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Relazione di accudimento

Ho una bambina di 21 mesi.
È sempre stata una bambina dolce, affettuosa e sorridente. In questi ultimi 2 mesi io ho dovuto trascurarla per studiare per il mio esame di stato per avvocato. Ho sempre fatto in modo che stesse con persone conosciute, la sua baby-sitter, la sua nonna... Ho allungato i tempi di permanenza all'asilo e per un po' è stata bene. L'ultima settimana, invece, io, che ho finito giusto lunedì sera, l'ho vista molto poco. Per di più si è ammalata, ho trascorso le 2 notti prima del mio esame con lei che non dormiva... onestamente sono rimasta con lei quanto ho potuto... ma non è bastato.

La mia sensazione è che il suo carattere sia precipitato verticalmente in 48 ore, chiaro che stava male anche prima, ma adesso... piange per tutto, mi picchia, mi morsica (non aveva mai fatto niente di tutto ciò) si sveglia di notte e urla. Cerca di suscitare in ogni modo i miei rimproveri facendo tutto ciò che ha sempre saputo che non doveva fare.

Il mio problema è: come devo comportarmi? Non voglio essere dura perché è chiaro che mi sta mettendo alla prova, ma non posso neppure permettere che pensi di poter fare tutto quello che le passa per la testa... non so se vi può essere d'aiuto ma io con mia figlia ci sono rimasta sino ai 12 mesi, sempre...
Vi sarei grata se voleste illuminarmi...

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Gentile signora,
la relazione di accudimento da parte della madre è un momento molto importante nella vita di una bambina, tanto da rimanere per tutta la vita un bagaglio ereditario molto significativo. Così come l'aggressività è una energia sana che consente ad una bambina di attaccarsi ulteriormente alla madre. Con questo atteggiamento una bambina prende e si incorpora alla madre come una piccola ventosa che ha bisogno di nutrirsi. Essa è vigile a tutti gli stimoli che l'ambiente gli fornisce e a tutto ciò che accade intorno a lei così come è attenta a tutto ciò che è proprio della madre.

Se l'ambiente si carica di tensione, la bambina ha una reazione che spesso viene manifestata anche attraverso il suo corpo. Le sue stesse emozioni e frustrazioni esprimono un bisogno e il suo corpo fornisce dei segnali. La bambina attraverso l'atteggiamento aggressivo chiede alla madre protezione. Infatti, alcuni suoi bisogni non vengono espressi solo tramite il pianto.

Per il fatto che la Sua bambina le mandi dei segnali importanti, che lei è stata subito in grado di cogliere, non sta però ad indicare che sua figlia improvvisamente abbia mutato il carattere, ma piuttosto che sta mettendo in atto dei meccanismi che richiamano maggiormente la sua attenzione. La Sua bambina è stata accudita da Lei per 12 mesi e sicuramente questo periodo è servito a sua figlia per sentirsi protetta sufficientemente, tanto da poterla descrivere dolce, affettuosa e sorridente.

Il fatto che ora Lei, per motivi di lavoro, non sia più in grado di accudire in modo totale la sua bambina, non vuol dire che il suo carattere sia precipitato, come Lei sostiene. Piuttosto, sua figlia sta protestando per non averla tutta per lei. Significativi sono i suoi morsi, le botte, ma anche il suo pianto. Anche le sue urla notturne possono essere attribuite come atteggiamento di dissenso alla sua assenza. Insomma, la sua bambina non ha più la sua presenza come fonte di accudimento esclusiva.

La presenza della nonna è comunque importante. Essa è una figura di riferimento significativa, così come è altrettanto utile l'esperienza di socializzazione alla scuola materna. Lei ha detto bene, Sua figlia la sta mettendo alla prova. Comprendo quanto
questo per Lei sia un'esperienza forte, ma proprio perché la bambina non è in grado di autocontrollo rispetto alle sue pulsioni e alla sua aggressività, è compito dell'adulto e quindi anche della madre rispondere trasmettendo alcune regole e disciplinando alcuni atteggiamenti. E' sufficiente che essi siano pochi, ma solidi e tali da costituire la struttura interna della sua bambina.

Se ora è il momento in cui lei deve protestare, la lasci fare, Le consiglierei di leggere nei suoi atteggiamenti il messaggio che Le vuole trasmettere. In ogni caso Lei deve avere pazienza: in alcuni momenti della giornata conceda alla Sua bambina di ritrovare la sua mamma all'interno di una relazione "speciale" dove può sentirsi coccolata, abbracciata. Sua figlia troverà, attraverso il contatto tattile che deriva da un caldo abbraccio quelle certezze che al momento tentano di sfuggire al suo controllo. Riservi per Lei qualche momento di gioco. Se occorre, si serva anche del suo umorismo per sdrammatizzare momenti di tensione. Insomma le faccia sentire la sua calda presenza.

Lei accenna solo brevemente alla malattia della sua bambina, deduco che essa si riferisca ad una situazione che è già stata superata e di poco conto. Se così non fosse consulti anche una persona competente a fornirLe qualche indicazione medica in più. Se ciò non fosse necessario vedrà che questa situazione non andrà oltre a quanto ci siamo dette.



copyright © Educare.it - Anno I, Numero 11, ottobre 2001

 

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