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In uno studio svolto dai ricercatori della Scuola Universitaria di Ingegneria dell’Università di Osaka, in Giappone, e dai ricercatori dell’Istituto Internazionale di Ricerca in Telecomunicazioni Avanzate del Giappone, pubblicata dalla Rivista Scientifica Frontiers in Psychology, si è saggiato l’effetto dell’introduzione di un robot, che ha una comunicazione simile a quella umana, come sostituto di un insegnate nell’ambito dell’educazione scolastica dei bambini, in particolare nell’educazione all’ascolto. Questa macchina, denominata Hugvie, è stata utilizzata per raccontare ai piccoli delle storie adatte alla loro età. Il robot, inoltre, ha svolto tutte le funzioni di un insegnante, richiamando, anche, i bambini all’attenzione verso quello che stavano ascoltando.
Generalmente quando si parla di “ambiente di apprendimento” l’immagine che compare immediatamente ai nostri occhi è quello della classe, arredata con banchi, sedie, cattedra e lavagna. L’associazione tra i due termini è immediata forse perché da sempre la classe ha rappresentato il principale luogo dedicato all’acquisizione di contenuti e abilità. Essa però non è certo l’unico ambiente nel quale gli studenti apprendono. Ne esistono tantissimi altri, molti dei quali legati alla vita quotidiana e per tale motivo, negli ultimi tempi, i metodi educativi si stanno evolvendo sempre di più per dare ai bambini un modo di apprendere quanto più possibile vicino all’ambiente che li circonda.
Il Debate, o dibattito regolamentato, è una metodologia attiva, cooperativa e per problemi organizzata secondo un protocollo, ossia l’insieme delle regole che struttura e contraddistingue il dibattito da altre modalità didattiche. L’articolo presenta la concezione modulare del protocollo, ossia come esso possa essere concepito come un insieme di moduli da combinare a seconda delle esigenze, valorizzando la progettualità del docente e le specificità dei contesti di apprendimento.
Sono giorni difficili, i legami familiari si sono allentati per il necessario isolamento che non consente di avere vicino figli, nipoti, amici. Ho contatti email con una mia cara nipotina alla quale invio semplici lezioni cercando di proporgliele con un linguaggio semplice e discorsivo, sperando che questo tempo ingrato riesca a infonderle un pò di serenita' e speranza. Stimolata dalla sua naturale e particolare vena poetica oggi le ho inviato una lezione diversa dalle altre.
Uno studio, condotto in una scuola dell’infanzia di Pechino dai ricercatori cinesi (Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, Università di Chengdu e Università Tsingua di Pechino) e danesi (Università di Aalborg), ha indagato la generosità dei bambini di cinque anni. Alla sperimentazione hanno partecipato sessanta bambini che sono stati coinvolti in un gioco con un partner adulto, in cui c’era uno scambio di risorse fra i due giocatori.
Un pensiero costante nella vita di tutti i docenti è senz’altro quello di arrivare con la propria didattica ad aiutare la migliore espressione di sé di ogni alunna e alunno. A volte ci si chiede se sia davvero possibile farsi differenziali di sviluppo, cioè “aiutare gli alunni ad apprendere con un nuovo contratto educativo dove, in autonomia e con l’aiuto del docente, riescano a risolvere il compito di apprendimento in una condizione in cui non si sentano soli, ma insieme ai compagni e con il supporto dell’insegnante" (D. Lucangeli, 2020).
“Fai attenzione a quei libri! Sono antichissimi! Risalgono ai primi del 900! Contengono preziose testimonianze e foto delle prime ferrovie sorte nel centro Italia!” sussurrò Franco alla signorina Anna, sua arcigna e austera segretaria. Franco Bronti era il direttore di una delle più grandi biblioteche di Firenze; era alto, magro, capelli brezzolati, sguardo autoritario e dei baffetti appena accennati. Viveva con la sua famiglia in una splendida villetta, stile vittoriano, appena fuori dalla città.
A due anni è già possibile distinguere il bene dal male, l'autorità positiva da quella negativa? Si può già coltivare dentro di sé il concetto di giustizia? Il ricercatore Francesco Margoni del dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive all'Università di Trento risponde affermativamente. Gli studi in quest'ambito ricostruiscono situazioni molto semplici da sottoporre alla visione dei bambini nella prima infanzia. L'obiettivo è "dimostrare che i più piccoli , in misura maggiore rispetto a ciò che si pensava 50 anni fa, hanno concezioni complesse, alla base di quelle dell'adulto, del mondo fisico e sociale che li circonda".
L’articolo tratta di un caso di amartoma ipotalamico in un bambino di 8 anni, ancora in trattamento. Si tratta di un tumore benigno raro, per il quale la letteratura offre ancora pochi spunti operativi per sostenere, sul versante educativo e didattico, i soggetti che ne sono colpiti e le loro famiglie nel percorso abilitativo (e, talvolta, riabilitativo) necessario. Tale lavoro vuole presentarsi come un contributo a tale settore di ricerca, ancora in via di sviluppo.
I più giovani emarginati d'America sono tanti, veramente tanti. Due milioni e mezzo di bambini sono homeless, sono senza casa: uno su trenta. Non sono numeri da terzo mondo, ma quasi. Nel paese più ricco del pianeta, le sacche di povertà sono sempre più vaste e profonde. Le differenze sociali si sono acuite negli ultimi anni così tanto da creare un ceto di super ricchi e una più folta schiera di persone sotto il livello di povertà. Ci sono gli adulti, ma c'è anche un esercito di minori.
Che cosa si intende per evento avverso a un vaccino? E come fare per segnalarlo? A queste e tante altre domande risponde un video divulgativo realizzato, in Italia, dalla redazione di EpiCentro, sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità).
Con l’uso di particolari videogiochi si velocizza la capacità di lettura anche nei bambini di madrelingua inglese, migliorando non solo l’attenzione visiva, ma anche la memoria verbale. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un team di giovani ricercatori guidato dai professori Simone Gori, del Dipartimento di Scienze umane e sociali, dell’università di Bergamo e Andrea Facoetti, del Laboratorio di Neuroscienze cognitive dello sviluppo, del dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova, e pubblicato con il titolo “Action video games improve reading abilities and visual-to-auditory attentional shifting in English-speaking children with dyslexia”.
Secondo Alberto Pellai (medico) e Barbara Tamborini (psicoterapeuta dell'età evolutiva), marito e moglie, è sbagliato consegnare un cellulare nelle mani dei bambini prima della fine della terza media. Questa tesi è spiegata nel libro Vietato ai minori di 14 anni(De Agostini) e si basa sulla loro esperienza, le testimonianze dei genitori che incontrano ed i risultati delle più recenti ricerche delle neuroscienze.
Dopo aver elaborato la distinzione tra conflitto e violenza, l’articolo approfondisce le diverse forme di violenza presenti nel contesto scolastico. La prospettiva teorica scelta è quella pedagogico-educativa, a partire dai contributi dei progetti nazionali e internazionali sul tema volti alla prevenzione e al contrasto delle forme di violenze a scuola. Infine, sono fornite anche delle possibili strategie da adottare nella pratica scolastica.
Una vittima di tratta su tre è un minore. Questa scioccante verità emerge dal 2014 Global Report on Trafficking in Persons realizzato da UNODC, che evidenzia anche un aumento del 5% del traffico di bambini rispetto al periodo 2007-2010. Le bambine rappresentano i 2/3 delle piccole vittime e, insieme alle donne, costituiscono ben il 70% di tutte le vittime di tratta.
Sono la mamma di una bambina di 11 anni che però vuole sempre stare con bimbi più piccoli, vale a dire 7-8 anni. Con i suoi compagni si sente a disagio e ho paura che a settembre quando inizierà la 1° media avrà molte difficoltà. Lei vuole solamente giocare, lo studio non le interessa e' molto infantile sono disperata. Cosa devo fare?
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