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Adolescente omosessuale
Sono la zia di una ragazza di 14 anni che frequenta la prima classe del liceo psicopedagogico, è sempre stata piuttosto brava alle medie, ma alle superiori non riesce ad organizzarsi un metodo di studio ed il suo rendimento quindi è oscillante.
Più di un anno fa mia sorella (la mamma) ha scoperto, casualmente pulendo la sua stanza, che l'amicizia della figlia con una ragazza più grande di 5 anni, non era una semplice amicizia, ma un vero e proprio rapporto amoroso. Attraverso l'aiuto della psicologa delle medie sono riusciti a parlarne con la figlia che ha sempre evitato il confronto pur ammettendo certe evidenze. Ne hanno parlato anche con i genitori dell'altra ragazza che stupefatti si sono offerti di collaborare convincendo la propria figlia a non frequentare più mia nipote, per via della sua giovane età.
Due sere fa dopo la visita a degli amici di famiglia mia nipote ha scritto una lettera ai genitori e l'ha fatta trovare sotto il cuscino, dove esalta il suo amore per questa "amica" e spiega di non capire perchè la figlia 14enne di questi amici può parlare tranquillamente del suo ragazzo 18enne e lei non può frequentare il "suo amore". Chiede inoltre che le venga risposto per lettera perchè parlarne è difficile.
Noi pensiamo che sia plagiata in qualche modo da questa "amica" che può vivere la sua sessualità come vuole perchè adulta. Mia nipote invece non ha la possibilità di scelta perchè non ha mai avuto un "ragazzino". E poi conosce questa ragazza da quando aveva 10 anni, come poteva vedere altro? Cosa sarà successo? Siamo molto proccupati e vorrei sapere come consigliare mia sorella, come può rispodere senza correre il rischio di rompere questo contatto instaurato.
Mia nipote è una ragazza così solare e all'apparenza felice, sorride sempre, ma non esterna niente del suo disagio. L'omosessualità è un argomento a noi sconosciuto, ci sono libri che ci possono insegnare come muoverci?
Non credo di essere stata esauriente e per di più mi servirebbe una risposta al più presto per poter dare un consiglio in tempo! Mia nipote è figlia unica e i suoi genitori sono una coppia felice e rispetteranno le scelte della figlia, se sono scelte autonome!
Cara Signora,
a proposito della Sua richiesta di consulenza relativa all’amicizia omosessuale tra Sua nipote 14enne e una ragazza 19enne, La invito a leggere la mia risposta nella consulenza "COME SI DIVENTA GAY".
Allora scrissi alcune cose che potrebbero essere adatte alla situazione che mi presenta.
Lo sviluppo dell’omosessualità è un’altra, ma non anomala, delle possibili vie di sviluppo dell’identità sessuale. Le naturali crisi e paure dell’età evolutiva affliggono, tormentano, angosciano tutti/e i/le giovani in crescita, gli/le omosessuali non diversamente che gli/le eterosessuali e non di rado il delicato processo di una sempre maggiore consapevolezza della propria identità sessuale è carico di traumi nemmeno per i genitori…. L’omosessualità è un fatto naturale, esistito da sempre in tutto il mondo e in tutte le culture. Quel che invece cambia, è il quadro di accettazione da parte di una certa cultura e società di fronte a certe pratiche sessuali piuttosto che non ad altre. Questo "quadro" viene dipinto e ri-dipinto nelle varie epoche e dalle varie società di volta in volta, ed è perciò un "quadro" non naturale bensì arbitrario.
Richard A. Isay, medico e terapeuta che si occupa da 30 anni esclusivamente dello sviluppo psicologico dell’omosessuale, descrive numerosi casi di clienti omosessuali che sono stati precedentemente e per tanti anni in cura psicanalitica con l’obiettivo di modificare e trasformare l’orientamento omosessuale in quello eterosessuale (Richard A. Isay, Being Homosexual. Gay Men and their development, Farrar, Straus, Giroux, New York, 1989. Isay è professore di psichiatria al "Cornell Medical College" e membro del "Columbia Center for Psychoanalytic Training and Research).
Queste pratiche di ri-educazione con i relativi obiettivi condivisi sia dai clienti stessi che dai loro terapeuti, erano diffuse soprattutto negli anni sessanta (cfr. Irving Bieber, Homosexuality, Basic Books, New York, 1962). La storia clinica, a distanza di decenni, dimostra però, che i clienti di allora, oggi 40enni, 50enni e 60enni, nel frattempo in gran parte sposatisi e padri di famiglia, ora constatano con dolore che la "doppia vita" tra la loro naturale omosessualità e la loro non naturale eterosessualità si presenta alquanto logorante, dolorosa, infelice.
Tornando alla ragazza in questione, l’obiettivo principale e basilare da tenere presente è la sua felicità. Alla domanda "come si diventa omosessuale" vorrei rispondere retoricamente con un’altra domanda: come si diventa un/una eterosessuale che predilige una certa pratica sessuale piuttosto che non un’altra? In altre parole: come si diventa un/un’ eterosessuale che esplica il suo desiderio di amore e di amare in un "linguaggio" piuttosto che in un altro? In azioni caritatevoli piuttosto che in un matrimonio o una convivenza? In un legame prevalentemente fisico con il proprio partner piuttosto che in un rapporto impregnato prioritariamente di dialogo verbale/intellettuale/platonico?
La stessa cosa dicasi per un/un’ omosessuale: come si diventa un/un’omoessuale che esplica il suo desiderio di amore e di amare in un "linguaggio" piuttosto che in un altro? In azioni caritatevoli piuttosto che in un matrimonio o una convivenza? In un legame prevalentemente fisico con il proprio partner piuttosto che in un rapporto impregnato prioritariamente di dialogo verbale/intellettuale/platonico?
I pensieri fin qui esposti sono stati tratti dalla consulenza sopra citata ed adatti alla lettura da parte dei genitori della ragazza in questione.
Lei, in veste di zia della ragazza, mi scrive: "vorrei sapere come consigliare mia sorella…". Nelle consulenze a distanza ci sono sempre dei limiti, ma in determinati casi sono più marcati che in altri. In questo caso non è la ragazza 14enne che chiede aiuto, e non lo è nemmeno la madre e/o il padre. Beninteso, non che il Suo interesse non sia apprezzabile, tutt’altro! Ma la questione dello sviluppo dell’identità sessuale è un argomento molto delicato, anzi, troppo delicato per poterlo trattare in modo esaustivo in una consulenza a distanza. Perciò consiglierei ai genitori della ragazza, qualora ne avvertissero l’esigenza, di intraprendere una breve terapia di supporto fuori dall’ambiente della scuola media della ragazza. In molte parti d’Italia, questo servizio di supporto psicologico o psicopedagogico viene offerto gratuitamente o con un modesto contributo (ticket sanitario) ai genitori per problemi particolari che emergono nell’età evolutiva dei/delle figli/e. I genitori della ragazza, sempre se ne sentissero l’esigenza, potrebbero chiedere la stessa psicologa delle medie oppure presso i consultori familiari o presso i servizi di psicologia se un simile servizio esiste sul territorio.
In una prima risposta scritta alla figlia, questi e/o altri tentativi/progetti da parte dei genitori al fine di comprendere meglio la figlia, potrebbero trovare spazio. E’ importante che lo scritto esprima chiaramente il massimo rispetto per l’ emergente identità sessuale, qualunque essa sia. Si dovrebbe, almeno nello scritto, preferire un tono improntato sulla COMPRENSIONE e L’INTERESSE RISPETTOSO che NON un tono che accentua le perplessità. Questo potrebbe essere particolarmente utile all’inizio di un dialogo, nel quale, in un secondo momento ovviamente si parlerà anche delle proprie perplessità (amica più grande di cinque anni, mancate esperienze con eterosessuali ecc.). Nello scritto si potrebbe/dovrebbe esprimere il desiderio per un futuro dialogo anche orale, improntato però sempre sul massimo rispetto e ricerca di comprensione reciproca.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 4, Marzo 2005

