Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Fame notturna

Sono una ragazza di 23 anni, diabetica da 12 anni, ed è da circa due anni e mezzo che soffro di un disturbo fastidiosissimo che non riesco a tenere sotto controllo pur imponendomi di volerlo superare; mi capita che alla sera vado a dormire stanca, convinta che trascorrerò una notte intensa di sonno e invece puntualmente dopo un'ora circa mi sveglio con sintomi di fame, in genere voglia di carboidrati (frutta, pane, crackers, dolci, biscotti,....) e in più sento come dell'ansia internamente o panico, non so, e più volte ho provato a fare il test glicemia, pensando che si trattasse di un'ipoglicemia, ma il problema non era quello. Tutto ciò mi comporta grossi problemi sia per il fatto che mi sveglio con la sensazione di non aver riposato per bene sia perché comunque mangiando devo fare subito dell'insulina per coprire l'eventuale picco glicemico.

Devo dire che quando cambio letto (se per esempio vado da un'amica o in un albergo) non mi capita ,se però torno a casa mia a ***, perché io abito da sola a ** da 5 anni per motivi di studio, la prima sera non mi succede nulla e poi torna il problema; poi ci sono anche volte in cui mi sveglio e riesco ad avere la lucidità per pensare che mi fa male tutto ciò e riesco a controllarmi, altre volte invece mi sembra di essere dominata da non so che cosa e anche se voglio tornare a letto non ci riesco..... eppure durante il giorno la mia alimentazione è molto equilibrata e comprende tutti gli alimenti, non ci sono affatto carenze perché mangio un po' di tutto e 5 volte con spuntini; tre volte alla settimana faccio anche un'intensa attività fisica che mi scarica molto e anche prima di andare a letto quando mi sento molto bene per essermi scaricata con lo sport penso che se mi dovessi svegliare devo ritornare a letto ma poi mi addormento e poi quando succede non riesco a venirne fuori; ho provato anche a prendere tisane o gocce omeopatiche ma l'effetto e' stato nullo. Ho provato a pensare alla mia vita quotidiana e devo dire che sono molto impegnata durante il giorno ma non eccessivamente stressata e non ho neanche motivi validi da cui possa scaturire una forte ansia, non ho preoccupazioni forti, anzi devo dire che in genere tutti gli impegni che prendo riesco a portarli a termine con molto successo quindi sono molto soddisfatta e in genere tutto ciò che mi impongo di fare riesco a realizzarlo, infatti l'essere perdente contro questo terribile problema mi fa stare molto male. Non so come fare, anche se qualche volta riesco a vincere questo problema e mi armo di speranza poi la notte dopo il problema ricompare. Se ha capito quale può essere la causa e ha una soluzione da suggerirmi la accolgo volentieri altrimenti se può indicarmi un Centro a cui posso rivolgermi qui a ** le sarei molto grata.

 

Carissima,
mi sarebbe piaciuto conoscere il tuo nome di battesimo per personalizzare al meglio questa mia risposta.
Il diabete ha colpito me personalmente e la mia famiglia; ne ho fatto, inoltre, una scelta di vita. Infatti, mi occupo, ormai da alcuni anni, di bambini e ragazzi diabetici e delle loro famiglie. Anche alcune scuole fanno affidamento sulla mia figura per lavorare con studenti diabetici che manifestano disagio.
Posso dirti, quindi, grazie a questa mia esperienza, che la realtà del diabetico, e di chi gli vive accanto, non è facile ma anche che, molto spesso se non quasi sempre, le difficoltà di condurre la malattia non nascono direttamente da essa ma da tutt'altro: dalla propria vita, generalizzando, dai vissuti e dalle relazioni che si hanno, principalmente
con se stessi.
Inoltre, se questo può consolarti, posso aggiungere che il rapporto conflittuale e poco equilibrato col cibo, è di tutti. PERCHE'?

Io credo per tutta una serie di motivi: innanzitutto, perché vivere col diabete è un fatto di disciplina. Orari, regole e niente colpi di testa. Le regole, il vademecum li avranno di certo insegnati anche a te e alla tua famiglia: terapia, dieta, movimento. Se ci pensi bene, nessuno contravviene alla terapia: controlli, dosi d'insulina, generalmente non si saltano; sul movimento alcuni soprassiedono, specialmente gli adulti impegnati col lavoro; sulla dieta casca l'asino! Rinunce, rinunce e ancora rinunce, almeno apparenti: sì, perché in fondo la dieta del diabetico si fonda su un'alimentazione bilanciata, basata sui carboidrati e ricca di fibre, povera di zuccheri semplici che fanno anche male ai denti. Un'alimentazione che farebbe bene a tutta la popolazione, insomma!
Sì, intanto, quando mi trovo a fare attività coi ragazzi, i maschi generalmente scelgono immagini di belle donne e cosce di pollo; le ragazze mettono attori, bambini e cuccioli e grandi torte!
E se chiedo loro: - Ma prima del diabete, avevi sempre fame, ti piaceva tanto mangiare?- mi rispondono candidamente che no, non gliene importava proprio niente!
Le mamme confermano, raccontando che prima del diabete non c'era verso di far loro mettere un cucchiaio di qualsiasi cosa in bocca, e invece adesso non vedono l'ora che tutti vadano a dormire per incontrarsi col frigorifero.
Se poi sono in ipo, apriti cielo: sentirsi male con la glicemia a 40 è il permesso conclamato per mangiare! PERCHE'?

Penso che sia un fatto di educazione: quando a te è arrivato il diabete avevi pressappoco 10 anni. I tuoi genitori, quindi, saranno stati informati su cosa dovevano fare per aiutarti a stare bene. Qual è stato l'atteggiamento che hanno assunto?
Ti faccio un simpatico esempio: conosco una ragazza con la tua stessa età e diabetica dallo stesso numero di anni. All'inizio sua mamma, poiché le avevano spiegato che doveva accuratamente evitare oltre agli zuccheri, anche
i grassi, non le faceva mai mangiare latticini. Siccome la bimba, però, si era fissata coi formaggi, la mamma non ne lasciava mai in casa, quindi usciva sempre con una borsa piena di prodotti caseari! Fra l'altro, ancora adesso ne è ossessionata!
Penso che avrai già intuito dove voglio arrivare: è così che una qualsiasi cosa diventa il demonio, e più la si osteggia, più la si desidera. E poi, come dire, alla terapia ci si rassegna, è irrinunciabile, tiene in vita (l'insulina, come saprai, è considerata un "salvavita"), ma a mangiare. Se si considera la terapia come abbiamo fatto fino ad ora, il cibo è l'unica variabile che si può controllare, manipolare, usare, anche per se stessi oltre che per gli altri.
Non possiamo dimenticare, infatti, la natura emotiva dell'alimentarsi: fin dagli albori della vita, la relazione del bambino col mondo esterno è tutta imperniata sull'alimentazione, nell'abbraccio caldo, consolatorio, emotivamente nutriente con la mamma.
Pensiamo a disturbi come la bulimia o l'anoressia: iperalimentarsi o non nutrirsi affatto diventano un modo per urlare il proprio dolore e i propri bisogni.
Ecco: alimentarsi è un bisogno, e non soltanto fisico.
Di te, mi fa pensare questa cosa: di giorno sei bravissima, addirittura vivi sola; eppure di notte, appena il sonno si è avviato, le tue difese e la tua attenzione alle regole cedono e non riesci più a controllarti. Potrebbe essere un fatto di inibizioni: durante il riposo queste si allentano e buonanotte! I tuoi bisogni, il tuo dispiacere, le tue difficoltà, così ben compensate e razionalizzate durante il giorno, affiorano. La tua fame di cibo potrebbe celare così una fame di vita, di esperienza, amore, trasgressione, rilassamento, salute! Tu hai analizzato consapevolmente la tua vita e non vi trovi fonte di stress. Eppure 12 anni di diabete e di osservanza possono bastare!

Se fossi in te, io proverei a fare alcune cose: parlare col diabetologo del problema per escludere con certezza che non ci siano dei picchi glicemici che ti provochino questo malessere (ad esempio, la misurazione con l'holter glicemico potrebbe essere un ottimo mezzo d'indagine).
Fatto questo, io cercherei un aiuto psicologico per sondare se il tuo possa essere un disturbo del comportamento alimentare; anche un gruppo con altri diabetici potrebbe esserti di supporto.

Io ti consiglio di visitare il sito www.progettodiabete.it di cui sono consulente: troverai qualsiasi cosa tu abbia bisogno. Ti segnalo pertanto la dott.ssa ALESSANDRA ARONICA, psicologa e psicoterapeuta, di Roma, anch'ella diabetica, che potrà fornirti senz'altro un aiuto on line.

Ti segnalo anche un libro: SONO INFELICE E MANGIO! (Già il titolo la dice lunga.), di L. Vincent, Ed. Paoline

Per quanto mi riguarda, spero di esserti stata d'aiuto. Ti aggiungo una giusta appendice a ciò che affermavo prima: convivere col diabete non è facile, ma possibile.
1000 Auguri!

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 12, novembre 2002.