Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Bambino ingestibile

Gentile redazione,
sono un'educatrice e lavoro in un Centro Sociale frequentato da minori a rischio di devianza. Tra questi c'è un bambino di 8 anni, molto problematico e di difficile gestione. E' originario del Marocco e vive in una famiglia in cui la sua esagerata vivacità viene duramente repressa. Ogni giorno, quando arriva nel Centro, per circa 4 ore ininterrottamente, riesce a sfogare tutta l'irrequietezza e l'agitazione che ha dentro, mettendosi in situazioni pericolose, urlando, insultando bambini ed educatori, alzando le mani. Nonostante venga rimproverato costantemente e sia seguito, insieme al padre, dai servizi sociali, non ci sono miglioramenti.

Io, da parte mia, ho cercato più volte di entrare in relazione con il bambino attraverso il dialogo, avvicinandomi a lui e al suo "mondo agitato" con calma, senza urlare, dimostrandomi interessata alle sue esigenze di bambino piuttosto che alla sua "devianza". Devo ammettere che ha funzionato, ma per ragioni logistiche di tipo organizzativo non è possibile affiancare un educatore esclusivamente ad un solo bambino; inoltre le attività svolte nel Centro richiedono l'intervento di tutto il personale educativo e, quindi, la partecipazione di tutti i bambini e... il nostro piccolo "schizzo" non intende assolutamente rispettare alcun tipo di regola!
Come riuscire, allora, ad integrarlo nelle attività, suscitare il suo interesse e gestire la sua turbolenza?
Vi ringrazio per la disponibilità.

 

Gentile Educatrice,
il bambino che ci troviamo di fronte è un bambino lacerato, le difficoltà che si porta dentro sono amplificate dalla situazione famigliare. Dalla sua e-mail non è chiaro quanto tempo sia che il bambino è qui, che tipo di rapporti ha con la scuola, di solito nel centro pomeridiano si sfogano le frustrazioni da insuccesso scolastico, relazione di vissuto del distacco dal proprio ambiente. La madre da quanto mi pare di capire non è con lui, ogni suo ancoraggio affettivo è stato messo in discussione. La lingua, i luoghi magari i fratelli tutto è un miraggio lontano. Sarebbe auspicabile che lo seguisse una figura maschile, ancora meglio se ci fosse a disposizione un mediatore culturale che possa dargli il modo di fidarsi e di affidarsi, con i bambini e poi i ragazzi stranieri la linea educativa da tenere è la responsabilizzazione da parte della figura di riferimento e regole chiare, quasi un contratto da rispettare. Il lavoro deve essere fatto in sinergia con scuola e famiglia, rischiate di lavorare in tre direzioni diverse con effetto disorientante che produce aggressività e violenza.
Le invio delle notizie sul sistema educativo che potrebbero esserle utili.
La saluto e la ringrazio.

Scenario
L’insegnamento pubblico in Marocco accoglie il 96,5% degli studenti effettivi. L’insegnamento privato, poco diffuso, è fornito essenzialmente da istituzioni nazionali e da qualche istituto di cultura straniero. L’insegnamento pubblico prevede l’insegnamento moderno e l’insegnamento classico. L’insegnamento moderno prevede l’insegnamento fondamentale di una durata di 9 anni istituito dalla riforma del 1985 (primo ciclo di sei anni e secondo di tre) e l’insegnamento secondario e tecnico di tre anni.
L’insegnamento classico è formato da un insegnamento fondamentale di una durata di sette anni (il primo ciclo di quattro anni e il secondo di tre) e di un insegnamento secondario di tre anni.

La durata degli studi ai differenti livelli di insegnamento
Come risulta dalla tabelle che seguono la durata degli studi nei diversi livelli di insegnamento si presenta come segue:

  • l’insegnamento prescolare ha una durata variabile tra i due e tre anni;

  • l’insegnamento fondamentale ha durata di nove anni (sei nel primo e tre nel secondo ciclo);

  • l’insegnamento secondario dura tre anni.

Scolarità obbligatoria
L’obbligo scolastico è stato istituito dalla norma n° 163071 del 13/11/63 che stabilisce "l’insegnamento è obbligatorio per i bambini marocchini dei due sessi dall’anno in cui compiono i sette anni fino ai tredici compiuti".
La riforma del 1985 che istituisce un insegnamento fondamentale di nove anni e la decisione ministeriale del 1998 che abbassa l’età di accesso in prima ai sei anni anziché sette prolungano questo obbligo.

Durata dell’anno scolastico
La durata dell’anno scolastico è di 35 settimane. L’anno è diviso in tre trimestri di circa 12 settimane ciascuno.
L’inizio dell’anno scolastico è il 16 settembre e la fine è prevista per il 30 giugno. Le scuole sono aperte sei giorni su sette e studenti e docenti beneficiano di vacanze in occasione delle feste nazionali e religiose e alla fine del primo e secondo trimestre. La durata delle vacanze è variabile data la mobilità delle feste religiose (più o meno 40 giorni per anno).

Programmi

L’insegnamento prescolare

Come prima tappa di educazione formale l’insegnamento prescolare è costituito dalle scuole coraniche e dalle scuole materne: è volto allo sviluppo armonioso delle facoltà fisiche e mentali del bambino attraverso un insieme di attività pedagogiche e ludiche che perseguono i seguenti obiettivi:

  • apprendimento di un numero definito di versetti coranici

  • iniziazione ai principi di base dell’educazione islamica

  • preparazione all’accesso al primo ciclo dell’insegnamento fondamentale attraverso attività che favoriscono l’interesse per arte e scienza

  • sviluppo della personalità e acquisizione delle nozioni di tempo, spazio e orientamento

  • sviluppo della manualità

L’insegnamento generale

Il primo ciclo fondamentale

Questo ciclo è costituito di tre tappe:

  • l’iniziazione (primo e secondo anno)
  • il consolidamento (terzo e quarto)
  • il potenziamento (quinto e sesto anno).

Benché ciascuna di queste tappe costituisca un’unità con obiettivi precisi esiste tra di loro una stretta dipendenza e una continuità organica; esse formano un ciclo completo e coerente.

Le discipline insegnate a questo livello e in ogni tappa sono raggruppate in otto unità didattiche:

  • educazione islamica

  • lingua araba

  • lingua francese (a partire dal terzo anno)

  • scienze sociali (storia-geografia ed educazione civica a partire dalla quinta). Negli anni precedenti le nozioni relative a storia e geografia sono veicolate dalle altre unità

  • matematica

  • attività scientifiche

  • educazione artistica e tecnologica

  • educazione fisica

 

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 4, marzo 2004.