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Buone e brave ... ma non con la mamma

Spett. redazione,
ho due bimbe, una di 5 anni e l'altra di 3 e mezzo, tutti mi dicono che sono molto brave e ubbidienti, ma quando sono con me le cose cambiano.

La più grande mi risponde molto spesso male senza un motivo apparente. Ad esempio quando, prima di pranzo, le dico di lavarsi le mani, comincia a sbuffare e battendo forte i piedi per terra mentre cammina, va a lavarsi le mani dicendo con voce quasi piangente che deve sempre fare le cose da sola (a 5 anni dovrei ancora lavargliele io le mani?).
Quasi sempre quando le chiedo di fare qualcosa, anche se lo faccio gentilmente, mi risponde con tono di sfida.

All'inizio rimanevo sconcertata e chiedevo spiegazioni con calma, ma difficilmente le ottenevo e comunque mai subito. Adesso comincio a perdere la pazienza e spesso ad una sua risposta "antipatica" reagisco con un urlo e, qualche volta, quando insiste con la disubbidienza, arriva anche uno sculaccione.

Mi rendo conto che ci deve essere qualcosa che non va, perché il suo non mi sembra un atteggiamento normale, e non capisco neppure dove abbia imparato a sbuffare e rispondere così sgarbatamente.
Pensavo che dipendesse dall'asilo e dal fatto che ritornava a casa stanca, ma ora sono due mesi che non ci va e la situazione non é migliorata. Quando vuole invece é bravissima, mi aiuta, fa giocare la sorella più piccola, fa tutto quello che sa di dover fare (lavarsi le mani e i denti, mettersi in pigiama, etc.) senza neppure che io glielo chieda, e questo mi fa arrabbiare ancora di più quando fa i capricci.

La piccola invece spesso fa i dispetti alla grande e a volte anche a me. Quando poi viene sgridata si mette a piangere ed urlare "come un'aquila" finché non la prendo in braccio e la coccolo un po'. Certe volte mi sfida in modo diretto e mi fa talmente arrabbiare che non ho proprio voglia di prenderla in braccio, ma poi la vedo così disperata che cedo. Sembra quasi che voglia provocare una mia reazione e quando la ottiene (anche se é solo una sgridata) si dispera (fino a qualche mese fa le capitava anche di svenire per un attimo, da quanto tratteneva il fiato piangendo). Certe volte vuole qualcosa, come un gioco o una caramella, e al posto di chiederlo si mette a piangere, oppure le cade il ciuccio e vuole che lo raccolga io, lei arriva ad un centimetro con la mano ma non lo raccoglie. A volte mi fa proprio "saltare i nevi", immagino che voglia comunicarmi qualcosa, ma non riesco a capire cosa e soprattutto non capisco perché debba farlo in modo così fastidioso.
Spero che almeno voi riusciate a darmi una spiegazione.

 

Gentile signora,
come lei stessa suggerisce, il comportamento delle sue bambine ha un aspetto comunicativo che cercheremo di analizzare sulla base degli elementi che ci ha fornito. Sarebbe stato importante avere almeno altre due informazioni: la posizione di suo marito in questa dinamica e la quantità (e qualità) di tempo che passa con le piccole.

Nella nostra esperienza abbiamo visto, ad esempio, che padri poco presenti nell'educazione dei bambini finiscono per far pesare solo sulle spalle delle mogli la fatica di essere amorevoli ed al contempo esigenti nel rispetto di alcune regole; non vengono loro in soccorso quando, stanche e "provate", si sta per perdere il controllo, anche se è evidente che non si può insegnare a comportarsi meglio (o a non urlare) mentre si perde la calma (o si urla).

La seconda informazione ci permetterebbe di comprendere maggiormente gli atteggiamenti della bambina più piccola. E' molto probabile che alcuni di essi siano stati appresi dalla sorella, ma altri potrebbero scaturire dalla percezione di un "senso di abbandono", che può essere fisico (se durante la giornata è a lungo lontano da lei) o psicologico.

In questo secondo caso il discorso è troppo delicato per essere affrontato "on line" ma sappia che è abbastanza comune per una mamma "sotto pressione" avvertire un sentimento di "invadenza" da parte dei propri figli e comportarsi, anche inavvertitamente, in modo da mettere un certo "distacco" tra sé e loro. Dal canto loro i bambini, anche quando non sono più molto piccoli, continuano ad aver bisogno di "incontrare" i loro genitori, in senso profondo e non semplicemente fisico. E' ciò che avviene nel momento delle coccole, nei piccoli rituali della giornata (es. con il bagnetto serale, purché sia fatto senza fretta ed in una disposizione d'animo tranquilla).
Questi "incontri" forniscono ai bambini quel "nutrimento affettivo" che tanta parte ha nel farli crescere buoni, ubbidienti e rispettosi verso chi si occupa amorevolmente di loro.

La situazione della bambina più grande, che si trova in un'età di per sé critica, ha i caratteri tipici del circolo vizioso. E' molto probabile che lei stia chiedendo a sua figlia un'autonomia che mal comprende e che viene vissuta come una preferenza della mamma per la sorellina. Ciò la spinge ad essere poco "compiacente" verso il genitore, cosa che lei ora non riesce ad accettare e che rinfaccia alla bambina, confermando in questo modo i suoi "sospetti" oltre ad offrirle così nuovi motivi per comportarsi male. Persino quando la sua bambina "è bravissima" lei dice di non riuscire ad apprezzarla, perché trova ancora meno giustificati i suoi capricci.

Su Educare.it abbiamo affrontato altre volte situazioni come questa: può avere delle indicazioni operative leggendo l'articolo "Arriva un fratellino!" o la risposta alla richiesta di "una mamma... esagerata".

 


copyright © Educare.it - Anno VII, Numero 1, Dicembre 2006

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