Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 7 - Luglio 2024

Bimbo con crisi isteriche

Egregio Dottore,
Vorrei avere un consiglio sul comportamento da tenere per l'educazione di mio figlio.
Ha poco più di 2 anni, è un bambino sveglio, intelligente, allegro e coccolone. Tuttavia ha sempre avuto un "caratterino" un po' ribelle e testardo. Non ci ha mai obbedito ed ascoltato, anche quando lo sgridiamo ad alta voce l'unico modo per farci rispettare è quello di dargli le pacche sul culetto, perchè con le parole non la capisce. Vuole a tutti i costi fare ciò che dice lui.
Mi rendo conto che la colpa è soprattutto nostra, in quanto quando era piccolo, io gli facevo toccare tutto, perchè pensavo fosse un bene per lui per crescere. Non gli abbiamo dato delle regole, se non negli ultimi tempi. Inoltre io e mio marito non siamo mai d'accordo, e quindi quando io dico una cosa mio marito ne dice un'altra e viceversa in merito alla sua educazione.

Massi è andato all'asilo a 15 mesi, ma è sempre stato malato, quindi sono stati più i giorni a casa con la nonna che quelli all'asilo. Ultimamente è addirittura peggiorato, lancia tutto ciò che ha in mano, alza le mani quando lo sgridiamo, vuole avere sempre "l'ultima parola" (fa lunghi discorsi, ma ancora indecifrabili a parte poche paroline). Non accetta le regole di casa, ad es. non ci si alza dal seggiolone se non dopo aver finito di mangiare, e se lo punisco e lo mettendolo in castigo, lui non ci va.
Da quando siamo tornati dalle vacanze, inoltre se gli si vieta qualcosa, o gli si propone qualcosa di cui lui non è d'accordo è una tragedia: piange, urla si butta per terra, ma piuttosto che arrendersi lui continua a gridare anche per un'ora, ha delle vere e proprie crisi isteriche che a volte mi vergogno dalle persone che mi vedono.
Siamo appena tornati da un viaggio all'estero, dove ha contratto una brutta infezione intestinale, è stato ricoverato all'ospedale dove gli hanno fatto delle punture, flebo e prelievi di sangue. Questo viaggio mi rendo conto lo ha sconbussolato ulteriormente, stava male poverino... e per dargli le medicine, visto la gravità, io e mio marito lo abbiamo forzato, lo tenevamo in due, e mentre lui urlava e si dimenava, io gli spruzzavo la medicina in bocca con forza, ma poi lui la risputava, non cedeva assolutamente.
Insomma capisco che il bimbo ha le sue ragioni a comportarsi così ma non riesco a decifrarle, chiedo aiuto per capirlo...che messaggi mi sta inviando?? Cosa devo fare per riparare?? Devo assecondarlo o essere rigida?
Per terminare poi mi sono accorta che quando conosce dei bimbi, diventa morbosamente appiccicoso a loro, invadente e fastidioso. E si comporta in due modi: o li segue e fa tutto ciò che fanno loro, o cerca di forzarli a fare ciò che vuole lui. E se cerco di allontanarlo perchè infastidisce, lui si ribella con capricci. Come mai?

 

Gentile mamma,

non posso che farle i complimenti per l'attento esame sia del comportamento di vostro figlio sia del vostro "stile educativo": in fondo, io sento che lei mi sta chiedendo semplicemente una conferma sul fatto che, avendo lasciato crescere Massi in una totale libertà, voi avete commesso errori oppure no.
Ebbene, la mia risposta, purtroppo, ma non fino in fondo, è Sì.

Naturalmente non mi accontenterò e non vi lascerò senza ulteriore conforto, cercando di darvi i necessari dettagli.
Come forse avrà notato, in cima alla mia risposta io ho "virgolettato" l'espressione STILE EDUCATIVO, e preciso che spontaneamente, anche se con un termine desueto ed oggi associato solo a significati negativi, spontaneamente avrei utilizzato l'espressione "Regime Educativo". Mi sono espressa così perché, nel vostro caso, come nel caso di molti altri (e questo è il primo conforto) non si può assolutamente parlare né di Regime ma nemmeno di Educazione , che significa "Tirare fuori" e, aggiungo io, qualcosa di buono e di bello : non dare regole, come lei mi specifica, non significa educare ma solo lasciar crescere, dal terreno che con tanto amore, tanti sogni, aspettative e bisogni affettivi abbiamo seminato, quello che viene. Ma non solo: se noi genitori ci mettiamo a guardare dalla sdraio la nostra coltivazione senza mai dirle: "Ora hai bisogno di acquaora di un po' di sole.ora, ti farà male, ma dobbiamo tagliare qualche fogliolina..", la "pianticella" verrà su senza sapere chi è, cosa può fare, come avere un giorno cura di se' e amore per chi la circonda!

Conviene quindi, e questo è un secondo punto di conforto perché è ancora molto presto, mettersi subito e presto al lavoro.
Lasciamo dunque la nostra metaforica "pianticella", e veniamo a Massi in carne ed ossa: come spesso dico, i bambini sono una "cosa" veramente meravigliosa! Quand'è che la pesticella si ferma? Solo quando gli date una pacca sul culetto. Perché? Perché la pacca significa limite, stop, non andare oltre. E perché? Perché ne ha bisogno.
Questo, ovviamente, non significa che voi dobbiate "lessargli" i glutei per tirarlo su bene, anche perché l'estremo rimedio funziona ed è efficace solo quando dato con tutti i sentimenti e quando serve. Credo che a Massi, quando prende una pacchetta, arriva chiaro il messaggio che voi non siete più disposti a tollerare i suoi capricci, che la vostra pazienza è arrivata sinceramente ma sempre amorevolmente al limite e che quindi non è più il caso di scocciare.

Vuole fare sempre quello che vuole? Vuole sempre avere l'ultima parola?
Ma, scusi, cosa vuole che faccia un essere umano di 2 anni e 2 mesi, che sta lasciando pannolini e biberon, che dovrebbe andare all'asilo, che è fisiologicamente ed intellettualmente alle soglie di un'autonomia sempre più piena, con due genitori che conosce come due che vogliono prima di tutto comprenderlo se non cercare di comandare a tutti i costi?
In più, terzo punto di conforto, i due anni sono l'età per eccellenza in cui si avviano le prime, fortissime crisi oppositive dei piccoli nei confronti dei genitori.
Pensa che un piccolino così possa mai mandare messaggi del tipo "Vi prego, mammina e paparino, ditemi in che cosa posso obbedirvi?" ??
Al contrario un figlio, in maniera diversa ovviamente a seconda delle sue età, ci manda un solo input: "Cari genitori: se non mi dite in che direzione devo andare, se non mi fate da guida, potete pure togliervi dai piedi!".

Quarto punto di grandissimo conforto: lei, cara signora, ha forse individuato l'anello debole delle reazioni educative all'interno del vostro sistema familiare, ravvedibile nel fatto da lei individuato che lei e suo marito non siete mai d'accordo sull'educazione di Massi. Mi creda: può fare più danni l'incoerenza educativa che la mancanza di uno dei genitori!
Veniamo dunque al "consiglio" che lei sicuramente sta desiderando da me e che io le scodello prontamente: le consiglio vivamente una "seratina" con suo marito!
..non mi fraintenda, signora: non sto alludendo a lume di candela e incensi, ma al bambino piazzato al sicuro (da una brava nonna o tranquillamente nel suo letto), un tavolino, due sedie, carta e penna. Una volta lì, e strettamente in queste condizioni, guardatevi negli occhi ed esplicitatevi le vostre ragioni interiori. Rinnovatevi il vostro amore e il piacere di stare sempre insieme e poi cominciate a parlare di Massi: chieda a suo marito, anche di nuovo, se è questo il vostro caso, come si è sentito quando è diventato papà, quali idee aveva ed ha in proposito, quali sono i suoi sogni e le sue aspettative, e anche lei, signora, parli in questi termine al padre di suo figlio.

Poi fantasticate sul tipo di persona che vi piacerebbe diventasse Massi ma non nei termini di "Un brillante avvocato" oppure "Medico come il suo trisnonno": non parlate del futuro status di vostro figlio, ma confrontatevi sulla persona e quindi sui valori che vorreste passargli. Dovrebbero uscire parole come "creatività", "estroversione", "generosità", "allegria", e non assolutamente "basta che abbia tanti soldi, chi se ne importa se è cafone" oppure "capriccioso per tutta la vita, però non dovrà mancargli niente!".
Una volta sviscerati valori e priorità vitali , cominciate a mettere in linea con essi alcune semplici regole : scrivetele, affiggetele, mettetele nel taschino e cominciate ad applicarle, prima di tutto voi e nello stesso tempo, proponetele con fermezza al bambino.

Non crediate che Massi potrà mai diventare, né da un momento all'altro né mai, un mansueto agnellino: vostro figlio è probabilmente destinato ad essere un "rompiscatole", strillone e puntiglioso. Ma quando sarà il momento, saprà dove fermarsi, e questo è già una cosa enorme. Inoltre, quando inevitabilmente incontrerà delle difficoltà, saprà stringere i denti e dare buona prova di se': grandioso.

Per rispondere alle sue ultime domande particolareggiate: in vacanza non gli avete fatto nessun torto. Lui si può offendere quanto vuole, ma voi non potete permettere che una dissenteria lo riduca ad uno straccio. Massi dovrà essere messo in condizioni graduali di capire anche questo, cioè che ci sono emergenze in cui non è possibile piantar grane.
Con gli altri comanda o si fa comandare senza via di mezzo? Siamo sempre in linea: se Massi trova chi gli lascia spazio, se lo prende; se invece sente che quella nuova persona gli pone dei limiti, abbassa le orecchie e lo segue.
Fa i capricci in pubblico? Non è lei che deve vergognarsi e la gente la ammirerà perché lei non mollerà.
Perché lei, carissima signora, non deve né assecondare né essere rigida con Massi: deve essere ferma.


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 9, Agosto 2005