Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Orrore per il cibo da "grandi"

Ho scoperto oggi con immenso piacere l'esistenza del vostro sito, e mi precipito a chiedervi consulenza su un problema che sta mandando veramente in crisi sia me che mio marito.

Abbiamo una bambina di 25 mesi che ultimamente sta diventando un vero terremoto, ma questo credo possa essere normale, accentuato magari dal fatto che può essere definita un "bel caratterino". Ma il problema grosso non è questo.
Riguarda la sua alimentazione: alla sua "venerabile" età si ostina ancora a mangiare come una bimba piccolissima, nel senso che non le interessa, non vuole e si rifiuta categoricamente di assaggiare cibi diversi da: minestrina di verdura con pasta o riso, omogeneizzati di carne, pesce o formaggino, frutta omogeneizzata, pane, grissini, biscotti, prosciutto e ovviamente il latte.

La ragione di ciò credo sia da ricercare nel fatto che , ahimè, fin dopo l'anno di età, su consiglio della pediatra, non le ho fatto assaggiare nulla di diverso in quanto, mi diceva, gli alimenti per l'infanzia sono più controllati. Ma ho l'impressione di averla fossilizzata sui suoi soliti gusti, di aver perso l'attimo in cui magari era più curiosa delle novità. Non voglio dire che sia una bambina inappetente, mangia più che a sufficienza, ma sempre e solo le solite cose. Il nostro problema è che abbiamo iniziato ad inserirla al nido, e non sappiamo proprio come lasciarla a pranzo, visto che già lo spuntino delle 10, composto di frutta varia, non lo assaggia neppure, benché veda gli altri bimbi mangiare con golosità.

Le abbiamo tentate tutte: con i discorsi e i ragionamenti, con i rimproveri, presentandole piatti nuovi e dicendole che se non mangiava quello non avrebbe avuto altro ( è stata tre giorni senza mangiare altro che la colazione e la merenda), facendola mangiare con altri bimbi, lasciando in giro pezzi di frutta casualmente....niente. Abbiamo lasciato perdere per diverso tempo, ma al primo tentativo si è messa a urlare NOOOOOO!!! davanti a uno spaghetto, o a un pezzettino di pesce o di banana. Già di carattere è testardissima, ma su questa cosa è irremovibile. A settembre andrà alla materna, ed ho veramente il terrore di non risolvere nulla, visto che sono mesi che aspettiamo che si sblocchi ma non succede mai.

Vi sarei veramente grata di una vostra consulenza, visto che tutti i tentativi che ci sono stati suggeriti dai vari amici, nonni, pediatri non sono andati a buon fine.

 

Gentili Signori,

ho potuto leggere e constatare che avete fatto veramente di tutto! E più ne avete tentate, più convinta è stata la risposta da parte della piccola: "nooooooo!!!"
Ma allora, per ottenere il tanto atteso "sì" si dovrebbe fare il contrario di quanto si è fatto fin'ora? Forse in un certo senso la soluzione potrebbe essere proprio questa.

Probabilmente quando non proverete più a fare più nulla per parecchio tempo (settimane o mesi) e probabilmente quando meno Ve l'aspetterete, la bambina proverà ad assaggiare nuovo cibo. Vorrei comunque farvi notare che la dieta attualmente assunta dalla piccola è completa dal punto di vista nutrizionale e non contiene solamente omogeneizzati: c'è anche pane, grissini, biscotti, prosciutto, latte,
minestrina di verdura con pasta o riso. Ottimo. Che la piccola non voglia (ancora) abbandonare "il piacere del palato" di alcuni omogeneizzati mi sembra comprensibile. Inoltre non credo che Voi l'abbiate "fossilizzata" su alcuni gusti. La preferenza per alcuni gusti può perdurare per molto tempo, pensiamo ad esempio solo al caffè nel mondo adulto! Tutti noi abbiamo determinati cibi che preferiamo nel corso degli anni.

A proposito di omogeneizzati di frutta vorrei inoltre informarvi che circa un terzo dei bambini non mangia la frutta fresca: grande "cruccio" problema delle mense scolastiche e dei servizi dietologi preposti ad esse! In autunno la bambina andrà alla scuola dell'infanzia e potrete constatare che i problemi che mi avete esposto sono "all'ordine del giorno". Parlatene con le maestre per mettervi d'accordo su un progetto comune ai fini di stabilire se la bambina può "rifarsi" a casa, qualora non dovesse mangiare durante i pasti predisposti dall'istituzione. Per intanto lasciatele il piacere di qualche suo "amato" omogeneizzato privo sia di coloranti che di conservanti al contrario di non pochi cibi "da grandi".

Spero di esservi stata in qualche modo utile, contattatemi qualora persistessero ulteriori dubbi.




copyright © Educare.it - Anno I, Numero 5, Aprile 2001