Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Abbracciare e mordere

Mi chiamo Angela e ho una figlia che nel prossimo febbraio compirà 3 anni.

Ci siamo trasferiti da quasi un anno per motivi di lavoro in Irlanda e da poco mia figlia ha iniziato a frequentare l'asilo per sole 3 ore al giorno dalle 09,00 alle 12,00. Lei ama stare con gli altri bambini e, anche se non parla in inglese, cerca di integrarsi a suo modo. Il problema è che spesso li abbraccia forte o li morde causando non pochi problemi. Questo tipo di comportamento lo aveva anche prima di andare all'asilo specialmente nei confronti di chi è più piccolo di lei; cerchiamo di spiegarglielo in tutti i modi, sia io che mio marito, e lei ovviamente promette di non farlo più ma poi siamo punto e a capo.

E' una bambina molto precoce e iperattiva, non sta ferma un attimo, parla un italiano ottimo per la sua età, e sembra capire velocemente ogni tipo di situazione, come altro dato posso darvi quello che è un altro suo comportamento: spesso in casa si spoglia e gioca così, mi chiede sempre i costumini dell'estate e mi dice di fingere di stare al mare, spesso gioca e finge di trovarsi in un altro posto o di essere un altra persona.

Vorrei un Vs parere se è possibile, grazie.

 

Gentile Signora Angela,

leggendo le prime righe della sua richiesta di consulenza mi è venuta in mente un’altra madre, anche lei trasferitasi in un paese straniero, per la quale ho redatto la Consulenza: 614 - timidezza. Ad un primo sguardo superficiale potrebbe sembrare che la timidezza non c’entri con il comportamento della Sua piccola che "abbraccia forte o morde". Eppure, vorrei rileggere una frase della consulenza citata ora anche a Lei: …per avviare nuove relazioni a volte bisogna "rompere il ghiaccio". Il ghiaccio può indurre timidezza ma anche voglia di mordere. La metafora "rompere il ghiaccio" mi fa pensare ai luoghi nordici dell’Irlanda, mi fa pensare a una bambina che morde, come se dovesse mordere per poter approcciarsi a una materia non conosciuta come il ghiaccio, una materia non familiare come invece lo è l’acqua calda del mare del Sud. I giochi di ruolo della piccola durante i quali si spoglia e Vi chiede i costumini dell’estate potrebbero (il condizionale è d’obbligo come spesso nelle consulenze a distanza) essere interpretati come elaborazione della nostalgia del mare e del caldo e comunque come elaborazione dell’esperienza del trasferimento. In ogni caso, i giochi di ruolo sono tipici in questi anni dell’infanzia e assolutamente necessari alla crescita. L’immaginazione, la capacità e l’abilità, la creatività e la fantasia nell’immedesimarsi in ruoli diversi, nel giocare a…, costituiscono una competenza altamente auspicata. I ruoli giocati possono essere forme creative di rappresentazione di ruoli altrui o di ruoli propri, vissuti, temuti o sperati.

Il trasferimento (compreso il periodo ante- e post-trasferimento) in un altro paese è esso stesso, metaforicamente parlando, una materia strana e non familiare come il ghiaccio e le modalità di approcciarsi a questo "ghiaccio" possono essere le più diverse, c’è chi reagisce con timidezza, chi con disorientamento, chi con "abbracci forti e mordenti baci" come Sua figlia.

Per poter interpretare più responsabilmente il comportamento "mordente" della piccola, La invito ad osservare e cercare di capire l’intenzione che sta dietro questo comportamento, coinvolgendo in questa osservazione partecipata anche gli operatori della scuola dell’infanzia. Due i principali fili conduttori che proporrei:

1. morde e abbraccia INTENZIONALMENTE per fare del male? Come reagisce alla reazione di dolore da parte degli altri bambini? Continua a mordere con violenza lo stesso bambino anche dopo la sua reazione di dolore (per es. pianto)?
2. abbraccia e morde come se volesse baciare molto fortemente, con l’INTENZIONE di comunicare interesse, amicizia, calore verso gli altri bambini? Può dunque il mordere essere interpretato anche come un baciare/abbracciare molto forte ed euforico?

Ovviamente questa approssimativa distinzione delle intenzioni è molto grossolana e semplicistica, ma non dispongo di elementi per esaminare la situazione né in senso psicoanalitico né psico-sistemico. I due fili conduttori non possono che essere un primo tentativo di capire se la bambina desidera comunicare un "ti voglio bene da mangiare" "ti voglio bene da mangiare" o "ti mangerei dalla voglia" piuttosto di un "ti vorrei distruggere" e/o di un "vorrei distruggere un sentimento, una situazione, un pensiero…".

Nell’ipotesi si tratti di un comportamento realmente aggressivo, consiglio di leggere alcuni degli studi e pubblicazioni sul nostro sito che trattano il problema dell’aggressività. La dr.ssa Ombretta Pinciroli in L’aggressività del bambino come possibilità di insegnamento/apprendimento nella relazione educativa spiega come il comportamento aggressivo è parte integrante della nostra esistenza come amare, pensare, respirare.

Un approfondito studio sull’aggressività offre il dr. Angelo Luigi Sangalli in Il problema dell'aggressività, dove ad esempio nella 2^ parte scrive: "...l'amigdala porta il cervello a lavorare per attivare risposte fisiologiche lasciando poco spazio alla razionalizzazione… il nostro problema non è di leggere il comportamento problematico solo alla luce degli aspetti del contesto in cui questo scaturisce, ma alla luce dei meccanismi di risposta che si sono strutturati negli anni…", o ancora, nella 3^ parte: "La prima logica di intervento non è di cercare di estirpare un comportamento patologico, ma di inserirne di nuovi e di adatti."

Termino con questo prezioso pensiero del dr. Sangalli, sperando di averLe dato degli stimoli utili per comprendere diversamente Sua figlia e per poterle offrire nuove risposte e nuove reazioni.

 

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 2, Gennaio 2002