Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

  • Categoria: Adolescenza

Una preadolescente e la mamma con disabilità

genitori disabiliBuongiorno, sono la mamma di una bambina di 10 anni. Mia figlia è una bambina molto dolce e buona ma che, in alcuni momenti, si trasforma terribilmente.
Purtroppo io sono una mamma handicappata. Riesco a svolgere la maggior parte delle mansioni quotidiane ma, nel mio corpo tutto risulta essere "goffo", lento.

Quando mio marito ed io abbiamo scelto di avere un figlio, mi sono sottoposta a tutta una serie di analisi genetiche per avere la certezza che il mio problema non fosse ereditario ed infatti Francesca è nata sana e prefetta.
Ora non so se per l'età, per ribellione o per qualche altro motivo, la bambina appare quasi sempre arrabbiata con me. Nella coppia genitoriale indubbiamente sono io quella più severa ben sapendo che solo con una volontà di ferro si posso ottenere dei risultati. Mio marito è molto permissivo essendo anche gravemente malato di cuore e non potendo sopportare alcun stress emotivo. Francesca, che per me rappresenta la vita, sembra vivermi come la sua più grande nemica, tranne poi, avere dei momenti di una tenerezza e dolcezza speciale. Come posso fare a farla crescere sana e forte emotivamente?

 

 

Cara mamma

ho letto con attenzione la sua lettera dalla quale emerge una grande consapevolezza del suo ruolo educativo e anche qualche timore rispetto al “risultato” dopo tanti sforzi aggravati da una menomazione fisica che, forse, le conferisce un senso di inadeguatezza diffuso.

Mi sento di rassicurarla immediatamente rispetto alla sua preoccupazione che la sua (ormai non più) bambina non cresca “sana e forte emotivamente” a causa delle problematiche fisiche dei genitori. Spesso sono proprio gli ostacoli della vita a rendere piu' forti le persone direttamente coinvolte.

L'educazione emotiva dei figli rappresenta certamente un aspetto molto importante ma che non richiede, tuttavia, una “volonta' di ferro”. Al contrario il mio consiglio è proprio quello di privilegiare uno stile educativo autorevole ma mai autoritario o eccessivamente rigido.

Consideri che proprio verso i 10 anni i bambini tendono a voler affermare se stessi, la propria autonomia, mettendosi alla prova e scoprendo i confini nelle relazioni con le figure adulte di riferimento, genitori in primis. Questo puo' creare momenti di tensione e conflitto che dovrebbero essere gestiti non con il “braccio di ferro” ma con tanta pazienza e spirito di comprensione.

L'educazione è un percorso di crescita dove non ci devono essere né vincitori né vinti. Per ogni bambino che cresce c'è un adulto che cresce e che cambia.

A volte è necessario compiere un passo indietro rispetto all’interventismo dilagante: ascoltare, stare in panchina, rispettare i tempi della bambina, anche se agli occhi degli adulti possono sembrare troppo lunghi. Comprendere appieno i bisogni di sua figlia nel rispetto della sua natura e dei suoi tempi significa occuparsi della relazione molto di piu' che non intervenendo continuamente con critiche, rimproveri e istruzioni.

Provi ad indossare un nuovo paio di occhiali le cui lenti vedono solo cio' che è positivo. Concentrarsi solo sulle doti, le competenze e le qualita' di sua figlia la aiuterà ad aumentare l'autostima e a creare un legame di complicita'. Eviti il più possibile di arrivare al conflitto, in questa fase in cui non fa che terra bruciata intorno a se'.

L'educazione è un percorso che richiede continui “aggiustamenti” e revisioni perchè riguarda esseri in crescita ed è per questo che la “volonta' di ferro”, che manca totalmente di plasticità, è una metodologia che, seppur a volte consenta di arrivare alla meta, puo' creare troppi danni. Stabilisca poche regole con fermezza ma conduca lei stessa la bambina, con la dolcezza e l'esempio, al rispetto di queste. Eviti il giudizio: essere giudicati spesso umilia, mortifica e paralizza.

Se vuole piu' dolcezza dalla sua bambina le dia piu' dolcezza. Se vuole piu' rispetto provi a ripensare quando e come sua figlia potrebbe non essersi sentita rispettata.

Divida questo “carico educativo” e le gioie del percorso con suo marito. Potreste provare ad abbandonare le vecchie abitudini inefficaci optando per una nuova politica familiare condivisa che vi renda piu' uniti ed entrambi partecipi in egual misura nell'educazione di vostra figlia.

Il seme che pianterete insieme oggi farà crescere un frutto domani, secondo ritmi e tempi che nessuno può prevedere a priori. Buona fortuna!

 


copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 12, Dicembre 2014

 

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