Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

Alimentazione e pannolino

Sono la mamma di 2 bambini, uno di 3 anni e 3 mesi e l'altro di 2 anni e 2 mesi.
Ho 2 ordini di problemi col maggiore che non riesco a risolvere, nonostante abbia provato diverse forme.
Il bambino più grande infatti, nonostante sia molto sveglio ed intelligente e nonostante veda il fratellino minore mangiare con appetito e con le posate da solo, vuole sempre essere imboccato (escluso naturalmente ciò che gli piace parecchio, es. pizza o patatine fritte). Ciò crea problemi anche con le maestre all'asilo che si sentono in "obbligo morale" di accontentarlo pur di farlo mangiare. Ho anche provato a mandarlo a letto senza cena, se lui si rifiutava di mangiare da solo: la cosa non lo infastidiva più di tanto e sembrava ben contento di non mangiare. A nulla naturalmente valgono i rimproveri (che so non dovrei fare) relativi alla differenza di appetito e di capacità autonoma di mangiare del fratellino minore.
Non so più come fare: ogni pranzo e cena è una lotta e temo di creare nel bimbo sbagliati atteggiamenti relativi al cibo.

Il secondo problema riguarda invece l'evacuazione sempre del bambino maggiore: è assolutamente autonomo riguardo alla pipì durante il giorno, mentre "rimanda" l'evacuazione delle feci al momento in cui al pomeriggio o alla sera va a letto, per farla DA SVEGLIO nel pannolino. A nulla sono valse promesse di regali, incentivi affinché lui faccia popò nel vasino; ogni tanto smetto di insistere, quando la mia razionalità mi dice che potrei creargli inutili e stupidi complessi; tuttavia non posso non notare come un bambino cosi intelligente non riesca a capire.
Sono abbastanza tranquilla di riuscire a "gestire" con serenità la sua non elevata appetenza, facendogli mangiare quanto lui voglia, ma non sono affatto sicura di poter tollerare a lungo che debba venire imboccato alla sua età.
Vi ringrazio anticipatamente per i consigli che vorrete darmi.

 

Gentile Signora, 
dalla sua lettera, come prima sensazione, si sente che Lei considera il suo primogenito il "bambino grande". In realtà è un bimbo di tre anni e quattro mesi; è ancora molto piccolo!
Il fratellino, che ha un anno di meno, è diventato per lui un riferimento negativo in tutti i sensi.
Primo, perché come Lei stessa ci dice, non riesce ad esimersi dal fare confronti, secondo perché mette il più "grande" nella condizione di doversi differenziare anche a costo di tenere atteggiamenti che noi definiamo "negativi", ma per lui comunque e semplicemente diversi. Quando si insegna ad un bambino a fare una cosa, gli si dice: "Non è una cosa facile, ma tu puoi farcela!".
Lei invece a suo figlio fa arrivare questo messaggio: "Lo fa perfino tuo fratello che è più piccolo di te, perciò tu che non riesci a farlo, sei un incapace!" e l’autostima va sotto zero.
Sicuramente Lei agisce in buona fede, con l’intenzione di aiutare il suo bambino a superare le sue difficoltà, ma purtroppo in ogni caso vanno tenute presenti le condizioni in cui si trova il piccolo e il suo temperamento. Non penso che per lui sia stato facile rinunciare a soli tredici mesi alle cure esclusive della mamma!
Le consiglio di leggere anche le altre mie risposte: Comportamento strano, Alimentazione più corretta, Problemi di alimentazione a 5 anni e tante altre che Lei troverà sui problemi simili a quelli che Lei sta affrontando, veda la pagina archivio sull'alimentazione, ripeterei anche a Lei le stesse cose e non credo sia necessario.
Se le è possibile dedichi più tempo al suo bambino, stia di più con lui da solo, non lo colpevolizzi se non mangia di tutto ma lasci che mangi le cose che predilige. Sarà lui a chiederle altri alimenti se Lei non glieli impone! Non facciamo l’errore di volere a tutti i costi trasformare i nostri figli in piccoli adulti, hanno bisogno di crescere secondo i loro ritmi. Purtroppo è la società che impone modelli distorti e che ci fa sentire madri non realizzate se i nostri figli non corrispondono agli stereotipi proposti come vincenti, ma in realtà sono delle trappole per i nostri bambini e loro per fortuna "non ci stanno!" e si ribellano come possono!
Inoltre provi ad arricchire il momento del cibo di altri valori: un momento di incontro, fatto serenamente e senza fretta, in cui ci si può permettere un piccolo dialogo, possono offrire al suo bambino motivi per superare il bisogno di farsi imboccare.
Se ritiene che le possa essere utile, mi scriva di nuovo.

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 3, febbraio 2004