- Categoria: Bimbi vivaci e/o iperattivi
Iperattività?
Gentile Redazione,
sono la mamma di un bambino vivace, forse, anzi con ogni probabilità iperattivo.
I sintomi sono: difficoltà a stare fermo a tavola, mentre legge, mentre fa' i compiti e naturalmente a scuola con relativo disturbo agli altri scolari. Preciso che il bambino ha 7 anni, non ha difficoltà di apprendimento e si dimostra molto interessato alle novità con frequenti domande a noi genitori e agli insegnanti. Sto limitando i danni di questo comportamento "marcando" stretto il soggetto che, appena trova una via d'uscita, torna ad andare per la sua strada.
Cosa posso fare di tecnico e terapeutico, per farlo diventare consapevole di sé, ad autogestirsi ed autocontrollarsi senza il mio costante controllo e quello delle maestre.
Gentile signora,
un bambino vivace non è necessariamente iperattivo ed i sintomi che lei descrive potrebbero avere origine da altre cause, temperamentali e relazionali. Glielo suggerisco perché il disturbo dell'iperattività, che compare associato a quello dell'attenzione con diversa prevalenza, comporta sempre difficoltà nell'apprendimento, mentre questa sembra non essere la situazione di suo figlio.
Apprezziamo allora l'interesse e la curiosità di un piccolo, che deve probabilmente essere aiutato ad apprendere gradualmente la capacità di autocontrollarsi.
Mi sembra di capire che è ciò che lei sta già facendo. Sappia che anche in questi casi il percorso educativo muove lentamente nella direzione esterno ---> interno. Oggi il bambino ha bisogno del controllo della mamma e delle maestre, che possono aiutarlo a maturare l'autocontrollo evocando la sua capacità di riflessione su quanto che fa, senza "dirigerlo a bacchetta". Ad esempio, di fronte al lavoro scolastico, è preferibile affiancarsi per porre delle domande (es. cosa devi fare?, hai considerato tutte le possibilità?, ti sembra che sia la risposta giusta? perché?) piuttosto che dire "fai questo", "è giusto", "così non va" ...
Per aiutare il suo bambino potrebbe essere utile, inoltre, insistere sulla comprensione delle conseguenze che hanno le sue azioni, soprattutto quando sono dettate dalla fretta o dall'impulsività. Parallelamente vanno colti e lodati tutti gli sforzi ed i risultati, per quanto piccoli, che il suo bambino non mancherà di raccogliere.
In ciò serve tanta pazienza ed un monitoraggio continuo: non coltivi l'illusione che un programma "tecnico o terapeutico" la possa sollevare da questo necessario lavoro di affiancamento.
Cordiali saluti
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000

