- Categoria: Esperienze del dolore e della morte
Mamma gravemente ammalata
Sono una zia di un bambino di 2 anni e mezzo..... E' sempre molto vivace e è molto geloso della sorellina di 4 mesi. Spesso dice parolacce ai genitori e a tutti i grandi che conosce. Se gli si dice di non dire le parolacce o gli si dice di fare qualcosa, mangiare, non rompere qualcosa...... lui fa esattamente il contrario. Spesso succede che i genitori rimproverano duramente il bambino ma questo non serve a niente e peggiora la situazione.
Vorrei sapere come ci si deve comportare in questi casi, come è possibile modificare la situazione.
Parlare liberamente di malattia e di morte non fa parte della nostra cultura occidentale, pertanto fin da bambini ci viene impedito di esternare qualsiasi domanda affiori e che necessiti di una risposta immediata.
Fintanto che la malattia non ci riguarda viviamo questo processo da spettatori e difficilmente ci pensiamo protagonisti di questo evento.
Invece è proprio quando la malattia e la morte ci rendono partecipi di questo momento che ci rendiamo conto quanto sia importante parlarne. Quindi già in famiglia è necessario affrontare in tempo utile questa tematica soprattutto per non trovarci impreparati un giorno quando anche un nostro familiare sarà coinvolto direttamente nella malattia. Parlarne è importante soprattutto quando ci sono dei bambini che possono interpretare erroneamente questo processo naturale, mentre è indispensabile che essi comprendano correttamente questo evento.
Si è erroneamente portati a pensare che un bambino non sia in grado né di comprendere, né di elaborare ciò che stà accadendo, ma spesso questa convinzione appartiene a paure di noi adulti, che non permettono questa condivisone con un figlio.
Anche la bambina della sua amica ha bisogno di comprendere ciò che stà accadendo alla madre, ha bisogno di sentirselo raccontare questo evento doloroso che lei sicuramente stà vivendo in modo drammatico, ma di cui nessuno le permette di raccontare.
Certo lo vive nel suo mondo immaginario, ma proprio perché è il suo mondo fantastico che viene coinvolto, è necessario che capisca cosa sta succedendo.
Una madre è una figura di riferimento importantissima nella vita di un bambino e a maggior ragione egli deve conoscere per elaborare, anche il lutto della perdita quando e se essa ci sarà.
Ciò permette di evitare che questo evento assuma proporzioni non delineate correttamente ed evita che le informazioni che arrivano dall'esterno riguardo al processo di morte siano ingigantite perchè influenzate dal morire surreale o deformato dal potere mediatico.
Dalla sua lettera non emerge se questa bambina abbia la possibilità di parlarne in famiglia con altre figure di riferimento, certo è necessario che si faccia un'idea di ciò che stà accadendo; quindi è necessario che incontri la madre perché possa comprendere e rendersi consapevole di ciò che avverrà.
Ciò permetterà a questa bambina di salutare questa madre senza sentirsi abbandonata, senza lasciare sospesi, permetterà a questa bambina di aver toccato con mano il motivo per il quale questa madre non è stata presente in questi momenti della malattia, ma soprattutto ci sarà la presa di coscienza che la morte è un evento naturale, seppur doloroso e spesso incomprensibile.
Questo incontro permetterà non solo alla bambina, ma anche alla madre, di dare un senso ed un significato a ciò che stà accadendo, e soprattutto condurrà la piccola ad elaborare un lutto che è inevitabile essa viva.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 7, Giugno 2005

