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Un bimbo esuberante e manesco ed una mamma stanca

Mamma aggressivaSono la mamma di un bimbo di 4 anni compiuti ad agosto scorso. Sto cercando di trovare un vero aiuto...un aiuto concreto... mi sento allo sbando...abbandonata e senza riferimenti....
La conseguenza è che non tollero più nessun errore e punisco violentemente (non fisicamente) mio figlio appena scopro che ha commesso i soliti errori.

Cercherò di essere chiara e concisa anche se non sono bravissima a scrivere. La fotografia della situazione attuale è questa: noi genitori lavoriamo 8 ore (rientriamo più o meno entrambi alle 18 o dopo); il bimbo frequenta il secondo anno di materna fino alle 16, all'uscita si alternano per 2 giorni una baby sitter (donna di 60 anni - madre) e per 3 giorni una mia zia (78 anni - nessun figlio).

Da quando è nato si sono susseguite varie figure per la gestione delle ore fuori dal servizio nido, prima, e materna ora.
Ovviamente come può aver intuito, non avendo l' aiuto delle nonne, abbiamo dovuto fin dall' età di 1 anno usufruire del servizio asilo nido.

Problema: già dal nido e ora in modo molto pressante mi continuano a dire che è un bambino eccessivamente esuberante, manesco e ingestibile, che non riesce a giocare con gli altri bimbi, che lo isolano perché appunto li picchia o morsica, o tira calci. Quando eravamo al nido le parole non erano state così pesanti per cui si era pensato di lasciarlo crescere dando ovviamente gli input di NON picchiare e di NON mordere, ecc...
L'anno scorso le educatrici della materna volevano segnalare il problema (quindi seguiva l'iter con neuropsichiatra, poi psicologo). Noi trattandosi di un bimbo di 3 anni e mezzo anni abbiamo preferito chiedere al pediatra un nominativo di una psicologa infantile e inoltre ci siamo rivolti ad un famoso pedagogista: abbiamo quindi esposto il problema a queste due diverse figure.

Il pedagogista riteneva alla fine che il problema del bimbo era solo dovuto ad un deficit di sonno. Sosteneva che i bimbi vanno in black out e quindi il suo "essere fisico" ovviamente si accentuava quando il cervello era out: gli incontri sono stati 3.
Con la psicologa invece il percorso è stato più lungo su richiesta delle educatrici, poiché loro ritenevano ci fosse bisogno di quel tipo di figura e non di un pedagogista: quindi vari incontri che ci sono costati un bel po' dei ns. stipendi e infine anche osservazione del bimbo a scuola in orari concordati dalle educatrici.

Risultato dell'osservazione: il bimbo ha sì un problema di gestione delle emozioni rispetto all'età che ha, ma comunque rientra in un range di normalità assolutamente curabile con un lavoro di contenimento. Delle 2 educatrici di riferimento una era più interessata a lavorare sul bambino, l'altra abbastanza indifferente, vicina alla pensione e quindi non particolarmente collaborativa (faccio notare che era però anche quella che voleva la segnalazione tramite la scuola: quindi incoerente con il disinteressamento).

Alla fine tanti soldi spesi, ma di concreto mi hanno detto di lavorare sulle emozioni ma:
1) gli esempi fatti non sono serviti perché con noi il bimbo difficilmente si comporta così quindi non ci è restato che punirlo su cose riferite da altri;
2) forse sbagliamo su cose che non sono state prese in considerazione.

Da un paio di settimane è ricominciata la scuola, i problemi sono gli stessi.
Ieri la baby sitter mi ha raccontato che al parco giochi era sempre il mio bimbo a cercare gli altri bimbi che lo isolavano, che lui diceva loro "ma non ti faccio niente" e che alcune mamme confondendola per la nonna si sono lamentate dicendo appunto che è un bambino molto vivace e che anche a scuola sanno di questo problema.

Inoltre facendo la strada a piedi un bimbo più grande gli diceva "stupido", "sei un rompi scatole" e la mamma di quel bimbo gli diceva di smettere e lui continuava spiegando che il mio bambino va spesso nella sua classe in punizione e quando va là fa solo dei disastri. Il mio bambino gli rispondeva "stupido è chi stupido lo dice", frase che ha sentito dire da me quando un giorno lui mi ha usato questo termine: dicendogli di non dire a nessuno che è stupido credo proprio di aver sbagliato.
Poi gli abbiamo chiesto spiegazioni sulla storia della punizione nell'altra classe e il mio bimbo mi ha confermato che lo portano in un'altra sezione con bimbi di 5/6 anni.

Sono molto preoccupata. Noi continuiamo a dirgli che le mani non si devono usare, che se c'è qualcosa che lo fa arrabbiare di andare o dalle maestre se è a scuola o da noi se è con noi o con chi è in quel momento (zia o tata).

La tata inoltre non lo porta fuori volentieri perché lei dice che non lo riesce a controllare perchè corre da una parte all'altra del parco, cosa che ritengo più che normale però, e quindi lei ha paura e praticamente dopo la scuola lo porta sempre a casa. Quindi:
1) non sta all'aria aperta mai (a scuola escono a turni poiché il giardino è troppo piccolo per tutti i 300 bimbi della scuola)
2) non si relaziona con gli altri bimbi
3) non si sfoga dopo tante ore di regole

Ho fatto presente la cosa e credo che ci lascerà presto (quindi nuovo cambiamento)
Mia zia invece lo porta fuori, lei dice sempre tutto bene: "con me è bravissimo.... non fa capricci... perfetto". Ma so che non mi dice la verità perché per lei perdere questa occasione di avere "un bimbo" da curare la ricompensa della sua mancanza. In conclusione delle sue parole non mi fido, non le prendo minimamente in considerazione: in base a quanto cioccolato mi dice di aver mangiato so quanti capricci ha fatto!

Io ovviamente spero presto di aver la possibilità di riduzione dell'orario di lavoro, non è cosa facile e non possiamo permetterci di vivere con uno stipendio solo. Con 2 pieni arriviamo al limite, ce la potremmo cavare con uno e mezzo ma fino a quando non riuscirò a seguirlo io personalmente sono nelle mani di chi mi può aiutare e non posso nemmeno tanto lamentarmi.

Ieri sera alla mia domanda "ti hanno messo in punizione" la risposta è stata sì: sono scoppiata e l'ho mandato a letto con rabbia e violenza verbale, ha sentito litigare me e papà e lui si è messo a cantare sul letto da solo una canzoncina che a me piace, credo perché si sia spaventato di quella rabbia.

So che ho sbagliato ma non ho più forza, ho paura e la paura mi fa reagire con rabbia perché non so dove sbattere la testa, perché è un bimbo dolce, intelligente, simpatico ma tutto viene oscurato da questo suo modo di esser manesco e ho paura che abbia ripercussioni sulla sua autostima (sono cattivo e mi mettono in punizione) o ancor peggio che non cambi mai questo suo modo di fare, che lo isolino e di conseguenza ancor di più diventi violento perché si sente rifiutato.

Infine, pur non fregandocene del problema abbiamo come risultato che l'educatrice disinteressata non ci saluta e non alza nemmeno lo sguardo quando portiamo il bimbo e lui deve salutarla almeno 4/5 volte perché lei gli risponda; nemmeno si ferma a dedicarci qualche parola cosa che invece la vediamo spesso fare con altre mamme.

E lui? Lui è sempre sorridente, entra a scuola contento, saluta tutti, abbraccia ovviamente con la sua esuberanza quindi i bimbi si lamentano e viene ripreso, mangia da solo, va in bagno da solo, dorme da solo. Non piange mai se non per una punizione o una sculacciata, non manifesta nessun disagio verbale per la scuola, non mi dice "mamma non mi piace andare". Mi chiede ovviamente "quando è sabato che sto a casa" ma credo che tutti i bimbi preferiscano starsene a casa loro.

Sono molto provata: a chi posso rivolgermi per fare qualcosa davvero di concreto che aiuti a cambiare questa situazione.
Tante grazie per i consigli e i suggerimenti che vorrà darmi...

 

Gentilissima mamma,
ho stampato, letto e riletto la sua richiesta più volte, prima di tutto per onorare il suo eccezionale impegno nel dettagliare al massimo il suo grido di aiuto.

Eppure più leggo e rileggo, più vedo una cosa soltanto: mi arriva tutta la sua stanchezza, fatica e difficoltà di persona, donna e mamma al tempo d'oggi.
Nonostante io d'abitudine ami dire molte cose e fare molti riferimenti nelle mie consulenze, sento che nel suo caso potrò aiutarla dicendole poche, sostanziali cose, anche perché a distanza, o via mail, senza potersi incontrare (e più volte), è molto difficile rispondere a tutta la complessità che lei, con encomiabile sforzo, illustra.

Apro la mia risposta trasponendole di seguito la frase della sua richiesta che, secondo me, è il cuore del problema:

"...non ho più forza, ho paura e la paura mi fa reagire con rabbia perché non so dove sbattere la testa, perché è un bimbo dolce, intelligente, simpatico ma tutto viene oscurato da questo suo modo di esser manesco e ho paura che abbia ripercussioni sulla sua autostima (sono cattivo e mi mettono in punizione) o ancor peggio che non cambi mai questo suo modo di fare, che lo isolino e di conseguenza ancor di più diventi violento perché si sente rifiutato..."

Lo sa perché questo è il passaggio più importante? Perché da questa finestra della sua illustrazione si vede una mamma di fronte al suo bambino, e viceversa, esattamente come sono: lei, stanca ma impegnatissima, lui, un bambino splendido, come tutti i bambini sono, come anche suo figlio è.

Ora veniamo al cuore della mia risposta:
- la situazione è estremamente frammentata e quindi l'unico modo per porvi rimedio è in chi ne prenderà il timone. In tutto questo il perno è assolutamente LEI, la mamma: occorre proprio ricominciare dalla Sua persona, dandole lo spazio necessario, prima di tutto per ritrovare se stessa in tutti questi impegno e fatica. Mai come nel suo caso vale la massima: se la mamma è serena, anche il bambino lo è.
- Non creda di essere sola in tutto questo: lei deve trovare immediatamente un completo appoggio e sostegno in suo marito che assumerà insieme a lei, e pari a lei, il volante di questa situazione.

Quindi, e non me ne voglia se le dico solo questo, ricominci da se stessa! Individui qualcuno che raccolga la sua stanchezza e che la aiuti a capirne i motivi, che ormai vanno al di là della fatica di essere mamma oggi e sull'essere impegnativo del suo bambino. Asciugata e riparata questa difficoltà, l'esperto la e vi aiuterà a trovare e ritrovare le risorse per aiutare vostro figlio, avvalendosi magari anche di altri esperti.

Io le resto vicino: sono totalmente dalla sua parte e le mando anche un forte abbraccio!

 

 


 

copyright © Educare.it - Anno XV, N. 3, Marzo 2015

 

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