Stop the genocide poster

Capire mio nipote

Gent.ma dott.ssa Monika,
ho per caso aperto questo sito alla ricerca di un aiuto su un problema e ho letto, per caso, la lettera della Sig.ra Paola (credo sia questo il nome). Le vorrei sottoporre un problema analogo che riguarda mio nipote.
Il bambino compirà 14 anni ad ottobre e frequenta la I media, poiché é stato bocciato l'anno scorso. Ieri sera, parlando con la mamma, (mia sorella), ho saputo che all'ultimo colloquio avuto con gli insegnanti la situazione si é rivelata disastrosa.
Il bambino ha avuto sempre molta difficoltà nell'inserirsi nel mondo scolastico sin dalla prima elementare, forse a causa della costrizione subita nel dover stare per tanto tempo seduto e attento.

La mamma (un po' chioccia) ha spesso esposto questo problema agli insegnanti che si lamentavano della "testa tra le nuvole" del bambino e anche della sua scarsissima voglia di imparare, arrivando anche in quarta elementare a proporre una bocciatura, non per castigo ma in funzione di una maturità inesistente e quindi di una difficoltà sempre maggiore ad andare avanti.
Proposta naturalmente non accettata e varie frasi tranquillizzanti sul percorso di crescita successivo. Tengo a farle presente che a tutt'oggi il bambino ha difficoltà nella lettura , è disattento su molte cose , fa sport e ama la pesca, quello che ci lascia perplessi é invece l'attenzione e bravura per alcune cose che lo interessano come la play station. Non sa fare sottrazioni, divisioni e poco anche le moltiplicazione e soprattutto non si esprime correttamente.
La famiglia è composta di padre, madre, sorella quindicenne e fratello ventenne, che é abbastanza opprimente nei confronti del bambino, pur ricevendo spesso dai genitori rimproveri per tale atteggiamento.

La domanda che vorrei rivolgerle è questa : secondo lei dove é possibile rivolgersi e a chi, per capire se esiste veramente un problema ?
La lettera é abbastanza restrittiva nel quadro generale ma non é facile spiegare la situazione, scrivendo soprattutto, perché mi stanca stare molto davanti al video e non sono una provetta scrittrice.

La ringrazio se vorrà gentilmente darmi risposta e, se ha bisogno di altre informazioni, sono a sua disposizione.

 

Cara Signora Maria,
a volte sono proprio i parenti che, diversamente dagli stessi genitori, riescono a vedere o affrontare un problema familiare da un altro e complementare punto di vista. Lei come zia del ragazzo in questione e come sorella della madre, può contribuire a vedere il problema con "occhi" diversi, forse più oggettivi, sicuramente complementari.
La Sua lettera offre delle informazioni, le quali potrebbero fungere da utili approcci o punti di partenza per affrontare il problema. In particolare mi riferisco a due punti salienti:

variabili comportamentali della madre (...un po' chioccia...)
interessi molteplici del ragazzo tra i quali alcuni sono da incentivare (sport, pesca), altri da ridimensionare (play station).

Da una parte il ragazzo sembra calmo e riflessivo (i fenomeni della testa "tra le nuvole" e l'amore per la pesca lo lasciano presupporre), dall'altra sembra faticare a focalizzare l'attenzione e la concentrazione su contenuti che non lo coinvolgono sufficientemente, ovvero nei quali non scorge un immediato e chiaro motivo d'interesse.
Sono però convinta che non si possa parlare di "maturità inesistente", perché la maturità non comprende solo quella "scolastica"! Potrebbe essere significativo per il ragazzo sentirsi valorizzato nei suoi lati positivi che sicuramente ha, e non sentirsi eccessivamente criticato per i tanti altri lati.

Ora cerco di rispondere alle Sue domande: non so dove abitate, ma in tantissime scuole sono attivati i cosiddetti "sportelli". Si tratta di un servizio (consulenza psicopedagogica) offerto in modo assolutamente gratuito, a genitori e/o alunni/e, attivato presso le singole istituzioni scolastiche e il quale viene svolto solitamente da psicologhe o psicologi o pedagogisti o pedagogiste che lavorano nei consultori familiari locali. Provate a chiedere se presso l'istituzione scolastica frequentata dal ragazzo è attivato un tale servizio.
In caso contrario chiedete al Provveditorato più vicino. Uffici di consulenza e di orientamento psicopedagogico e/o professionale sono davvero molto diffusi.
In ogni caso, se anche gli insegnanti lo ritenessero opportuno, questi ultimi possono chiedere una visita psicologica, ai sensi delle relative leggi in vigore. Questa possibilità è da valutare insieme al team-docenti, il quale predispone, alla (quasi) fine dell'anno scolastico, probabilmente di sufficienti elementi per prendere in considerazione anche quest'ipotesi, qualora i problemi che il ragazzo incontra a scuola fossero di una certa entità.

Se lo desidera, mi ricontatti in qualsiasi momento.
La saluto cordialmente.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 5, Aprile 2001