo che non le ha mai fatto mancare nulla, senza un motivo evidente. Avvolte vorrebbe che lui diventasse il padre, altre volte vuole che lui va via e rivuole il papa suo. Non so come comportarmi, sto soffrendo molto. Spero abbiate capito almeno un po' quello che volevo chiedere. Grazie

  • Un padre separato senza riconoscimento

    genitori separatiSono il papà di una bellissima bimba di 3 anni, da quando ne ha uno e mezzo io e la sua mamma non stiamo piu' insieme. La bimba porta il cognome della mamma per via del fatto che non vi era certezza della paternità. Nonostante subito dopo la nascita abbia fatto il test del DNA, ad oggi la madre non mi concede il riconoscimento.
    Mi sono adoperato inizialmente in maniera bonaria poi tramite legale per poterlo ottenere. Fatto è che da quando ci siamo lasciati la mamma vive con un altro uomo che mia figlia chiama babbo. Loro giustificano la cosa come una cosa non voluta ma so che non è così.
    Quando spiego alla bimba che non è il suo babbo vengo accusato di confonderla. In tutto questo, vedo mia figlia ogni 15 gg per sole otto ore a fine settimana.
    Volevo capire, legali a parte, se è un atteggiamento giusto quello della madre.
    N.b. passo gli alimenti anche senza essere riconosciuto e la bimba mi conosce come papà e mi vuole bene... ma io fatico a vederla e sentirla.
    Grazie e scusate per la confusione.
  • Un po’ di Cuore a scuola non fa male

    cuoreLa prima volta che ho letto il libro Cuore avevo otto anni: era il regalo della mia maestra per la Prima Comunione. Lei sembrava proprio nata dalla penna di Edmondo De Amicis, perché era buona e paziente, aveva un modo pacato di rapportarsi con noi alunne, che considerava delle figlie, visto che lei non aveva provato la gioia della maternità , ma soprattutto perché era capace di infondere quei buoni sentimenti che non passano mai di moda.

    Il racconto di Enrico, il protagonista del libro Cuore, mi appassionava e mi catapultava in una scuola in cui si esaltavano i valori della famiglia, della patria, del rispetto e della solidarietà. Eppure, anche allora non mancavano le criticità: invidia, superbia, reiterati atti vessatori nei confronti di coetanei, che oggi definiremmo “bullismo”, ma c’era il mondo degli adulti pronto a redarguire, a insegnare, a dimostrare, con l’esempio, la sua autorevole capacità di indirizzare le menti dei bambini verso finalità positive.