#inclusione

  • L’inclusione scolastica e l’ineludibilità di una formazione speciale dei docenti

    inclusione astrattaL’articolo propone una breve riflessione sulla necessità che tutti i docenti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, condividano saperi derivanti dalla pedagogia speciale, al fine di costruire una scuola realmente inclusiva per tutti gli alunni e le alunne.

    Introduzione

    La promozione dell’inclusione a scuola richiede il ricorso a modelli pedagogici e didattici utili a progettare l’agire educativo speciale: un agire rivolto a tutti gli alunni e le alunne, soprattutto laddove sussistono situazioni caratterizzate da bisogni educativi speciali (Muscarà, 2023; Focaroli, 2022; Iori, 2018; dalle Fratte, 2001; Pellerey, 1998).

    Le esperienze scolastiche e le ricerche presenti in letteratura hanno dimostrato come l’inclusione sia un processo complesso, difficile da realizzare, che per questo non può basarsi sull’improvvisazione didattica, senza un progetto pedagogico appositamente pensato e costruito (Canevaro, Ciambrone & Nocera, 2021; Capperucci & Franceschini, 2019; Covelli, Gardou & De Anna, 2018).

    Per essere realizzata con scientificità, è utile considerare l'inclusione come una ricerca-azione: un processo che prende l'avvio dall'investigazione sistematica, dunque dall’elaborazione di ipotesi da validare e/o da falsificare. Alla stessa stregua della ricerca, l’inclusione non può essere un processo “perfetto”, pienamente raggiunto in modo definitivo, perché si sviluppa attraverso l’elaborazione continua di proposte, di soluzioni sempre più efficaci, che falsificano, verificano e/o modificano teorie e pratiche conosciute, in raccordo con le continue mutazioni della scuola e della società.

    L’inclusione mira a realizzare l’uguaglianza formale e sostanziale nei processi formativi, attraverso la condivisione nella comunità scolastica di valori e principi, a partire dalla solidarietà, eguaglianza, diversità e accoglienza. L’inclusione richiede, inoltre, l’organizzazione attenta dei contesti di apprendimento, l’utilizzo di metodologie e strumenti didattici efficaci (Franceschini, 2019).

    Il docente tra sperimentazione e progettazione didattica

    In questo processo, il cui sviluppo non è affatto semplice, i docenti rivestire un ruolo impegnativo. Indossando gli abiti di registi pedagogici all’interno di un teatrodi azioni e di innumerevoli e variegati scenari, essi devono adottare modelli teorici consolidati, implementando e sperimentando quotidianamente e in modo continuo pratiche didattiche sempre più innovative, pensate e progettate per promuovere e favorire la convivenza scolastica, l’appartenenza a gruppi, la valorizzazione delle differenze, la crescita formativa di ogni alunno e alunna, indipendentemente dai suoi bisogni educativi. Attraverso tali pratiche i docenti si sforzano di coniugare costantemente la ricercacon l’azione in modo circolare, la riflessione pedagogica con l’azione didattica, mantenendo attivo un processo di ricerca educativa speciale per l’inclusione di tutti e di ciascuno.

    L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.


    Autore: Corrado Muscarà,ricercatore di “Didattica e pedagogia speciale” presso l’Università degli Studi di Catania, dove insegna “Pedagogia speciale” nei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, in Scienze motorie e altre materie dello stesso settore nei corsi TFA Sostegno dell’Università di Catania.


    copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 7, Luglio 2024
  • Manualità e inclusione nella didattica laboratoriale: "La Bottega di Mastro Cartaio"

    cartaNell'attuale contesto educativo, caratterizzato da una crescente digitalizzazione che ridefinisce le pratiche di insegnamento-apprendimento, emerge la necessità di riconsiderare il ruolo della manualità nei processi formativi. Il presente contributo illustra un'esperienza didattica condotta in una classe prima di scuola secondaria di primo grado, volta a promuovere un approccio pedagogico integrato che coniuga azione concreta ed esplorazione attiva. L'intervento si propone di valorizzare la dimensione esperienziale dell'apprendimento, integrando la pratica manuale con i saperi disciplinari tradizionali. Attraverso attività laboratoriali che privilegiano il fare riflessivo, si intende offrire agli studenti strumenti conoscitivi e operativi per sviluppare capacità critiche e affrontare con consapevolezza la complessità del reale. L'esperienza si configura come un percorso che, partendo dall'azione concreta, conduce alla riflessione metacognitiva, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali funzionali alla crescita personale e all'inclusione.

  • Metodologie ludico-didattiche per la costruzione di comunità di apprendimento inclusive

    giocoIl presente contributo descrive un progetto educativo incentrato sulla promozione dell'inclusione attraverso metodologie laboratoriali e approcci ludico-didattici. L'intervento si fonda sul principio che l'inclusione autentica richiede la partecipazione attiva di tutti gli studenti, valorizzando i punti di forza dei "giocatori" e le loro abilità come punto di partenza per lo sviluppo di competenze nella zona di sviluppo prossimale di ciascun alunno. La proposta didattica mira a ridefinire la relazione educativa superando visioni riduttive che identificano lo studente con la sua eventuale disabilità, promuovendo invece una prospettiva che riconosce ogni alunno come risorsa e protagonista del processo di apprendimento. Attraverso attività strutturate che coinvolgono competenze trasversali oltre a quelle strettamente cognitive, il progetto favorisce lo sviluppo della consapevolezza metacognitiva degli studenti rispetto ai propri processi di apprendimento e agli strumenti didattici utilizzati.

  • Mi ricordo che…EquiLibri tra passato e presente

    La creazione di un libro, disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sui giochi tradizionali del passato rappresenta il punto di partenza di un interessante percorso didattico volto a valorizzare le potenzialità e gli interessi di un alunno con bisogni educativi speciali, nello specifico un disturbo dello spettro autistico. L'intervento, si focalizza sulla modificazione del contesto attraverso l'introduzione di facilitatori e la riduzione delle barriere all'apprendimento, nell'ottica di promuovere una didattica realmente inclusiva. 
    Il coinvolgimento attivo dei nonni e di altre figure significative della comunità ha permesso di costruire un ponte tra scuola e territorio, alimentando la motivazione e la curiosità degli studenti. Quello che inizialmente era stato concepito come un semplice prodotto si è rivelato un efficace strumento per affrontare una sfida educativa complessa, divenendo il veicolo attraverso cui sperimentare l'inclusione nella sua accezione più ampia.

  • Nessuno escluso

    imgIndire

    Nessuno escluso 
    Il lungo viaggio dell'inclusione nella scuola italiana

    Apice Libri, Sesto Fiorentino (Firenze), 2018
    pag. 130, 10 Euro 

  • Partecipazione e inclusione delle persone con disabilità in Alto Adige

    imgIl rispetto della dignità umana, l'autonomia e la libertà nelle decisioni, la non discriminazione, la piena partecipazione e il pieno coinvolgimento, le pari opportunità e l'accessibilità: sono gli obiettivi della legge n. 7 approvata il 14 luglio 2015 dalla Provincia autonoma di Bolzano dal titolo "Partecipazione e inclusione delle persone con disabilità".

  • Portolano di approdi condivisi: un periplo in quattro mari

    OdisseaE se l'Odissea non fosse solo il viaggio di Ulisse, ma quello di un'intera classe alla ricerca di un porto sicuro? Attraverso un'escape room narrativa, il mito si trasforma in sfida cooperativa: ogni tappa è un ostacolo da superare insieme, ogni enigma una domanda sul rispetto, sulla fiducia, sulla convivenza. Guidati da una moderna Atena — il cui volto appartiene a Lina, studentessa con disabilità intellettiva lieve — gli studenti riscoprono il valore del gruppo e il coraggio di tornare, insieme, a casa. Il presente contributo documenta un'esperienza educativa realizzata in una classe prima della scuola secondaria di primo grado, nell'ambito del percorso di specializzazione per le attività di sostegno didattico (TFA Sostegno, VIII ciclo), illustrando come la didattica inclusiva possa trasformare la classe in una comunità di cura e di apprendimento.

  • Pride... or Prejudice? Dal pregiudizio al contrasto alle discriminazioni

    Il presente contributo analizza un'esperienza di tirocinio presso un Liceo delle Scienze Umane, focalizzandosi sull'implementazione di pratiche didattiche inclusive attraverso un approccio di ricerca-azione. L'intervento ha coinvolto una classe seconda con particolare attenzione all'inclusione di una studentessa con sindrome di Down, rappresentando un'opportunità per sperimentare metodologie innovative nell'ambito della differenziazione didattica.
    Il progetto "Pride... or Prejudice? Dal pregiudizio al contrasto alle discriminazioni" ha costituito il fulcro dell'intervento educativo, integrando diverse metodologie attive quali la flipped classroom, la group investigation e l'utilizzo strategico di tecnologie digitali per la creazione di prodotti multimediali inclusivi. L'esperienza si è sviluppata attraverso un modello di co-docenza che ha favorito la personalizzazione degli apprendimenti e la valorizzazione delle diversità individuali. L'analisi dell'intervento evidenzia le potenzialità delle metodologie collaborative strutturate nel promuovere competenze trasversali e cittadinanza attiva, offrendo spunti di riflessione per la formazione docenti e lo sviluppo di pratiche educative innovative.

  • Progettazione Universale per l’Apprendimento: un valido approccio per l’inclusione di tutti

    UDLAlla luce dei recenti orientamenti riguardanti la diffusione di nuovi modelli di interpretazione della diversità e dell'accoglienza inclusiva, soprattutto nell'ambito educativo, l'articolo analizza lo stato della ricerca attuale sulla Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning - UDL). Si tratta di un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella scuola, a favore della costruzione di curricola per tutti, senza particolari "distinzioni penalizzanti".

    This paper attempts to analyze and display the status of current research on Universal Design for Learning (UDL), in the light of recent guidelines, relating to the dissemination of new models, which interpret diversity and help learners with disabilities to gain access to general education curriculum. UDL is a pedagogical model oriented towards the overcoming of the classification of students with disabilities in the school and the creation of a general curriculum for all students, without any "special penalizing distinction". Moreover, this paper analyses the principles, the global value, the diffusion, the effectiveness and the practical application of UDL in the educational field, in order to gain a better understanding and to investigate, identify, propose and develop new researches.

  • Quando i supereroi nascono in classe. La classe perduta e.. ritrovata a San Pietroburgo

    supereroiE’ possibile unire fantasia e realtà per la realizzazione di un progetto inclusivo? Questa è stata la grande sfida che si è deciso di cogliere lavorando con Riccardo, uno studente dalla creatività straripante e con una grande passione per il disegno e il fumetto, che è diventato il filo che ha permesso di unire il suo mondo interiore popolato da supereroi ai suoi compagni. Una classe composta da soli sette studenti, con evidenti difficoltà relazionali, in particolare nei confronti di Riccardo, il compagno “speciale”, sempre seduto in fondo all’aula, e con il quale la comunicazione è limitata a pochi momenti di confronto. Nel cuore della didattica inclusiva, questo progetto vuole dimostrare che la vera trasformazione avviene quando la fantasia di uno studente diventa la scintilla per l'intera classe. Attraverso un percorso coinvolgente e creativo, è stato infatti possibile non solo migliorare le dinamiche di gruppo, ma anche celebrare le qualità uniche di ogni partecipante. Un progetto che ha saputo tessere un ponte tra il mondo interiore e fantastico di Riccardo e la realtà della classe, offrendo una lezione preziosa su come l'apprendimento possa fiorire attraverso la connessione e la valorizzazione delle diversità.

  • Quando la passione diventa didattica: un percorso di orientamento inclusivo

    palloneIl progetto, sviluppato in una classe prima della scuola secondaria di primo grado, nasce dall'incontro tra l'osservazione pedagogica e la passione di Jasmine, studentessa con disabilità che ha trovato nel calcio il proprio canale espressivo. Attraverso tre fasi laboratoriali progressive, l'intera classe ha sperimentato un percorso didattico che integra orientamento e inclusione, valorizzando i talenti individuali e costruendo competenze trasversali. L'esperienza dimostra come un interesse personale possa trasformarsi in leva educativa per generare apprendimento significativo, coesione di gruppo e progettualità orientata al futuro, in un contesto accessibile a tutti gli studenti.

  • Sulle classi differenziali (dedicato ad un collega insegnante)

    classi differenzialiAvrei giurato che fossero estinti da una vita. Forse è perché ho la fortuna di frequentare generalmente persone di un certo spessore umano. Invece no, mi sono sbagliata: incredibilmente, esistono ancora! Li ho sentiti con i miei orecchi, esistono ancora insegnanti che sono per le classi differenziali. Sì, esattamente: aspirano a un bel ghetto, in cui internare -finalmente liberandocene!- i vari alunni “problematici”, quelli con disabilità, disturbi di apprendimento, difficoltà cognitive, DSA, ADHD, QI sotto a un dato livello e naturalmente handicap di vario tipo. Ma è soprattutto “per loro” che lo vogliono, “per il loro bene”, perché “tanto, in una classe di ‘normali’ sentirebbero sempre la loro ‘diversità’; emergerebbe sempre il divario rispetto agli altri e sarebbe frustrante confrontarsi quotidianamente con loro, con quelli bravi,...poverini”.

  • Tails & Trails: un viaggio in cui ogni percorso apre la strada all’inclusione

    Il progetto “Tails & Trails”, sviluppato in una classe II di un Istituto Tecnico ad Indirizzo Agraria, nasce dall’incontro tra l’osservazione attenta e costante del gruppo classe e l’universo interiore di Tommaso, studente con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di Livello 1. La sua profonda passione e conoscenza del mondo animale si è trasformata in una straordinaria occasione formativa, capace di orientare la classe lungo un percorso di crescita individuale e collettiva. Attraverso tre fasi progressive, gli studenti hanno intrapreso un vero e proprio viaggio didattico, in cui ogni tappa ha permesso di valorizzare unicità, accendere motivazioni, creare connessioni e rendere tangibile l’inclusione.

  • Tecnologie emergenti e inclusione scolastica: un’esperienza didattica con l’intelligenza artificiale

    AIL'articolo presenta un’esperienza di tirocinio realizzata in una scuola secondaria di secondo grado, finalizzata alla promozione dell’inclusione attraverso l’integrazione di metodologie attive, tecnologie digitali e linguaggi espressivi. Il progetto ha coinvolto una studentessa con disabilità all’interno di un percorso interdisciplinare centrato sul tema del monachesimo medievale.
    Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dei punti di forza dell’alunna — in particolare le competenze digitali — come leva per il potenziamento delle abilità comunicative e relazionali. L’impiego dell’intelligenza artificiale, attraverso strumenti di sintesi vocale e ambienti immersivi, è stato concepito non come fine ma come mediatore didattico, capace di facilitare la partecipazione e ridurre le barriere all’apprendimento. Il contributo intende offrire spunti operativi e riflessioni critiche per una didattica inclusiva che integri in modo consapevole l’innovazione tecnologica.

  • Tessere relazioni: istruzioni per l’uso

    MoodLa riflessione pedagogica degli ultimi decenni ha evidenziato l'importanza del clima di classe quale strumento in grado di creare “luoghi” che possono influenzare il modo in cui ognuno si pone di fronte alle diversità e dove  tutti gli studenti si possono sentire valorizzati e supportati nel loro percorso di sviluppo.
    Il progetto descritto è un esempio di intervento inclusivo che si è posto l’obiettivo di  stimolare l’acquisizione di competenze comunicative e relazionali tra pari al fine di promuovere un clima positivo e collaborativo che possa sostenere l’apprendimento attraverso le interazioni, l’arte e la creatività. Il coinvolgimento attivo dei  compagni di classe, nella funzione di supporto, non è stato solo a beneficio della studentessa con disabilità, ma anche della convinzione che il contatto con la sua fragilità possa rappresentare un'occasione per maturare alcuni valori civili fondamentali, come la reciproca interdipendenza, la solidarietà e il senso di appartenenza ad un gruppo.

  • Tra silenzi e parole: dalla frammentazione dadaista al racconto condiviso

    “La magia, la necessità di credere nei sogni e il valore dell’Amicizia sono al centro di tutti i racconti. I brani raccontano con efficacia, semplicità, fantasia e proprietà di linguaggio il tema che era stato assegnato, senza perdere di vista la realtà della vita quotidiana”. In questa citazione è racchiusa l'essenza del progetto educativo realizzato presso un Liceo Musicale di Verona, incentrato sull'inclusione scolastica attraverso la scrittura creativa collaborativa.
    L'iniziativa, che ha coinvolto una classe prima di 28 studenti di cui uno con disabilità, si è articolata attorno alla partecipazione al concorso letterario "Con Ali di carta, la narrazione che cura" dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. Il progetto ha integrato metodologie didattiche innovative - dal caviardage al dadaismo letterario, dallo storytelling collaborativo alle tecnologie digitali - con l'obiettivo di promuovere l'inclusione, sviluppare competenze comunicative e favorire la collaborazione tra pari. 

  • Tutele per gli assistenti alla autonomia e comunicazione degli alunni con disabilità

    disabiliGli assistenti alla autonomia e comunicazione, gli operatori socio educativi che supportano gli alunni con disabilità sensoriali, psicofisiche a scuola chiedono tutele e stabilizzazione.
    Si fa portavoce della richiesta la FIRST (Federazione italiana rete sostegno tutela diritti delle persone con disabilità), e interessa 50mila operatori a sostegno dei processi di inclusione scolastica. Si tratta di una figura professionale prevista dall’articolo 13 della L.104/92, non è attualmente normata, per la quale manca una definizione univoca per quanto riguarda ruoli, funzioni, percorsi formativi e trattamenti economici. 

  • Un ob(b)iettivo può fare la differenza

    L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.

  • Un progetto di inclusione scolastica con l’uso della C.A.A.

    caaL’articolo presenta un progetto inclusivo da rivolgere ad una prima classe della Scuola Primaria in cui è presente un compagno con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Utilizzando strumenti alternativi al linguaggio orale, i bambini impareranno che la comunicazione è necessaria per esprimersi, relazionarsi ed entrare in contatto con l’ambiente circostante e che questo è fondamentale anche per chi è impossibilitato ad usare la parola.

  • Un viaggio nelle arti per conoscerci e riconoscerci: metodologie inclusive nella scuola secondaria

    È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
    Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti. 

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