Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Comportamento strano

Nostra figlia ha due anni e mezzo, da un po' di tempo a questa parte ha dei comportamenti strani che preoccupano moltissimo mia moglie e di riflesso anche me, che di solito non lo sono.

Es. 1 - Non vuole più vestirsi e non vuole più mettersi il pannolino arrivando persino al punto di strapparsi la roba da dosso e riprendere il pannolino dal bidone della spazzatura, piangendo in modo terribile fino al punto di farsi venire delle piccole convulsioni con accenni di vomito.

Es. 2 - Non mangia praticamente nulla, la sua giornata tipo consiste in 250 gr di latte con biscotti la mattina, durante il giorno non vuole assolutamente niente tranne uno o due biscotti e una camomilla (non sempre) la sera.

Es. 3 - Non ha mai voluto socializzare con altri bambini arrivando persino al punto di piangere se viene anche solo urtata per sbaglio da uno di loro e piange anche se un bambino riprende il proprio gioco e lo toglie anche solo dalla sua attenzione.

Es. 4 - Fino all'anno scorso piaceva anche a lei colorare con i pennarelli, adesso vuole che coloriamo noi e lei sta a guardare, anzi è lei che ci dice cosa dobbiamo rappresentare sul foglio.

Es. 5 - Le piacevano moltissimo anche le videocassette dei cartoni animati, adesso dopo dieci minuti si stufa e si limita solo a guardare la pubblicità.
La prego ci aiuti!

 

Gentile Signore,
da quanto lei ci dice, non è facile comprendere quali possono essere le cause del comportamento della sua bambina. Ogni bambino è diverso per temperamento sin dalla nascita, poi i condizionamenti esterni ne determinano il carattere.
Alcuni hanno più difficoltà di altri a trovare una buona autoregolazione e mettono a dura prova le capacità d'accettazione dei loro genitori che si trovano così, in una situazione di agitazione e di stanchezza che trasmettono inevitabilmente anche al loro bambino. A tale proposito sono interessanti gli studi di Daniel Stern, sull'interazione madre-bambino.
Ci sono anche bambini particolarmente sensibili che reagiscono in modo molto "aggressivo" a tutto ciò che succede intorno a loro e piangono con rabbia senza riuscire a trovare una via d'uscita da questo stato d'ansia. Anche questa situazione crea inevitabilmente tensioni in famiglia e si stabilisce un circolo vizioso dal quale sia il figlio che i genitori non sanno come uscire.

Ultimamente nello stile d'allevamento dei bambini, c'è una notevole confusione, generata dalle tante teorie educative a volte totalmente contrastanti tra loro.
In America, il pediatra William Sears, sostiene che per calmare i loro piccoli, i genitori li devono tenere in braccio ed allattarli e tenerli nel letto con loro, ogni volta che devono essere tranquillizzati.
In questo modo i genitori si devono adeguare ai ritmi di "sua maestà il bambino" (come lo definisce Freud) con i risultati che lei mi descrive nella sua lettera.
Anche il Prof. Massimo Ammaniti a tale proposito scrive: << Queste nuove tendenze educative hanno avuto notevoli ripercussioni sullo sviluppo del sé nei bambini, costretti a crescere in un ambiente in cui i punti fermi sono sempre meno stabili. Genitori che non sanno prendere posizione, che non sanno dire di no quando è il caso. L'atteggiamento di indulgenza non pone i figli al riparo da esplosioni di rabbia e di violenza, spesso provocate dal fatto che i genitori si sentono impotenti a fronteggiare la situazione >>. (Crescere con i figli M. Ammaniti, ed Oscar Mondadori).
E così i figli crescono pensando di poter fare tutto ciò che vogliono, senza capire che occorre adeguarsi e rispettare anche le altre persone.

Nel vostro caso, come già detto all'inizio, io non ho elementi sufficienti per capire quale può essere stato lo stile educativo che ha determinato i comportamenti di vostra figlia e che giustamente vi preoccupano.
Posso solo ipotizzare, da quanto mi dite, una certa forma di insicurezza da parte vostra, che vi ha portato a non essere abbastanza decisi nel dare le regole e i limiti che ogni bambino crescendo "chiede" per il suo benessere psico-fisico.
La fiducia in sé stessi come educatori e nelle proprie capacità genitoriali, sono indispensabili per rassicurare i bambini circa la loro richiesta di determinati comportamenti. Quando i genitori "cedono" alle richieste di atteggiamenti che non condividono, implicitamente giustificano le ansie del figlio e ne confermano la legittimità. Es. se un bambino non vuole mangiare determinati alimenti o vuole dormire nel lettone, se non si è sicuri nel porre limiti o nel sostenere l'utilità di quel tipo d'alimentazione, il bambino percepirà che le sue posizioni e le sue paure sono giuste.
Una bimba di due anni e mezzo, non può decidere quello che "va bene" per la propria crescita, perciò è per il suo benessere che i genitori devono saper porre dei limiti ed imporre, con dolcezza ma con fermezza, ciò che è giusto.
Le regole servono a lei, per la sua crescita, e la loro applicazione non deve essere vissuta dai genitori con senso di colpa, anzi è un modo per aiutarla a crescere con maggior sicurezza.
Come ci sentiremmo noi automobilisti se non avessimo nessun punto di riferimento che ci aiuti a capire ciò che è giusto fare o non fare per la nostra sicurezza? Per fortuna che ci sono NORME e DIVIETI.

La vostra bambina ha già acquisito (ma non consolidato) alcuni comportamenti che vi preoccupano, ma è ancora piccola e con molta pazienza e fermezza, riuscirete a farle comprendere ciò che, per il suo bene è giusto che faccia e non faccia. Non imponete le cose come se fosse un ordine rivolto solo a lei, ma fatele comprendere che "tutti" si comportano così e che chi non lo fa sbaglia. Sarà più difficile per l'alimentazione, ma non è sicuramente sano che una bambina di quell'età si alimenti così.(Sarebbe utile conoscere la sua altezza e il suo peso).
Se questi comportamenti persistono, vi consiglio di farvi aiutare da qualche collega della vostra città.



copyright © Educare.it - Anno II, Numero 12, novembre 2002.