Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

  • Categoria: Adolescenza

Si strappa le sopracciglia a 12 anni

Cortese dottoressa, il mio nome e' Fulvia e sono la mamma di una ragazza di noma Nicoletta di 11 quasi 12 anni.

Con Nicoletta da un anno mi trovo ad affrontare un suo comportamento che non capisco! Una sera di un anno fa, tornata dal lavoro l'ho trovata senza piu' ciglia su di un occhio per metà arcata, si puo' immaginare la mia disperazione! Ma nonostante i miei rimproveri, la mia evidente disperazione, in un primo momento si è curata con una crema, data da un dermatologo, ma successivamente dopo, evento di una malattia esantematica, si e tolta meta' sopracciglia sempre da un lato.

Poi è passato del tempo e se anche sembrava andare meglio all'improvviso e' risuccesso ma mai piu sulle ciglia ma solo sulle sopracciglia. Fulvia va molto bene a scuola, è una bravissima pattinatrice sul ghiaccio ma, anche se dice di rilassarsi quando pattina vive con ansia e aspettative anche questo momento.

Da sempre si mangia le unghie, ma quando decide riesce a farle crescere,per poi magari rimangiarsele. Fulvia ha una sorella piu' piccola di 9 anni Ludovica, con la quale è complice la sera per il dormire, perche' vuole che dorma con lei, ma di giorno vive un continua conflittualita'.

Se rimane con la sorella magari da amici mi dicono che e' molto protettiva con lei. Insomma amore e "gelosia" che pero' ha sempre molto dichiarato fin da piccola. Fulvia ha dormito con noi molto a lungo, poi ci ha sostituiti con la sorella. Con me e' sempre in conflitto, qualunque cosa dico e' sbagliata e la scintilla si accende come niente.

Con il padre da poco parla un po' di piu' da quando sotto mia richiesta lui e' intervenuto "con due ceffoni" nel vedere che ancora una volta si era toccata le sopracciglia, con la minaccia per il futuro se lo rifacesse. Sembra strano ma sembra essere ricevuto il messaggio poiche' ora sembra non toccarsi da una settimana. Di me dice che sono debole,il padre davanti a lei non manca di dirmi che non ragiono e spesso sia lei che Ludovica ci hanno visto discutere animatamente ma senza "mani" sia chiaro!

N.B anche Ludovica si mangia le unghie! Io ho gia parlato con una specialista la quale mi fa parlare, ma non mi aiuta a trovare una soluzione, mi dice che non devo farci caso, e cosi' tutto passera', ma anche se io lo faccio non passa e Fulvia non e' serena, e quindi neanche io.

Vi prego di scrivermi e di aiutarci!!!!!!

 

Gentile signora Fulvia,

premetto fin da ora che, sostanzialmente, io le consiglierò di cercare di aiutare la sua Nicoletta rivolgendosi a qualcuno direttamente, perché un quadro come il vostro merita, se pur preventivamente, di essere chiarito raccogliendo tutti gli elementi significativi possibili e procedendo in maniera strutturata, graduale, sistematica, depositando tutto presso un professionista. Anche se lei, come scrive, lo sta già facendo, non tralascerò di indicarle alcune chiavi di richiesta.
Anticipato ciò, però, non mi esimerò nemmeno da darle alcune linee di lettura, credo e spero, utili.
Il rapporto di un adolescente col proprio corpo è sempre delicato, e denso di significati. Esso è un qualcosa, e gli 11/12 anni di Nicoletta sono proprio l’epoca in cui tutto ciò comincia ad essere evidente, che letteralmente dentro e fuori ad un ragazzo, o ragazza, coinvolge e travolge sia il suo spirito che il suo pensiero.
Precedentemente, nell’infanzia, il corpo, in confronto alla successiva adolescenza, è un involucro che cresce, un mezzo per comunicare se stessi tramite il movimento, qualcosa che invia segnali diretti ma, ripeto, in confronto all’adolescenza, ancora relativamente semplici.
Infatti è in preadolescenza e adolescenza che il corpo sarà teatro addirittura delle mestruazioni, per le ragazze, e della capacità sessuale per i ragazzi; e poi, di nuovo, ci sarà ancora la crescita, ma ora spesso violenta, veloce oppure prolungata ed estenuante, proprio poiché spinge e traghetta il bambino di un tempo verso l’assetto fisico adulto.
E non finisce qui: sovrappeso e brufoloso, oppure snello e attraente quello stesso corpo improvvisamente diverso, e accompagnato da pensieri e sensazioni nuovi, dall’interiorità, diverrà un grandissimo elemento critico per l’adolescente, fonte di facilitazioni o di difficoltà di accettazione.
Drammaticamente, il ragazzo e la ragazza vengono così a sapere che questo nuovo corpo, scenario anche di pulsioni, emozioni, desideri, dolore, li accompagna sempre, che con esso devono presentarsi agli altri; spesso sentono di non poterci fare niente e, anche se non bellissimi e un po’ pesanti, seppur non in maniera definitiva, devono affrontare la quotidianità trovando magari altri fonti per piacere prima di tutto agli altri, e così a se stessi.

E’ proprio così che il corpo diventa per loro un grande, significativissimo veicolo: oggetto di maniacali cure e mode, oppure infagottato in larghi indumenti, erede di treccine o apparecchi dentali infantili, oppure oggetto di “maltrattamenti” abbruttenti, come piercing, tinte, tatuaggi, trucchi molto forti e altri ornamenti di dubbia (per noi adulti) efficacia.
Ed è ugualmente così che “la fagottina di papà” o “il cucciolino di mamma”, si trasformano in esseri respiranti dalle proporzioni senz’altro più grandi che guardano con evidente disprezzo alle loro foto da piccoli e ancor di più agli atteggiamenti (tipo coccole, bacini, bagnetti..) che i genitori vorrebbero mantenere, e rispetto ai quali ci si chiede se il cervello ci sia ancora e sia ancora allo stesso posto…
E’ così che il corpo, insomma, diventa la bandiera, l’incarnazione di una ribellione, nei confronti del bambino che non c’è più ( e di cui si sente comunque la mancanza) e dei genitori , quindi tutti rappresentanti di un mondo passato, non si sa se finito, perché il futuro che essi già percepiscono, e talvolta anche il presente, fa paura, in quanto misterioso e imprevedibile.
Ma veniamo a Nicoletta: ha senz’altro un rapporto ancora più importante col suo corpo perché è una sportiva. Me la immagino sfrecciare veloce sui pattini, elegante, femminile, fasciata in un bellissimo, stretto costume variopinto…forse è questo equilibrio perfetto che voleva rompere depilandosi ciglia e sopracciglia, esprimendo con questa “deturpazione” le tensione che soffre portando avanti il suo impegno sportivo ?
Oppure ha i visto le sue amiche e i suoi compagni fare la stessa cosa e l’ha trovata una interessante “moda d’urto”?
O sta andando l’addio in modo abbastanza forte alla recentissima infanzia ?
O è un modo per contestare e ribellarsi alle differenze educative portate avanti dai genitori ?
O, infine, è un modo per farsi accettare comunque ?

Come vede, cara Fulvia, le vie interpretative sono diverse e magari ce ne sono anche altre.
Quello che potete fare voi genitori è, non tanto impedirle di togliersi ciglia e sopracciglia (perché il corpo di Nicoletta è suo e solo suo), ma di capire perché lo fa, se c’è un disagio e intervenire su quello e non sul comportamento prodotto.
Quello che sta facendo la persona a cui lei, signora, si sta rivolgendo è cercare di aiutarla a non enfatizzare,appunto, il comportamento di Nicoletta, sperando che questo si estingua. Non è una strategia sbagliata a priori e lei, Fulvia, deve tenere conto che quando ci sono di mezzo i comportamenti e i disagi, seppur momentanei, perché magari dovuti semplicemente alla crescita, i miglioramenti compaiono a lunga distanza.
Ciò che le consiglio è di continuare a rivolgersi a questo o questa professionista, ma di cercarne eventualmente anche uno per Nicoletta, uno bravo però, che si intenda di ragazzi: provi ad interessarsi se nella scuola della ragazza c’è un C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) presso cui insegnanti psicologi o esperti esterni si occupano di dialogare e accompagnare i giovani nelle loro difficoltà di crescita e di accettazione delle novità e del cambiamento portati dall’adolescenza. Oppure può provare a rivolgersi ai servizi sanitari della sua zona, ai Consultori, sentendo se c’è un servizio riservato ai ragazzi.

Le consiglio, infine un libro: di Zattoni e Gillini, Il piercing dell’anima, ed. Ancora, che, nell’introduzione, così recita:

Non dimentichiamo:
gli adolescenti sono belli; anche quando vorremmo rifiutarli;
se smarriamo i segni della loro bellezza, essi non si riconosceranno più.
Faranno il piacere di diventare esattamente
come ce li siamo raffigurati nelle peggiori delle nostre paure,
delle nostre preoccupazioni,
del nostro sapere “come va a finire”.

Le faccio molti auguri, signora, ed invio un tacito “In bocca al lupo” a Nicoletta.

 

 


 

copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 5, Aprile 2006