Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Così piccolo, così aggressivo!

Salve, sono mamma di un bimbo di 34 mesi.
Da alcuni mesi mio figlio è cambiato: lancia qualsiasi oggetto gli capiti a tiro, urla, non mi ascolta…

Premetto che prima che nascesse per motivi economici io e mio marito ci trasferimmo dai miei suoceri: lascio immaginare i disagi che abbiamo avuto soprattutto dopo la nascita di mio figlio, il quale si è affezionato forse troppo a mia suocera. Abitammo con loro per circa un anno e nella nostra casa finalmente pensammo che i problemi fossero finiti, ma mio figlio ogni volta che vede mia suocera piange perché vuole andare da lei, é capriccioso e va su tutte le furie se non ottiene ciò che vuole.

Che cosa sta succedendo a mio figlio? Come dobbiamo comportarci?

 

Cara signora
una consulenza accurata richiederebbe di conoscere molti più elementi di quelli che ci fornisce nella sua lettera. Il lanciare qualsiasi oggetto capitino a tiro, l'urlare ... sembrerebbero effetti di una "crisi" di collera: ma che cosa le innesca?

Lei riporta fatti "antichi", che non hanno certo contribuito a costruire un contesto sereno di crescita. Ma negli ultimi mesi, cioè da quando il suo bambino ha queste manifestazioni, cosa è cambiato?

L'attaccamento preferenziale alla nonna potrebbe avere diverse ragioni: ad esempio, se lei ha cominciato a lavorare molto presto dopo il parto ed è stata sua suocera ad accudire per lunghi tempi il bambino, diventano giustificabili i comportamenti che ci descrive. Oppure la nonna potrebbe essere preferita alla mamma perché più accondiscendente, o più benevola e meno severa.

Valuti queste ipotesi e consideri che in ogni caso occorre armarsi di pazienza ed avvicinarsi affettivamente a questo bambino: ciò che lei definisce aggressività forse non è altro che la voglia profonda ed inconscia del suo piccolo di "ritrovare" la mamma, di recuperare (o di stabilire per la prima volta) una relazione speciale con lei. Se lo tenga vicino al cuore, lo apprezzi, lo "contenga" fisicamente (ad es. abbracciandolo) quando va su tutte le furie; quando è calmo, gli racconti il suo dispiacere nel vederlo fare i capricci, affermi a voce alta la sua fiducia di mamma nei confronti di un bambino bravo che può imparare a comportarsi meglio. 
E cerchi, in questo, la collaborazione di suo marito, che saprà sostenerla quando la sua pazienza verrà meno.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001