Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

  • Categoria: Adolescenza

Bugie e foto porno

Ho un figlio di 13 anni bello alto gentile e buono, introverso, io e mia moglie facciamo fatica a comunicare con lui. A scuola (ha frequentato la seconda media ed è stato promosso in terza ma con fatica) non si impegna non perché sia stupido, ma perché è svogliato, ci racconta sempre delle bugie di tutti i tipi. Ultimamente cerca su internet o dai suoi amici foto o pubblicazioni porno. Noi cerchiamo di parlargli, ma lui rifiuta si arrabbia e si chiude in se stesso. Fa dello sport di gruppo, però non ha nessun interesse né per lo sport né per altre cose. 

Cerchiamo di stare insieme a lui più tempo possibile perché non si senta solo, ma dobbiamo pure lavorare. Abbiamo anche un'altra figlia di 9 anni, è l'opposto del fratello. 
Vi chiedo gentilmente un consiglio e se ci sono dei software che impediscano l'accesso a certi siti in internet. 
Grazie di cuore.

 

Gentile signore,
può - e in che modo - un software di restrizione d’accesso a determinati siti Internet risolvere questi problemi dell’età evolutiva e dissolvere nel nulla le curiosità degli adolescenti?

“L’OCCASIONE RENDE L’UOMO LADRO” dice un vecchio proverbio, ma è altrettanto vero che “il ladro si crea l’occasione buona” ed è sovente un vero artista in questo.
L’ADOLESCENZA è un’età piena di curiosità e fame di conoscere e sapere. Ogni adolescente è in un certo senso un “ladro”: un LADRO DI NOVITÀ. Un “ladro buono” dunque. Un ladro che ruba il “cibo” del quale ha bisogno o del quale crede di aver bisogno o che vuole comunque assaggiare.

Tra i “CIBI” più ricercati in quest’età ci sono senz’altro quelli che “NUTRONO” i giovani nella loro ricerca di un’ identità sessuale. Qualche RISCHIO DI INDIGESTIONE? Come no. Ma la soluzione non è quella di vietare un determinato cibo o far sì che non sia accessibile (software-filtro, restrizioni d’accesso ad Internet) e che il giovane si procurerebbe comunque per altre vie, per esempio da un amico. Le VIDEOTECHE dove noleggiare videocassette porno sono davvero tante. Anzi, le qualità acustico-visive di una videocassetta sono indubbiamente superiori a quelle della rete. Le RIVISTE PORNO sono egualmente numerose e hard (aggettivo frequentemente associato al termine porno, dall’inglese forte, duro, estremo) anche se nelle vetrine è che esposta solo una minima parte soft (dall’inglese morbido). Ma anche se non ci fossero né siti porno, né videocassette porno, né riviste porno, ci sarebbe comunque ancora del “cibo” (stando alla nostra metafora) in abbondanza: i DISCORSI SUL SESSO tra coetanei, gli INPUT EROTICI di tipo visivi o acustico sentiti chissà dove e chissà da chi, i SOGNI, quelli ad occhi chiusi o quelli ad occhi aperti. Le FANTASIE e le IMMAGINAZIONI dei giovani sono un punto importante da prendere in considerazione, e in tanti casi possono pesare molto di più delle attuali influenze esterne (internet ecc.).

Fantasie, curiosità, paure, attese, immaginazioni, vergogne… Gli anni dell’adolescenza sono caratterizzati da sentieri a volte sereni a volte tormentosi. Quasi sempre tortuosi. Insomma, un LABIRINTO. L’inattesa nuova CONSAPEVOLEZZA del PROPRIO CORPO nella sua concretezza quotidiana può spaventare (cfr. ad esempio nella sezione Domande  & Risposte Come si diventa gay”) o incuriosire, può suscitare emozioni nuove e forti come la vergogna o il disgusto, può essere accettata serenamente, o al contrario con amara rassegnazione, o ancora, essere ferocemente combattuta.

Il ruolo dei genitori nella fase del LABIRINTO ADOLESCENZIALE è molto delicato: infatti, un labirinto visto dall’alto non disorienta tanto, però dal momento che ci si inabissa per affiancare il giovane passo per passo, l’uscita dal labirinto può diventare difficile anche per lo stesso genitore. In “Capire mio figlio” scrissi: Fondamentalmente IL-VOLERE-CAPIRE è una bella cosa e appartiene alla sfera affettiva che curiamo con amore attorno ai nostri familiari. Più si ha VOGLIA DI CAPIRE un qualcosa o un qualcuno, più difficile diventa il fatto di dover sopportare il NON-RIUSCIRE-A-CAPIRE e la non-comprensione di questo qualcosa o qualcuno. L’impossibilità di capire tutto fino in fondo costituisce una condizione naturale della nostra vita. Pensi ad esempio al fatto che non siamo in grado nemmeno di capire noi stessi sempre e fino in fondo (i nostri sogni sono solo un esempio!). Il VOLERE-CAPIRE sfocia spesso in un VOLERE-CONTROLLARE (una situazione, una persona, se stessi, ecc.). Certamente, il controllo che fornisce una compiuta comprensione è uno strumento utile per gestire determinate cose, situazioni, persone… Bisogna però ammettere l’impossibilità di una comprensione a 360 gradi.
O, come proseguo in “Capire diversamente mio figlio” : Forse più che "capire …" si tratta di "capire diversamente".

L’INTROVERSIONE e le BUGIE di Suo figlio potrebbero essere dei SINTOMI DI DIFESA ovvero dei modi per COMUNICARE INDIRETTAMENTE il suo dissenso di fronte all’ intrusione dei genitori nel proprio territorio. Come scrissi in “Adolescente in difficoltà” : Affrontate le problematiche connesse… con la scuola, rimane comunque e in ogni caso l'importante variabile dell'età evolutiva di suo figlio che va spesso di pari passo con una vistosa diminuzione dei rapporti con gli adulti (ovvero con chiunque possa in qualche modo limitare le sue scelte): l'essere monosillabico potrebbe essere appunto un tentativo di comunicare questa sua (normale) esigenza. In questo senso anche i primi approcci con "nuove" emozioni o con nuove qualità delle emozioni (delusione, vergogna, tristezza, gioia, rabbia) difficilmente vengono comunicati ai genitori, ma innanzitutto elaborati individualmente o tra coetanei. Questo periodo può durare anche anni. I quindicenni vivono l'interessamento da parte dei genitori a volte come "intrusione", ma Lei come genitore può comunque rassicurare Suo figlio che può (non deve!) rivolgersi a Lei per qualsiasi cosa.

I giovani generalmente non accettano un interessamento troppo profondo da parte dei genitori durante il loro tortuoso percorso. Ma cosa fare, tornando alla metafora del labirinto adolescenziale, qualora la PERMANENZA in un determinato punto (in questo caso davanti al computer e ai siti porno) fosse ECCESSIVA e cosa fare se il giovane rischiasse di rimanerne INCOLLATO O INCASTRATO, non interessandosi più di tutti il resto (attività sportive, hobbies, ecc.)? Non è chiamato allora ad intervenire il genitore? Un tecnico di Internet non avrebbe delle difficoltà a rispondervi sui software in commercio o Vi indicherebbe dei siti che offrono il relativo download (software da scaricare direttamente da Internet). Chiavi per chiudere le varie finestre ci sono, ma dovete sapere che ci sono altrettante chiavi per aprirle… La stessa parola WINDOWS in inglese significa FINESTRE e ha effettivamente migliaia di finestre che si possono aprire o chiudere. Aprendo la finestra Start se ne vedono altre, tra cui la grande finestra del Pannello di Controllo; aprendola se ne vedono altre, tra cui la finestra Opzioni Internet, la quale a sua volta offre ulteriori finestrelle, una delle quali si chiama Contenuto, l’altra Restrizioni d’accesso dove si possono gestire le restrizioni con una password.

In ogni caso, le risposte degli esperti in psicologia o pedagogia di non possono essere le risposte di un esperto-tecnico di Internet. Non si tratta solo di chiudere o aprire delle “windows” (finestre) senza vedere, inquadrare, indicare, ipotizzare il palazzo intero o la casa intera nella quale si trovano le diverse finestre (TV, giornali, internet ecc.). Uno dei palazzi metaforici di cui Vi sto parlando è costituito dall’ EDUCAZIONE ALL’UTILIZZAZIONE FUNZIONALE E CRITICA DEI MASSMEDIA (intendo tutti i massmedia in generale e dunque non solo internet). E ancora, la psicopedagogia non può consigliare di chiudere o aprire delle finestre, senza aver preso in considerazione, oltre il palazzo intero, anche il terreno sottostante e l’ambiente che lo circonda. Se le risposte o le consulenze psicopedagogiche degli esperti di Educare.it possono essere valide per mille casi, per il mill’unesimo potrebbero essere sbagliate. Non conosco Vostro figlio in tutta la sua individualità e non conosco L’EDUCAZIONE SESSUALE che ha avuto (la quale non comincia all’età di 9 o 10 o 11 anni, ma a TUTTI GLI EFFETTI già DAL MOMENTO DELLA NASCITA!) e non so che EDUCAZIONE AI MASSMEDIA ha avuto fin’ora e di quanta consapevole autonomia dispone per poter utilizzare creativamente, responsabilmente e criticamente i vari massmedia (TV, giornali, pubblicità, internet..).

Nel caso di Vostro figlio si può vedere chiaramente come l’educazione sessuale e l’educazione ai massmedia siano intimamente intrecciati. La prima comincia già a partire dalla nascita, la seconda al massimo dal momento in cui i bambini cominciano a guardare la TV. Le prime esperienze televisive non dovrebbero essere fatte in assenza dei genitori e dovrebbero essere ben monitorate ed elaborate emotivamente insieme a questi ultimi.

L’educazione sessuale e l’educazione ai massmedia raggiunge un culmine importante quando i ragazzi prendono consapevolezza della loro IDENTITA' PSICOSESSUALE che sta cambiando e di tutte le NUOVE REALTÀ ATTORNO AL CONCETTO DI CORPO delle quali vengono a conoscenza, tra cui non solo i siti porno o le fotografie “hard” sui giornali, ma anche tutte le notizie quotidiane a scuola, a passeggio con gli amici, in TV… Nuovi termini di significato vago come l’omosessualità, la pedofilia, la prostituzione dovrebbero essere ri-definiti ed elaborai dai giovani. Le occasioni per fare questo si possono trovare anche in famiglia, a volte basterebbe guardare le notizie insieme per avere delle ottime occasioni di dialogo.

Vorrei ricordare la metafora iniziale del cibo: non serve nasconderlo o renderlo inaccessibile, a maggior ragione se il giovane l’ha già assaggiato e sa della sua esistenza. Temo che in questo preciso istante possa essere controproducente un oscuramento di certi siti porno, a maggior ragione per il fatto che Vostro figlio già ne è a conoscenza. Però vorrei ricordare anche la metafora del labirinto adolescenziale e del rischio di rimanerne incollato o intrappolato in un determinato punto del labirinto. Mi scrive che cercate di parlargli, ma che i tentativi di dialogo sono per lo più unilaterali. Ho cercato di rassicurarvi circa i lati più comuni e tipici di ogni adolescenza caratterizzata da un certo distacco dai genitori, per poter così avviarsi ad esplorare IL PROPRIO “labirinto” senza “intrusi”. Altro problema che potrebbe porsi: quanto più il giovane percepisce IMBARAZZATI i genitori nell’affrontare determinate tematiche attorno al sesso e all’amore, tanto maggiore è la probabilità che li eviti. I figli sono squisitamente sensibili nel cogliere la pur minima traccia di imbarazzo nell’adulto, a volte ancora prima che ne sia consapevole lo stesso adulto.

Provate a creare nuove occasioni di dialogo attorno a temi come corpo vissuto, sesso, amore. Alcuni concetti attorno ai quali discutere potrebbero essere: il sesso e l’amore, l’amore senza sesso, il sesso senza amore, il sesso e la rabbia, il sesso e la tenerezza, il sesso e la violenza…
GLI INPUT (STIMOLI) DI DIALOGO che darete possono essere di diverso tipo, a seconda della Vostra serenità e tranquillità, ad esempio potreste utilizzare anche parte delle nostre CONSULENZE, invitare Vostro figlio a leggerle e a commentarle insieme a Voi. Anche guardare un VIDEO insieme a Vostro figlio potrebbe essere un’occasione per un preliminare e successivo dialogo sul sesso e sull’amore. Anche un’oretta settimanale di “NAVIGAZIONE COMUNE” in Internet è pensabile. La navigazione in due o in tre (o con il padre o con la madre o con entrambi i genitori, a seconda del rapporto che avete) potrebbe offrire ottime occasioni per conoscere meglio Vostro figlio e i suoi interessi. Il punto di domanda dopo indicazioni del genere è però d’obbligo, non conoscendo Lei, Sua moglie e Suo figlio. Le tematiche da affrontare possono essere più o meno “soft” o più o meno “hard”, anche qui Vi posso dare solo delle indicazioni da valutare ulteriormente, non conoscendo meglio la situazione.

Importante è non perdere mai di vista il concetto di PERSONA NELLA SUA GLOBALITÀ che include il lato fisico ma anche quello emozionale, mentale, spirituale. Le pratiche sessuali non sono che una piccola parte dell’espressione umana, enfatizzata a dismisura da certi siti porno. Le DISTORSIONI SESSUALI comunque non nascono con Internet. Ad esempio le pratiche sessuali con animali, come ci suggerisce l’antropologia culturale, sono più diffuse e frequenti in condizioni spazio-temporali caratterizzate proprio dall’ASSENZA di Internet o punti-noleggio-videocassette e simili, in luoghi isolati dove la convivenza tra uomini ed animali è molto stretta.

Oltre le caratteristiche psicosessuali e le fantasie intrapersonali c’è dunque senz’altro l’importante variabile dell’ambiente socio-culturale in cui si trova il giovane: prima di tutto la famiglia e il modello di amore che essa offre al giovane. Fin da piccoli i bambini interiorizzano, a vari livelli, questo modello vissuto. Ora, all’età di Vostro figlio, i concetti si cominciano a nominare con un loro nome ed assumono definizioni sempre più complesse: c’è il sesso fisico con o senza amore, c’è il sesso tenero e sesso arrabbiato, il desiderio sessuale e il desiderio d’amore, il rispetto, la vergogna, la curiosità, la rabbia sadistica o masochistica, più “soft” o più “hard”. C’è un popolo indigeno delle Filippine che dispone di ben 6 diversi termini per dire “FAR L’AMORE”, a seconda della caratteristica (tenera e dolce, forte e passionale, timida per il troppo rispetto, violenta per il troppo desiderio, interrotta per il troppo desiderio) dell’atto d’amore e non è facile tradurre questi 6 diversi modi filippini di dire “far l’amore” in italiano.

Suo figlio si sta esplorando e sta esplorando la realtà attorno a lui (genitori, coetanei, TV, internet ecc.). Restringere l’accesso a determinate finestre di realtà, per quanto “hard” esse siano, potrebbe non essere una soluzione definitiva o avere degli effetti controproducenti.

Imponete a Vostro figlio un tempo preciso di navigazione, consiglierei che in questo periodo e in questa situazione non si superi l’ora al giorno. Quando non navigate insieme, invitate Vostro figlio a raccontarVi qualche novità sui siti visitati durante la sua oretta di navigazione.
Forse il ragazzo sta curiosando semplicemente un po’ di qua e di là. Monitorate comunque l’evolversi della situazione nelle prossime settimane e cercate di impostare dei dialoghi approfonditi con il ragazzo. Se il rifiuto di ogni discorso dovesse persistere, provate a impostare certi discorsi (ad esempio prendendo spunto dalle notizie) non già direttamente con Vostro figlio, ma tra Lei e Sua moglie IN PRESENZA del ragazzo. Siate però sempre molto cauti nell’avanzare giudizi negativi su determinate realtà quotidiane. Questo per non precludere a priori la possibilità al ragazzo di dirvi delle cose che altrimenti non Vi direbbe.
Un’ultima cosa: provate a conoscere meglio anche l’amico o gli amici di Vostro figlio. L’EFFETTO-GRUPPO in quest’età può essere molto potente.

La parola PORNO viene dal greco “porne” che significa prostituta. Ogni prostituta ha un prezzo. La “greca porne” affascina tanti giovani e giovanissimi, ma bisogna monitorare attentamente che il prezzo che pagano non sia troppo alto.

Se la situazione (mi riferisco anche alla ricerca di materiale porno) tra alcune settimane non cambiasse o peggiorasse, provate a capire se l’ interesse del ragazzo per i siti e le pubblicazioni porno si sia già focalizzata su DETERMINATE PRATICHE SESSUALI O SCENE DI SESSO PIUTTOSTO CHE su ALTRE. 
Sarà mia premura rivalutare ulteriormente la situazione.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, Settembre 2001