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L’articolo completa quanto già pubblicato nel numero n. 5/2017, soffermandosi in particolare sulla valenza della comunicazione non-verbale nelle relazioni tra insegnante ed alunni.
L’articolo propone una breve riflessione sulla necessità che tutti i docenti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, condividano saperi derivanti dalla pedagogia speciale, al fine di costruire una scuola realmente inclusiva per tutti gli alunni e le alunne.
La promozione dell’inclusione a scuola richiede il ricorso a modelli pedagogici e didattici utili a progettare l’agire educativo speciale: un agire rivolto a tutti gli alunni e le alunne, soprattutto laddove sussistono situazioni caratterizzate da bisogni educativi speciali (Muscarà, 2023; Focaroli, 2022; Iori, 2018; dalle Fratte, 2001; Pellerey, 1998).
Le esperienze scolastiche e le ricerche presenti in letteratura hanno dimostrato come l’inclusione sia un processo complesso, difficile da realizzare, che per questo non può basarsi sull’improvvisazione didattica, senza un progetto pedagogico appositamente pensato e costruito (Canevaro, Ciambrone & Nocera, 2021; Capperucci & Franceschini, 2019; Covelli, Gardou & De Anna, 2018).
Per essere realizzata con scientificità, è utile considerare l'inclusione come una ricerca-azione: un processo che prende l'avvio dall'investigazione sistematica, dunque dall’elaborazione di ipotesi da validare e/o da falsificare. Alla stessa stregua della ricerca, l’inclusione non può essere un processo “perfetto”, pienamente raggiunto in modo definitivo, perché si sviluppa attraverso l’elaborazione continua di proposte, di soluzioni sempre più efficaci, che falsificano, verificano e/o modificano teorie e pratiche conosciute, in raccordo con le continue mutazioni della scuola e della società.
L’inclusione mira a realizzare l’uguaglianza formale e sostanziale nei processi formativi, attraverso la condivisione nella comunità scolastica di valori e principi, a partire dalla solidarietà, eguaglianza, diversità e accoglienza. L’inclusione richiede, inoltre, l’organizzazione attenta dei contesti di apprendimento, l’utilizzo di metodologie e strumenti didattici efficaci (Franceschini, 2019).
In questo processo, il cui sviluppo non è affatto semplice, i docenti rivestire un ruolo impegnativo. Indossando gli abiti di registi pedagogici all’interno di un teatrodi azioni e di innumerevoli e variegati scenari, essi devono adottare modelli teorici consolidati, implementando e sperimentando quotidianamente e in modo continuo pratiche didattiche sempre più innovative, pensate e progettate per promuovere e favorire la convivenza scolastica, l’appartenenza a gruppi, la valorizzazione delle differenze, la crescita formativa di ogni alunno e alunna, indipendentemente dai suoi bisogni educativi. Attraverso tali pratiche i docenti si sforzano di coniugare costantemente la ricercacon l’azione in modo circolare, la riflessione pedagogica con l’azione didattica, mantenendo attivo un processo di ricerca educativa speciale per l’inclusione di tutti e di ciascuno.
L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.
Autore: Corrado Muscarà,ricercatore di “Didattica e pedagogia speciale” presso l’Università degli Studi di Catania, dove insegna “Pedagogia speciale” nei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, in Scienze motorie e altre materie dello stesso settore nei corsi TFA Sostegno dell’Università di Catania.
copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 7, Luglio 2024

L’articolo esplora la pratica sportiva dell’Orienteering quale esperienza didattica che può favorire l’emergere di capacità individuali e sociali altrimenti inesplorate in ambito scolastico, dando origine a interessanti percorsi di inclusione e autonomia per gli alunni con disabilità, anche di quelli che presentano deficit visivi.

L’approccio tradizionale verso il curriculum tende ad ignorare la diversità individuale e gli interessi dell’alunno, creando ostacoli all’apprendimento e all'inclusione in Educazione Fisica. La Progettazione Universale per l’Apprendimento (UDL), basata sulla ricerca delle neuroscienze e sul lavoro dello psicologo dell'educazione Lev Vygotsky, è un quadro significativo nell’approccio pedagogico per accrescere l’accesso formativo a tutti gli studenti. Lo scopo dell’articolo è di esplorare ed analizzare la UDL nonchè le implicazioni didattiche per garantire la partecipazione attiva ed il successo nell'apprendimento di tutti gli studenti in Educazione Fisica, a prescindere dalle loro capacità.
Le mappe rappresentano un validissimo mezzo per agevolare l’apprendimento in tutti gli alunni, in modo particolare di coloro che presentano bisogni educativi speciali. Per questo motivo sono spesso presenti nei Piani Didattici Personalizzati e nei Piani Educativi Individualizzati.
Le mappe hanno avuto origine come rappresentazione in scala dello spazio geografico. Agli inizi del XX secolo, fu lo psicologo sperimentale Edward C. Tolman introdurre le mappe nei contesti di apprendimento. Una mappa è una rappresentazione grafica di concetti e contenuti rappresentati in maniera sintetica; la componente visiva è una delle sue caratteristiche principali abbinata ad una logica di composizione rigorosa. Una mappa ben costruita aiuta nello studio, nell’assimilazione, nella comprensione e nella memoria dei contenuti studiati. Non esiste una mappa valida per tutti gli studenti, ognuno privilegia un modello individuale sulla base delle caratteristiche cognitive, delle diverse intelligenze, dei personali stili cognitivi e del metodo di studio. Inoltre, esistono diverse tipologie di mappe; in questo articolo verranno presentate quelle più usate in ambito scolastico: concettuali, cognitive, mentali, schematiche.
Nell'attuale contesto educativo, caratterizzato da una crescente digitalizzazione che ridefinisce le pratiche di insegnamento-apprendimento, emerge la necessità di riconsiderare il ruolo della manualità nei processi formativi. Il presente contributo illustra un'esperienza didattica condotta in una classe prima di scuola secondaria di primo grado, volta a promuovere un approccio pedagogico integrato che coniuga azione concreta ed esplorazione attiva. L'intervento si propone di valorizzare la dimensione esperienziale dell'apprendimento, integrando la pratica manuale con i saperi disciplinari tradizionali. Attraverso attività laboratoriali che privilegiano il fare riflessivo, si intende offrire agli studenti strumenti conoscitivi e operativi per sviluppare capacità critiche e affrontare con consapevolezza la complessità del reale. L'esperienza si configura come un percorso che, partendo dall'azione concreta, conduce alla riflessione metacognitiva, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali funzionali alla crescita personale e all'inclusione.
La creazione di un libro, disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sui giochi tradizionali del passato rappresenta il punto di partenza di un interessante percorso didattico volto a valorizzare le potenzialità e gli interessi di un alunno con bisogni educativi speciali, nello specifico un disturbo dello spettro autistico. L'intervento, si focalizza sulla modificazione del contesto attraverso l'introduzione di facilitatori e la riduzione delle barriere all'apprendimento, nell'ottica di promuovere una didattica realmente inclusiva.
Il coinvolgimento attivo dei nonni e di altre figure significative della comunità ha permesso di costruire un ponte tra scuola e territorio, alimentando la motivazione e la curiosità degli studenti. Quello che inizialmente era stato concepito come un semplice prodotto si è rivelato un efficace strumento per affrontare una sfida educativa complessa, divenendo il veicolo attraverso cui sperimentare l'inclusione nella sua accezione più ampia.
L’articolo presenta l’esperienza di valutazione formativa condotta dal consiglio di classe di una classe terza nell’anno scolastico 2024/25 in una scuola secondaria di secondo grado della provincia di Verona e delle sue principali ricadute didattico-educative. Le competenze di studio degli studenti e delle studentesse sono state valutate tramite il Questionario sulle Strategie di Apprendimento (QSA). Pur non essendo correlati ad un gruppo di controllo, le pratiche di feedback e di autovalutazione introdotte da ogni docente mostrano un miglioramento significativo nella percezione di sé e nell’autoregolazione.
Alla luce dei recenti orientamenti riguardanti la diffusione di nuovi modelli di interpretazione della diversità e dell'accoglienza inclusiva, soprattutto nell'ambito educativo, l'articolo analizza lo stato della ricerca attuale sulla Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning - UDL). Si tratta di un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella scuola, a favore della costruzione di curricola per tutti, senza particolari "distinzioni penalizzanti".
This paper attempts to analyze and display the status of current research on Universal Design for Learning (UDL), in the light of recent guidelines, relating to the dissemination of new models, which interpret diversity and help learners with disabilities to gain access to general education curriculum. UDL is a pedagogical model oriented towards the overcoming of the classification of students with disabilities in the school and the creation of a general curriculum for all students, without any "special penalizing distinction". Moreover, this paper analyses the principles, the global value, the diffusion, the effectiveness and the practical application of UDL in the educational field, in order to gain a better understanding and to investigate, identify, propose and develop new researches.
Lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale (IA) sta portando grandi cambiamenti non solo in ambito tecnologico e sociale, ma anche educativo. I sistemi di IA generativa (ChatGPT, Gemini, Copilot, etc) stanno trasformando i contesti educativi, apprendo le nuove generazioni a numerose possibilità di apprendimento diverse da quelle del passato (Messina, 2024). Come per ogni evoluzione tecnologica, è necessario che studenti e studentesse siano edotti sul buon uso di questi sistemi e ne valutino le implicazioni etiche. Per aiutarli in questo processo si è pensato di svolgere alcune lezioni, nell’ambito del corso di IRC, sulle sfide etiche poste dall’intelligenza artificiale all’interno di una più ampia unità didattica di apprendimento sul rapporto tra religione e scienza (Avellino, 2021).
Una scuola non scuola, uno spazio di conoscenza e un laboratorio didattico alla scoperta delle grandi sfide della contemporaneità. Fondazione Giangiacomo Feltrinelli presenta Scuola di Cittadinanza Europea, la nuova proposta formativa con oltre 30 progetti sui temi della cittadinanza e della formazione civica, rivolti alle scuole primarie e secondarie per l’anno scolastico 2017/2018.
Il clima della classe è il frutto di un infinito intreccio di condizioni che possono essere create a partire dalla consapevolezza del docente della propria funzione di guida. In questo articolo si presentano una serie di indicazioni distinte nei diversi momenti di rapporto con la classe, che ogni docente può facilmente applicare durante la sua attività. Nella seconda parte, l’Autrice si sofferma a presentare una serie di attività educative che possono essere messe in atto per favorire un clima di classe positivo.
Le visite guidate rappresentano una modalità didattica molto efficace per avvicinare gli studenti all’affascinante e complesso mondo dell’arte. La focalizzazione sui restauri compiuti nel corso del tempo può favorire una visione più articolata e interessante del patrimonio artistico del nostro Paese. L’articolo si sofferma sulle condizioni per valorizzare le visite guidate in funzione didattica.
Il Gruppo di Lavoro Nazionale di Psicologia Scolastica presenta in questo ebook i risultati ottenuti dalla sua indagine del 2018 sulla percezione dello psicologo da parte degli insegnanti.
L'intento era quello di indagare le reali esigenze della scuola, attraverso chi la scuola la vive quotidianamente, in modo da poter pensare ed eleborare delle strategie di intervento che potessero essere veramente utili ed efficaci.
I bisogni principali che sono emersi da questa ricerca riguardano proprio la gestione delle classi difficili, con particolare attenzione ai temi del bullismo, dello stress lavoro-correlato, dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento e degli altri Bisogni Educativi Speciali.
E allora come può intervenire efficacemente lo psicologo scolastico?
Quali strategie possono essere suggerite agli insegnanti, in modo che possano avere strumenti efficaci e concreti per agire?
Come può svilupparsi una vera sinergia tra psicologi e docenti?
In questo ebook troverete le risposte. Per poterlo scaricare cliccate sul link: https://gdlpsicologiascolastica.wordpress.com/2019/12/20/ebook-strategie-di-intervento-per-le-classi-difficili/
Un pensiero costante nella vita di tutti i docenti è senz’altro quello di arrivare con la propria didattica ad aiutare la migliore espressione di sé di ogni alunna e alunno. A volte ci si chiede se sia davvero possibile farsi differenziali di sviluppo, cioè “aiutare gli alunni ad apprendere con un nuovo contratto educativo dove, in autonomia e con l’aiuto del docente, riescano a risolvere il compito di apprendimento in una condizione in cui non si sentano soli, ma insieme ai compagni e con il supporto dell’insegnante" (D. Lucangeli, 2020).

L’articolo presenta un’esperienza didattica che consente di comprendere come può essere utilizzato il potente linguaggio matematico dei frattali per descrivere fenomeni naturali e risolvere problemi reali. Si tratta di un approccio sperimentale laboratoriale, basato sui principi del costruttivismo, che permette di attuare una didattica interdisciplinare tra la matematica e le scienze naturali.
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