Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Guerriglia in casa

Sono la madre di Mauro un bel bambino di 5 anni, vivace, intelligente, curioso, apparentemente sereno.
Mi sono separata dal padre quando lui aveva 2 anni, una separazione senza grossi scontri e ho un buon rapporto con il padre. Ho un lavoro impegnativo spesso arrivo casa stanca e a volte mi devo assentare da casa per brevi viaggi (5gg).

Mauro frequenta regolarmente la scuola materna fino alle 17.30, per un'ora viene poi seguito da mia madre, poi per 1 ora e mezza dal padre e infine lo seguo io. Come tutte le mamme separate vedo il bimbo a week-end alternati, 15gg di vacanze con me e 15gg di vacanze con il padre.

Il mio ex marito convive con un'altra donna e presto arriverà un bebè ed io ho una relazione burrascosa che mi porta ad essere triste e nervosa.

Mauro è definito dalle maestre come il combina guai, ogni giorno a scuola mi vengono raccontate le sue maracchelle e viene messo costantemente in castigo; è un bambino estremamente vivace, non ubbidisce a nessuno fa tutto quello che gli passa nella testa… le maestre mi hanno segnalato che MAURO ha bisogno di tranquillità.
Quando sto con Mauro ho la sensazione di essere in guerriglia, in una continua provocazione, non ubbidisce, spesso mi arrabbio urlo e a volte arrivo anche alle sculacciate e lui niente, come se non gli parlassi continua a fare come gli pare, con mio grande nervosismo.

Premetto che io, all'inizio, ho avuto un po' di difficoltà a imporgli delle regole, lo lasciavo fare convinta che avrebbe imparato dal mio esempio e poi soffrivo il fatto di ripetere un modello di madre severa che io ho dovuto subire con sofferenza, anche il padre avendo avuto un'educazione rigida all'inizio non ha imposto regole e a casa della nonna Mauro è un despota viziato e difeso da mia madre e da una zia:(Poverino e piccolino... ).. risultato fa quello che gli pare.
Con difficoltà ho imparato ad essere più severa ed a ottenere anche dei risultati! Ma alla fine delle mia guerriglia quotidiana mi sento in colpa perché non gli dedico molto tempo, perché quel poco di tempo è vissuto male, perché non sono una madre dolce e comprensiva, perché non gli sto offrendo una famiglia felice e serena ma un qualcosa fatto di superimpegni (lavoro /casa), di stanchezza, di " è sempre tardi sbrigati", di non fare questo e quello...ecc.

Come posso offrigli tranquillità in queste condizioni di lavoro e vita privata? Come posso instaurare un rapporto con Mauro più calmo e pacifico? Faccio bene ad impormi e ad essere severa?
Vi ringrazio per il vostro aiuto!

 

Cara signora Roberta,
ho portato la sua lettera con me molti giorni. Dentro la borsa, il foglietto piegato con me in giro al lavoro, per le città d'agosto, nelle passeggiate serali. Avevo bisogno come di ascoltare molte volte la sua voce in quella lettera. Volevo trovare parole che potessero aiutarla. Sarà difficile.

Lei è una donna intelligente, lucida, onesta, sincera. Ha già visto tutto. Sa che così non può funzionare. Non per Mauro che cerca di dirlo al mondo nei suoi modi, ma nemmeno per lei che ormai è stanca, stufa di amori sbagliati e di una vita sempre con il fiato corto. Ha ragione. Entrambi meritate di più. Perché in fondo ce la mettete tutta e allora è giusto che abbiate di più.

Cara signora Roberta come mi resta da dirle?
Forse che non fa bene a nessuno dei due tutta quella severità, forse che entrambi avete bisogno di un bel caldo grande abbraccio materno che vi conforti e vi consoli della fatica della vita.
Forse che è necessario, assolutamente necessario che lei e Mauro vi ritagliate un tempo tranquillo per stare insieme, per giocare, per andare al cinema, per coccolarvi sul lettone, per darvi l'un l'altro tutto l'affetto di cui siete capaci. L'amore verrà quando il Dio del tempo opportuno lo vorrà. Ora è tempo di dedicarsi a se stessi e a Mauro. Mauro ha bisogno di tempo. Niente di più.

Lasci il mondo fuori dalla porta ogni tanto e si dedichi con tutte le sue forze alla cura dell'intimità. Della vostra intimità. Lo ascolti. Gli parli. Viva la morbidezza della casa come un tempo prezioso. Ritroverete la calma ed allora tutto si aggiusterà.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, settembre 2001