#genitori

  • Non fate i bravi. Basta con la pedagogia-propaganda

    non fate i bravi"ll format di Tata Lucia è uno dei tanti esempi con cui una pedagogia-propaganda plasma e normalizza le persone togliendo ogni spazio alla diversità, alla fragilità, ai vissuti di ciascuno, al mondo interiore, alle emozioni, alle relazioni". 

  • Nuove forme di genitorialità nella società complessa: i genitori elicottero

    helicopter parentingIn una società sempre più complessa, caratterizzata da incertezza, pluralità, frammentazione e precarietà, si sta diffondendo sempre di più uno stile parentale definito genitorialità elicottero. Tale espressione indica quei genitori che interferiscono eccessivamente nella vita dei loro figli. Questi tipi di genitori, come gli elicotteri, sorvolano sempre sui propri figli pronti a intervenire al primo segnale di necessità. Sebbene i genitori elicottero adottino questi atteggiamenti per proteggere il benessere dei loro figli, gli studi sull’argomento dimostrano che il loro modo di porsi influenza negativamente lo sviluppo dei bambini che nel breve e lungo termine sperimenteranno maggiori difficoltà. Obiettivo dell’articolo è di mettere in evidenza le caratteristiche di questo stile parentale, le ragioni che spingono alcuni genitori ad attuarlo e, soprattutto, le possibili conseguenze negative sui figli alla luce di alcune teorie di carattere psico-pedagogico.

    In an increasingly complex society characterized by uncertainty, plurality, fragmentation, and precariousness, a parenting style known as helicopter parenting is becoming increasingly widespread. This expression describes parents who excessively interfere in their children’s lives. These types of parents resemble a helicopter, always ready to intervene at the first signal of necessity. Although helicopter parents adopt these attitudes to protect the well-being of their children, studies on the subject show that their attitudes negatively impact children's development, leading to greater difficulties both in the short and long term. The aim of this work is to highlight the characteristics of this parental style, the reasons that lead some parents to adopt it, and, above all, the potential negative consequences for their children considering certain psycho-pedagogical theories.

  • Regressione e aggressività

    bimbo si arrabbiaMio figlio a partire dai 2 anni e mezzo di età ha manifestato comportamenti anomali e non in linea con quanto manifestato fino ad ora rispetto alla socialità.Ora ha 3 anni e mezzo.Dall'essere socievole e con grande ricerca dei bambini (mi sorprendevo del fatto che cercasse e andasse lui da loro) ha iniziato a manifestare comportamenti molto aggressivi e asociali. Questo periodo ha paradossalmente coinciso con l'esplosione del linguaggio ma anche con il cambio di asilo (ad agosto le prime reazioni, a settembre il cambio). Lui, socievole e solare, ha iniziato ad urlare a qualsiasi persona incontrasse e a picchiare chiunque, adulti e bambini. Ha perso ogni socialità manifestando spesso disagio in compagnia dei bambini: basti pensare che prima offriva i suoi giocattoli ora si rifiuta di stare con gli altri.

    Premetto che siamo seguiti da una neuropsicomotricista da 2 anni (ha camminato tardi) e da una logopedista. Il disegno è assolutamente alla fase scarabocchio (quando si mette a fare qualcosa, forse 1 volta al mese) non è in grado di manipolare, è schizzinoso e non gioca con nulla se non con le macchinine. A casa è estremamente oppositivo, manipolatore, cerca di ottenere quello che vuole; non disdegna giochi di movimento, è uno scalatore sui gonfiabili pur manifestando ancora goffaggine (fatica a salire e scendere le scale).

    Al nido sottolineavano la difficoltà nell'autonomia del bagno; tende a distrarsi e alla prevalenza del leggere manifestava attenzione nell'ascolto, ma a casa interpreta i libri con interesse poiché ha sviluppato molta memoria . L' opposizione è estrema a casa, ma anche al nido notavano una certa rigidità nei momenti di gruppo: si rifiutava di giocare, pur accettando con leggero favore l'interazione diadica. Ha un'interpretazione della realtà estremamente negativa: tutti, dal signore che passa per strada al bambino che corre a metri da lui sono arrabbiati, e anzi tende, nel momento in cui gli diciamo di comportarsi bene, ad anticipare le conseguenze: «altrimenti il bambino si arrabbia e mi urla». La neuropsicomotricista parla di cause comportamentali da correggere, io non so più cosa fare.

  • Relazionarsi con i bambini: piccole strategie educative

    imgRelazionarsi con i bambini non è sempre facile. Bisogna avere interesse a farlo e, soprattutto, molta pazienza. A questo riguardo, si illustreranno alcuni consigli utili a far sì che questa relazionalità, soprattutto fra genitori e figli, possa essere il più proficua possibile per lo sviluppo del bambino.

  • Se sono i figli a picchiare i genitori

    fotoLa violenza dei figli sui genitori continua a essere un tabù nascosto tra le mura domestiche, con mamme e papà che cercano di sminuire gli insulti e le botte che ricevono, ben consapevoli delle implicazioni affettive e giuridiche di denunciare il sangue del proprio sangue alla magistratura.

  • Toscana: Scuole e genitori per la sicurezza dei bambini a tavola

    imgOgni anno in Italia muoiono circa 50 bambini per l’ostruzione delle vie aeree, in media uno a settimana, come ci ricorda la Società Italiana di Pediatria (SIP). La responsabilità è di alcuni cibi all'apparenza innocui, ma potenzialmente dannosi per un bambino piccolo o un lattante se non tagliati adeguatamente, come i chicchi d'uva, le rondelle di wurstel o di carote, gli gnocchi, il grasso del prosciutto, i tocchetti di formaggio e tanti altri ancora. Di fronte a queste inutili tragedie non si può certo stare inerti ed è così che le due Associazioni toscane AGe, AGesc, e le Federazioni Fidae e Fism si sono impegnate a diffondere informazioni sul manuale "La sicurezza a tavola" in tutte le scuole statali e paritarie della Toscana.

  • Un padre separato senza riconoscimento

    genitori separatiSono il papà di una bellissima bimba di 3 anni, da quando ne ha uno e mezzo io e la sua mamma non stiamo piu' insieme. La bimba porta il cognome della mamma per via del fatto che non vi era certezza della paternità. Nonostante subito dopo la nascita abbia fatto il test del DNA, ad oggi la madre non mi concede il riconoscimento.
    Mi sono adoperato inizialmente in maniera bonaria poi tramite legale per poterlo ottenere. Fatto è che da quando ci siamo lasciati la mamma vive con un altro uomo che mia figlia chiama babbo. Loro giustificano la cosa come una cosa non voluta ma so che non è così.
    Quando spiego alla bimba che non è il suo babbo vengo accusato di confonderla. In tutto questo, vedo mia figlia ogni 15 gg per sole otto ore a fine settimana.
    Volevo capire, legali a parte, se è un atteggiamento giusto quello della madre.
    N.b. passo gli alimenti anche senza essere riconosciuto e la bimba mi conosce come papà e mi vuole bene... ma io fatico a vederla e sentirla.
    Grazie e scusate per la confusione.
  • Vietare il cellulare prima dei 14 anni

    pellai 2Secondo Alberto Pellai (medico) e Barbara Tamborini (psicoterapeuta dell'età evolutiva), marito e moglie, è sbagliato consegnare un cellulare nelle mani dei bambini prima della fine della terza media. Questa tesi è spiegata nel libro Vietato ai minori di 14 anni(De Agostini) e si basa sulla loro esperienza, le testimonianze dei genitori che incontrano ed i risultati delle più recenti ricerche delle neuroscienze.

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