Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Com'è diventato aggressivo!

Gentile redazione,
Vi scrivo per un consiglio su Fabrizio, il mio primogenito.

Fabrizio ha 23 mesi, ed è sempre stato un bimbo vivace, pieno di fantasia, di ottimo umore e, caratteristica che tutti gli hanno sempre riconosciuto, è di buon carattere ed obbediente. Gestirlo non è mai stato problematico, tant'è che due mesi fa è nata anche Laura.

Il problema è questo: negli ultimi quattro/cinque mesi, Fabrizio è cambiato molto: sembra che faccia apposta per spazientirci. Lancia (con violenza) qualsiasi cosa, mette le dita negli occhi di Laura, non vuole più dormire da solo, alza le mani nei ns confronti, risponde "no" (a dire il vero "no, grazie"!) ad ogni offerta, arrivando pure a rifiutare il cibi ed i suoi piatti preferiti per farci dispetto (?), e chi più ne ha più ne metta... A giornate di guerra su tutti fronti si alternano momenti di tranquillità assoluta, in cui dimostra un grande affetto e spirito di protezione nei confronti della sorella.

Ora, io capisco che sta attraversando il momento delicatissimo dell'arrivo di Laura, ma non mi sembra neanche giusto fargliele passare tutte lisce, soprattutto quando rischia di fare male alla sorella. E soprattutto mi domando cosa possa essere successo PRIMA della nascita di Laura, visto che il cambiamento non è stato concomitante. Io non so più da che parte prenderlo, e mi vergogno a dirlo, ma alle volte non vedo l'ora di dover andare a lavorare o p.e. dal medico, per lasciarlo ai nonni (con cui non fa un capriccio neanche per sbaglio!..) e respirare un po'.

Ho il terrore di non riuscire a trasmettergli l'amore immenso che provo per lui, ed allo stesso tempo temo di viziarlo dandogli troppa "libertà" abituandolo a ricevere tutto quello che poi nella vita non potrà avere. AIUTO!!!

 

Gentile signora,
dentro Fabrizio si è creata una gran confusione da dopo che è arrivata Laura, che pure è tanto carina, prova ne è che la amano molto anche mamma e papà!

Fabrizio vive dentro di lui, molto profondamente, un gran tumulto di sentimenti ed emozioni tra loro ambivalenti: da un lato il bisogno di essere amato e quindi l'accondiscendenza verso coloro che lo crescono (ecco il suo "no, grazie"), allo stesso tempo una gran rabbia per quel primo posto rubato, per quella perdita di centralità e di esclusività.
Potrebbe dire dentro di sé: "E dire che subito pensavo fosse solo di passaggio, un gioco nuovo! Ma poi si è fermata qui, ed è ancora qui! Accidenti!"

Fabrizio vive per la prima volta l'ambivalenza di sentimenti ed ha bisogno di rimettere ordine, aiutato dalla mamma e dal papà che lo sapranno fare con infinito amore; e lui lo capirà. Si dirà, allora, di no quando è giusto dirlo, senza arrabbiarsi troppo, perché noi che siamo grandi comprendiamo le ragioni di tutti quei capricci, portando la sua attenzione su cose che lo interessano. Non si farà finta di niente di fronte agli scatti d'ira, perché la nostra comprensione non deve confonderlo.

Fabrizio ha bisogno che siano rispettate le regole di sempre, altrimenti potrebbe pensare che Laura provoca troppi cambiamenti. Ha bisogno in altre parole, di grandi intense manifestazioni d'amore, giocate solo con lui ogni tanto! Alleatevi con lui ogni tanto: "ma va là che tu sei un campione altroché quella piccoletta!" Ha bisogno di confini per contenere la sua arrabbiatura. Ha bisogno di essere aiutato ad ordinare e a fare pulizia emotiva dentro di lui. Smascherate i suoi giochi: "ma non ti vorrai mica arrabbiare per così poco!"

Ci sono in libreria alcuni bei libri che potrebbero aiutare il suo piccolo Fabrizio a comprendere intimamente le ragioni di tutta quella confusione che sente. Mi viene in mente "Che rabbia" edito dalla Babalibri e ancor di più l'ultimo libro di Babette Cole sull'amore: lo riguarda.

Lei ha una grande opportunità in questo momento: incontrare il lato sentimentale e passionale del suo piccolo Fabrizio! Provi a guardarlo con occhi che vedono il futuro. E ne sia orgogliosa. 
Buon incontro



copyright © Educare.it - Anno I, Numero 3, Febbraio 2001