#sostegno

  • Il tuo mondo è il nostro mondo. Insieme per...l'autismo

    Dalla passione per la musica di Biagio, studente con sindrome di Asperger, è nata una canzone sull’autismo che ha trasformato la classe in un laboratorio di autentica inclusione.
    La musica, linguaggio educativo e universale, ha stimolato collaborazione, empatia e partecipazione, migliorando il clima scolastico e mostrando il valore della diversità come strumento di coesione e crescita comune, capace di far emergere talenti, costruire legami e dare un senso profondo all’essere insieme a scuola.

  • Il viaggio dell’eroe come metafora inclusiva

    viaggioL'articolo documenta un'esperienza di didattica inclusiva realizzata in una classe prima della scuola secondaria di primo grado, dove la metafora del viaggio e lo studio dell'Odissea sono diventati strumenti per promuovere competenze relazionali ed emotive. Il percorso interdisciplinare ha integrato teatro, tecnologie digitali e metodologie collaborative, valorizzando i talenti individuali e rispondendo ai bisogni specifici di un alunno con disabilità. La realizzazione di uno spettacolo teatrale arricchito da scenografie multimediali ha evidenziato come il riconoscimento delle risorse di ciascuno possa trasformare le criticità in opportunità di crescita collettiva.

  • Ingranaggi di inclusione: come la Prima Rivoluzione Industriale ha rivoluzionato una classe

    Il progetto "Ingranaggi di inclusione", nasce dalla volontà di trasformare la didattica in un'esperienza autentica, coinvolgente e realmente accessibile a ogni studente. Attraverso un percorso interdisciplinare dedicato alla Prima Rivoluzione Industriale, si è costruito uno spazio educativo in cui ciascun alunno ha potuto assumere un ruolo da protagonista, valorizzando le proprie specificità e potenzialità. L'integrazione di linguaggi diversi – digitale, teatrale, artistico e della moda – ha permesso di avvicinare un contenuto storico apparentemente distante alla realtà degli studenti, trasformandolo in una narrazione collettiva ricca di significato. Il progetto si è proposto di motivare ogni partecipante attraverso metodologie inclusive, favorendo l'emergere delle competenze individuali e creando connessioni significative tra dimensione storica e contemporaneità, tra apprendimento formale e esperienza di vita.

  • Io caleidoscopio: raccontiAMO in due lingue

    caleidoscopio L'articolo illustra un progetto inclusivo che pone al centro l'esperienza di Kamali, uno studente portatore di una duplice ricchezza: il suo patrimonio culturale e una speciale percezione del mondo. L'iniziativa si sviluppa attorno alla valorizzazione della lingua madre e delle radici culturali come strumenti di costruzione identitaria e di dialogo interculturale.
    Attraverso metodologie innovative quali lo storytelling bilingue e la lettura immersiva, il percorso ha creato un ambiente di apprendimento dove le differenze individuali diventano risorse condivise. Le attività proposte hanno promosso non solo competenze linguistiche e narrative, ma hanno anche favorito lo sviluppo dell'empatia e della collaborazione tra gli studenti.
    L'esperienza dimostra come la scuola possa trasformarsi in un autentico laboratorio di inclusione, dove il percorso di Kamali diventa paradigmatico di come le apparenti barriere possano trasformarsi in opportunità di arricchimento per l'intera comunità educante.

  • La Progettazione Universale nella formazione della classe inclusiva

    UDL_TFAL'articolo documenta un'esperienza di ricerca-azione condotta presso un liceo scientifico, finalizzata alla promozione di pratiche inclusive attraverso il superamento delle tradizionali barriere didattiche e relazionali tra studenti con differenti profili di funzionamento. L'intervento si propone di evidenziare come l'interazione autentica tra pari possa costituire un fattore di sviluppo delle competenze sociali e di cittadinanza attiva per l'intera comunità scolastica. Il progetto è stato realizzato in un contesto istituzionale caratterizzato da elevati standard e da una cultura organizzativa tradizionalmente orientata alla selezione, elementi che hanno determinato una limitata presenza di studenti con Bisogni Educativi Speciali e una certa resistenza verso l'adattamento dei percorsi curricolari. In risposta a tali criticità, l'approccio metodologico adottato si è fondato sui principi della Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning), con l'obiettivo di promuovere un cambiamento sistemico nelle pratiche educative e favorire lo sviluppo di una cultura dell'inclusione condivisa da tutti gli attori del processo formativo.

  • Letteratura accessibile: strategie per l'insegnamento dei Promessi Sposi nella scuola secondaria

    Come avvicinare gli studenti ai grandi classici della letteratura, trasformando quello che spesso viene percepito come un ostacolo in un'opportunità di crescita condivisa? Il progetto "I Promessi Sposi – Le Avventure di Renzo e Lucia" propone una strada concreta e sperimentata in aula, che integra cooperative learning, tecnologie digitali e Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) per rendere il capolavoro manzoniano accessibile e coinvolgente per ogni studente della classe. L'esperienza didattica si basa su un approccio multimodale che valorizza i diversi stili di apprendimento attraverso canali comunicativi multipli: le immagini e i fumetti supportano la comprensione narrativa, la musica e le audio-narrazioni facilitano la memorizzazione e l'identificazione emotiva, mentre le tecnologie digitali permettono un'interazione attiva con i contenuti. 

  • L’accessibilità didattica con le TIC e la formazione degli insegnanti. Alcune evidenze d’indagine

    TICL’articolo presenta l’indagine realizzata all’Università dell’Aquila tra gli insegnanti in formazione sul sostegno didattico in merito all’utilizzo delle tecnologie informatiche nella progettazione di una didattica accessibile e utile a favorire l’apprendimento degli alunni con disabilità.

  • L’inclusione scolastica e l’ineludibilità di una formazione speciale dei docenti

    inclusione astrattaL’articolo propone una breve riflessione sulla necessità che tutti i docenti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, condividano saperi derivanti dalla pedagogia speciale, al fine di costruire una scuola realmente inclusiva per tutti gli alunni e le alunne.

    Introduzione

    La promozione dell’inclusione a scuola richiede il ricorso a modelli pedagogici e didattici utili a progettare l’agire educativo speciale: un agire rivolto a tutti gli alunni e le alunne, soprattutto laddove sussistono situazioni caratterizzate da bisogni educativi speciali (Muscarà, 2023; Focaroli, 2022; Iori, 2018; dalle Fratte, 2001; Pellerey, 1998).

    Le esperienze scolastiche e le ricerche presenti in letteratura hanno dimostrato come l’inclusione sia un processo complesso, difficile da realizzare, che per questo non può basarsi sull’improvvisazione didattica, senza un progetto pedagogico appositamente pensato e costruito (Canevaro, Ciambrone & Nocera, 2021; Capperucci & Franceschini, 2019; Covelli, Gardou & De Anna, 2018).

    Per essere realizzata con scientificità, è utile considerare l'inclusione come una ricerca-azione: un processo che prende l'avvio dall'investigazione sistematica, dunque dall’elaborazione di ipotesi da validare e/o da falsificare. Alla stessa stregua della ricerca, l’inclusione non può essere un processo “perfetto”, pienamente raggiunto in modo definitivo, perché si sviluppa attraverso l’elaborazione continua di proposte, di soluzioni sempre più efficaci, che falsificano, verificano e/o modificano teorie e pratiche conosciute, in raccordo con le continue mutazioni della scuola e della società.

    L’inclusione mira a realizzare l’uguaglianza formale e sostanziale nei processi formativi, attraverso la condivisione nella comunità scolastica di valori e principi, a partire dalla solidarietà, eguaglianza, diversità e accoglienza. L’inclusione richiede, inoltre, l’organizzazione attenta dei contesti di apprendimento, l’utilizzo di metodologie e strumenti didattici efficaci (Franceschini, 2019).

    Il docente tra sperimentazione e progettazione didattica

    In questo processo, il cui sviluppo non è affatto semplice, i docenti rivestire un ruolo impegnativo. Indossando gli abiti di registi pedagogici all’interno di un teatrodi azioni e di innumerevoli e variegati scenari, essi devono adottare modelli teorici consolidati, implementando e sperimentando quotidianamente e in modo continuo pratiche didattiche sempre più innovative, pensate e progettate per promuovere e favorire la convivenza scolastica, l’appartenenza a gruppi, la valorizzazione delle differenze, la crescita formativa di ogni alunno e alunna, indipendentemente dai suoi bisogni educativi. Attraverso tali pratiche i docenti si sforzano di coniugare costantemente la ricercacon l’azione in modo circolare, la riflessione pedagogica con l’azione didattica, mantenendo attivo un processo di ricerca educativa speciale per l’inclusione di tutti e di ciascuno.

    L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli utenti registrati.


    Autore: Corrado Muscarà,ricercatore di “Didattica e pedagogia speciale” presso l’Università degli Studi di Catania, dove insegna “Pedagogia speciale” nei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, in Scienze motorie e altre materie dello stesso settore nei corsi TFA Sostegno dell’Università di Catania.


    copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 7, Luglio 2024
  • Manualità e inclusione nella didattica laboratoriale: "La Bottega di Mastro Cartaio"

    cartaNell'attuale contesto educativo, caratterizzato da una crescente digitalizzazione che ridefinisce le pratiche di insegnamento-apprendimento, emerge la necessità di riconsiderare il ruolo della manualità nei processi formativi. Il presente contributo illustra un'esperienza didattica condotta in una classe prima di scuola secondaria di primo grado, volta a promuovere un approccio pedagogico integrato che coniuga azione concreta ed esplorazione attiva. L'intervento si propone di valorizzare la dimensione esperienziale dell'apprendimento, integrando la pratica manuale con i saperi disciplinari tradizionali. Attraverso attività laboratoriali che privilegiano il fare riflessivo, si intende offrire agli studenti strumenti conoscitivi e operativi per sviluppare capacità critiche e affrontare con consapevolezza la complessità del reale. L'esperienza si configura come un percorso che, partendo dall'azione concreta, conduce alla riflessione metacognitiva, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali funzionali alla crescita personale e all'inclusione.

  • Metodologie ludico-didattiche per la costruzione di comunità di apprendimento inclusive

    giocoIl presente contributo descrive un progetto educativo incentrato sulla promozione dell'inclusione attraverso metodologie laboratoriali e approcci ludico-didattici. L'intervento si fonda sul principio che l'inclusione autentica richiede la partecipazione attiva di tutti gli studenti, valorizzando i punti di forza dei "giocatori" e le loro abilità come punto di partenza per lo sviluppo di competenze nella zona di sviluppo prossimale di ciascun alunno. La proposta didattica mira a ridefinire la relazione educativa superando visioni riduttive che identificano lo studente con la sua eventuale disabilità, promuovendo invece una prospettiva che riconosce ogni alunno come risorsa e protagonista del processo di apprendimento. Attraverso attività strutturate che coinvolgono competenze trasversali oltre a quelle strettamente cognitive, il progetto favorisce lo sviluppo della consapevolezza metacognitiva degli studenti rispetto ai propri processi di apprendimento e agli strumenti didattici utilizzati.

  • Mi ricordo che…EquiLibri tra passato e presente

    La creazione di un libro, disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sui giochi tradizionali del passato rappresenta il punto di partenza di un interessante percorso didattico volto a valorizzare le potenzialità e gli interessi di un alunno con bisogni educativi speciali, nello specifico un disturbo dello spettro autistico. L'intervento, si focalizza sulla modificazione del contesto attraverso l'introduzione di facilitatori e la riduzione delle barriere all'apprendimento, nell'ottica di promuovere una didattica realmente inclusiva. 
    Il coinvolgimento attivo dei nonni e di altre figure significative della comunità ha permesso di costruire un ponte tra scuola e territorio, alimentando la motivazione e la curiosità degli studenti. Quello che inizialmente era stato concepito come un semplice prodotto si è rivelato un efficace strumento per affrontare una sfida educativa complessa, divenendo il veicolo attraverso cui sperimentare l'inclusione nella sua accezione più ampia.

  • Moda e armonia: creatività e sostenibilità in passerella

    modaI disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una condizione importante che può avere un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre. Quelli più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating. Tali disturbi possono alterare la percezione del proprio corpo e costituire una barriera per la strutturazione di relazioni, soprattutto in età adolescenziale, e avere conseguenze comportamentali e sulle abilità cognitive. Negli ultimi anni, l’età media di chi ne soffre è scesa sempre di più, con un esordio sempre più precoce e un aumento di casi soprattutto a seguito della pandemia da COVID-19. In questo panorama, la scuola deve quindi essere un punto di riferimento stabile per garantire il benessere psicofisico degli studenti con disturbi del comportamento alimentare e per rispondere in modo adeguato ai loro bisogni educativi e relazionali.

  • Note di cambiamento: una metamorfosi musicale tra inclusione, parole e tecnologie

    musicaL'inclusione scolastica rappresenta un processo complesso e dinamico che si fonda sulla creazione di contesti relazionali ed educativi in cui ogni alunno possa sentirsi accolto e valorizzato. Il presente contributo illustra l'esperienza del progetto "Metamorfosi... musicale", un intervento didattico-educativo che ha posto al centro la costruzione di relazioni significative tra pari, l'attenzione personalizzata alle specificità individuali e l'utilizzo della musica come linguaggio universale e strumento di mediazione interdisciplinare.La musica, con le sue caratteristiche di accessibilità e universalità comunicativa, si è dimostrata uno strumento efficace per favorire l'inclusione e promuovere il successo formativo di tutti gli studenti. L'esperienza è stata condotta in un ambiente scolastico particolarmente accogliente, dove un alunno con Sindrome di Costello ha potuto partecipare attivamente ai processi di apprendimento, trovando nella collaborazione dei compagni e nella creatività collettiva gli strumenti necessari per superare le barriere e raggiungere gli obiettivi educativi prefissati.

  • Oltre le competenze: ripensare la formazione del docente specializzato

    insegnante sostegnoMuovendo da considerazioni generali sulle zone d’ombra della via italiana all’inclusione scolastica, il presente contributo ragiona sulle competenze e sul profilo professionale dell’insegnante specializzato. Si sostiene la necessità di andare oltre la logica delle competenze che devono essere affiancate da alcuni abiti mentali. Tra questi si individuano come particolarmente rilevanti la leadership, l’autoefficacia, l’agency e la cura. Facendo riferimento al caso di un’alunna non vedente, si perviene alla convinzione che l’insegnante specializzato debba essere equipaggiato anche con solide competenze specialistiche. Si giunge quindi alla conclusione che il Corso di specializzazione in sostegno didattico agli alunni con disabilità, disegnato con DM del 30 settembre 2011, non sia sufficiente a preparare adeguatamente i futuri docenti di sostegno. Si propone quindi di riprogettare la formazione iniziale degli insegnanti specializzati, attivando un Corso di Laurea dedicato a questo scopo.

     

    Introduzione

    La via italiana all’inclusione, incentrata sulla figura dell’insegnante specializzato, è un modello ancora imperfetto, un cantiere aperto (Lascioli, 2012) e nonostante sia stata spesso additata a livello internazionale come esempio da seguire, non possiamo esimerci dal prendere in considerazione le zone d’ombra che ancora la caratterizzano. L’inclusione è uno sforzo collettivo a cui tutte le componenti del sistema scuola devono contribuire (Booth & Ainscow, 2014). Tuttavia, limitando lo sguardo anche solo al corpo docente, questo non sembra avvenire. Ciambrone (2014, 2018) descrive la tendenza alla delega, ossia la propensione degli insegnanti curricolari a non farsi carico degli alunni con disabilità, in quanto ritenuti di competenza esclusiva dell’insegnante specializzato. Ciò porta all’isolamento dell’alunno con disabilità e del “suo” insegnante (Fiorucci, 2016). Inoltre, insegnanti curricolari e specializzati non lavorano in modo sinergico e non collaborano alla stesura del Piano Educativo Individualizzato (Devecchi et al., 2012; Chiappetta Cajola, 2007, 2015; Associazione TreeLLLe, Caritas Italiana & Fondazione Agnelli, 2011; Canevaro et al., 2011; Ianes, Demo & Zambotti, 2011). Questo comporta il rischio che all’insegnante specializzato non sia riconosciuta de facto la contitolarità della classe e che la sua attività venga circoscritta esclusivamente entro la diade insegnante di sostegno-alunno con certificazione. È stato rilevato come gli insegnanti curricolari ritengano che l’insegnante specializzato si debba occupare solo degli alunni con disabilità (Fiorucci, 2016) e che non debba “interferire” con le altre attività didattiche. Nello stesso studio, commentando quanto emerso da alcuni focus group svolti con insegnanti curricolari e specializzati, l’autore scrive che «esistono molti insegnanti di sostegno che “usano” questa esperienza per stabilizzarsi nel lavoro. Sono insegnanti che nelle scuole cercano di scegliere il “caso” più facile o, al contrario, i casi difficili che lascino loro il dominio del tempo scuola» (Fiorucci, 2016, p.28).

    Queste convinzioni possono mettere in discussione la professionalità dell’insegnante specializzato e ne compromettono l’agency educativa (la definizione è trattata in uno specifico paragrafo dell’articolo) assai più della scarsità di risorse per l’inclusione. La riforma della “Buona Scuola” (Legge n. 107/2015), pur con alcune innovazioni importanti, non pare in grado di superare le criticità evidenziate in letteratura ed anzi riafferma il principio della delega all’insegnante di sostegno e conseguente deresponsabilizzazione degli insegnanti curricolari (Santi & Ruzzante, 2016). Di fatto, la via italiana all’inclusione scolastica è in una fase di stagnazione. Pare che «nell’immagine che chi ci governa ha della scuola non rientri più di tanto l’idea che chi si occupa di un soggetto con bisogni speciali debba avere delle competenze professionali» (Canevaro, 2021, p.18).

    Non è stato risolto il nodo della continuità educativa per gli alunni con disabilità e «l’immagine sociale del sostegno è legata a ruoli subordinati e marginali da cui chi può scappa» (Canevaro & Ianes, 2019, p. 245).

    Oltre le competenze: ruolo e abiti mentali dell’insegnante specializzato

    Il profilo del docente specializzato è descritto nell’art. 2, Allegato A, del D.M. 30 settembre 2011. Il docente specializzato […] assume la contitolarità della sezione e della classe in cui opera, partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti […]. Offre la sua professionalità e competenza per apportare all'interno della classe un significativo contributo.

    Il Decreto elenca le conoscenze, capacità e competenze, attese in uscita dal Corso di specializzazione. Ne disegna quindi la struttura complessiva, indicando le discipline, divise tra insegnamenti teorici e laboratori, e i Settori Scientifico Disciplinari di riferimento, senza tuttavia esplicitare i contenuti da trattare. Alla luce delle criticità sopracitate, sembra evidente che il profilo dell’insegnante specializzato descritto dal DM 30 settembre 2011 non trovi una perfetta corrispondenza con il dispositivo formativo che opera nella comunità scolastica, ossia l’insieme di “norme” – scritte e non scritte – che regolano l’assunzione di responsabilità e la possibilità di introdurre cambiamenti da parte degli insegnanti e che al contempo ne incentivano o sanzionano i comportamenti (Federighi, 2018). C’è da chiedersi, quindi, se le competenze previste dal Decreto siano sufficienti a comporre il profilo desiderato, o se, ed è questo il parere di chi scrive, sia necessario rivederle o integrarle anche alla luce dei più recenti orientamenti internazionali in materia di formazione dei docenti.

    L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.


    Autore: Marco Andreoli, dottorando in Pedagogia Speciale presso l’Università di Verona. Fondatore di “Yeah” cooperativa sociale.


    copyright © Educare.it - Anno XX, N. 12, Dicembre 2021
  • Pride... or Prejudice? Dal pregiudizio al contrasto alle discriminazioni

    Il presente contributo analizza un'esperienza di tirocinio presso un Liceo delle Scienze Umane, focalizzandosi sull'implementazione di pratiche didattiche inclusive attraverso un approccio di ricerca-azione. L'intervento ha coinvolto una classe seconda con particolare attenzione all'inclusione di una studentessa con sindrome di Down, rappresentando un'opportunità per sperimentare metodologie innovative nell'ambito della differenziazione didattica.
    Il progetto "Pride... or Prejudice? Dal pregiudizio al contrasto alle discriminazioni" ha costituito il fulcro dell'intervento educativo, integrando diverse metodologie attive quali la flipped classroom, la group investigation e l'utilizzo strategico di tecnologie digitali per la creazione di prodotti multimediali inclusivi. L'esperienza si è sviluppata attraverso un modello di co-docenza che ha favorito la personalizzazione degli apprendimenti e la valorizzazione delle diversità individuali. L'analisi dell'intervento evidenzia le potenzialità delle metodologie collaborative strutturate nel promuovere competenze trasversali e cittadinanza attiva, offrendo spunti di riflessione per la formazione docenti e lo sviluppo di pratiche educative innovative.

  • Tails & Trails: un viaggio in cui ogni percorso apre la strada all’inclusione

    Il progetto “Tails & Trails”, sviluppato in una classe II di un Istituto Tecnico ad Indirizzo Agraria, nasce dall’incontro tra l’osservazione attenta e costante del gruppo classe e l’universo interiore di Tommaso, studente con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di Livello 1. La sua profonda passione e conoscenza del mondo animale si è trasformata in una straordinaria occasione formativa, capace di orientare la classe lungo un percorso di crescita individuale e collettiva. Attraverso tre fasi progressive, gli studenti hanno intrapreso un vero e proprio viaggio didattico, in cui ogni tappa ha permesso di valorizzare unicità, accendere motivazioni, creare connessioni e rendere tangibile l’inclusione.

  • Tessere relazioni: istruzioni per l’uso

    MoodLa riflessione pedagogica degli ultimi decenni ha evidenziato l'importanza del clima di classe quale strumento in grado di creare “luoghi” che possono influenzare il modo in cui ognuno si pone di fronte alle diversità e dove  tutti gli studenti si possono sentire valorizzati e supportati nel loro percorso di sviluppo.
    Il progetto descritto è un esempio di intervento inclusivo che si è posto l’obiettivo di  stimolare l’acquisizione di competenze comunicative e relazionali tra pari al fine di promuovere un clima positivo e collaborativo che possa sostenere l’apprendimento attraverso le interazioni, l’arte e la creatività. Il coinvolgimento attivo dei  compagni di classe, nella funzione di supporto, non è stato solo a beneficio della studentessa con disabilità, ma anche della convinzione che il contatto con la sua fragilità possa rappresentare un'occasione per maturare alcuni valori civili fondamentali, come la reciproca interdipendenza, la solidarietà e il senso di appartenenza ad un gruppo.

  • Tra silenzi e parole: dalla frammentazione dadaista al racconto condiviso

    “La magia, la necessità di credere nei sogni e il valore dell’Amicizia sono al centro di tutti i racconti. I brani raccontano con efficacia, semplicità, fantasia e proprietà di linguaggio il tema che era stato assegnato, senza perdere di vista la realtà della vita quotidiana”. In questa citazione è racchiusa l'essenza del progetto educativo realizzato presso un Liceo Musicale di Verona, incentrato sull'inclusione scolastica attraverso la scrittura creativa collaborativa.
    L'iniziativa, che ha coinvolto una classe prima di 28 studenti di cui uno con disabilità, si è articolata attorno alla partecipazione al concorso letterario "Con Ali di carta, la narrazione che cura" dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. Il progetto ha integrato metodologie didattiche innovative - dal caviardage al dadaismo letterario, dallo storytelling collaborativo alle tecnologie digitali - con l'obiettivo di promuovere l'inclusione, sviluppare competenze comunicative e favorire la collaborazione tra pari. 

  • Un ob(b)iettivo può fare la differenza

    L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.

  • Un viaggio nelle arti per conoscerci e riconoscerci: metodologie inclusive nella scuola secondaria

    È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
    Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti. 

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