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Gli assistenti alla autonomia e comunicazione, gli operatori socio educativi che supportano gli alunni con disabilità sensoriali, psicofisiche a scuola chiedono tutele e stabilizzazione.
Si fa portavoce della richiesta la FIRST (Federazione italiana rete sostegno tutela diritti delle persone con disabilità), e interessa 50mila operatori a sostegno dei processi di inclusione scolastica. Si tratta di una figura professionale prevista dall’articolo 13 della L.104/92, non è attualmente normata, per la quale manca una definizione univoca per quanto riguarda ruoli, funzioni, percorsi formativi e trattamenti economici.
L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.
L’articolo presenta un progetto inclusivo da rivolgere ad una prima classe della Scuola Primaria in cui è presente un compagno con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Utilizzando strumenti alternativi al linguaggio orale, i bambini impareranno che la comunicazione è necessaria per esprimersi, relazionarsi ed entrare in contatto con l’ambiente circostante e che questo è fondamentale anche per chi è impossibilitato ad usare la parola.
È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti.
Nel panorama educativo contemporaneo, la scuola è chiamata a confrontarsi con una sfida sempre più complessa e, insieme, sempre più necessaria: tenere insieme apprendimento disciplinare, inclusione e orientamento al progetto di vita degli studenti. In questa prospettiva si colloca l’esperienza “ETA Viaggi: eco-travel agency”, un percorso didattico realizzato in una classe quarta di un Istituto professionale, nato dall’intento di costruire un’attività capace di integrare educazione civica, competenze digitali e metodologie collaborative, promuovendo partecipazione, autonomia e consapevolezza.
Fin dall’inizio, il progetto non è stato pensato come una semplice sequenza di attività scolastiche, ma come un’esperienza concreta e significativa, in grado di mettere gli studenti nella condizione di agire, scegliere, confrontarsi e costruire insieme un prodotto comune. In questo senso, la proposta si è configurata come un autentico laboratorio di vita, nel quale i contenuti disciplinari hanno trovato senso dentro un compito reale e condiviso.
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