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Capricci e lagnanze ad oltranza

Buongiorno, mi chiamo Donatella ed ho due bimbi di 3 e 4 anni e mezzo.
Scrivo perché è ormai da molto tempo che il mio primo figlio mia sta facendo davvero sentire inadeguata come mamma... sembra quasi che qualsiasi cosa io faccia lo indispettisca e lo ferisca. Insomma, sembra proprio che "questa mamma" sia presente solo per complicargli la vita.
Prima che nascesse il fratellino il mio primogenito era un bambino molto sereno ed allegro (addirittura le persone che ci conoscono mi chiedevano se "era capace di piangere" dato che era raro non vederlo sorridente. La nascita del mio secondo figlio (che soffriva di qualche problema di salute) quando il primo era ancora piccolo ha fatto sì che io attraversassi un lungo periodo di stanchezza motivo di forte nervosismo.

Sono sicura che una mamma così urlante e poco giocosa il "grande" non se la sarebbe mai aspettata e credo che proprio da quel momento abbia iniziato lentamente ad "allontanarsi" da me.
Ad oggi (che la mia serenità è tornata da un pezzo!) mi sembra di percepire la sua voglia di avermi tutta per lui ma mi scontro sempre con i suoi atteggiamenti scontrosi (quasi che lui voglia verificare se esiste ancora la "mamma-cattiva" che ha avuto modo di conoscere nel periodo del mio esaurimento sia fisico che mentale) che terminano in pianti e langnanze ad oltranza quando "finalmente" portatami all'esasperazione prorompo nell'ennesima sgridata.
Amo i miei figli più di me stessa ma non so che "strada prendere" per riconquistare il mio ometto... Con il secondo sembra tutto così facile! E non perché io sia più tollerante, ma semplicemente perché riesco a non fargli oltrepassare quei limiti che (di questo sono convinta) devono esistere!

 

Gentile signora,
il suo bambino ha certamente tutto il diritto di essere arrabbiato ma la vita non sempre è quel che vorremmo che fosse, delle volte è semplicemente quel che è! Con le cose che non vanno per il verso giusto e non è colpa di nessuno, semplicemente è così.
Ed allora cara signora queste vicende che ci capitano e che vorremmo diverse, ci insegnano che c'è una distanza tra il sogno, il desiderio e la realtà e che la nostra possibilità di essere felici dipende esattamente da quanto sapremmo accettare e fare buon uso della realtà che ci è data.
Così come le mamme che a volte non sono solo per i loro prediletti bambini perché non stanno bene, o forse sono stanche, o forse sono prese da altre cose in quel momento più urgenti, insegnano ai nostri bambini che non si può sempre essere al centro dell'attenzione e dei pensieri della mamma.
Ed allora sì ci si può arrabbiare e noi saremo amorevoli con quelle arrabbiature perché le comprendiamo ma siccome sappiamo anche che sono momenti di crescita non cadiamo nella trappola dei sensi di colpa per alimentare quelle fantasie infantili, ma aiutiamo i nostri bambini a diventare grandi accogliendo la loro arrabbiatura ed aiutandoli a superarla.
Allora potremmo dire ad esempio mi dispiace molto che tu sia arrabbiato con me adesso però possiamo se vuoi fare un gioco insieme!
Possiamo mettere parole su quella rabbia e trasformarla in una spinta di crescita. Mi pare un'ottima occasione. Alla fine poi, la vita è molto sapiente.
Buone cose a lei e ai suoi bambini.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 10, settembre 2003

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