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Orientamento scolastico

Ho una figlia nell'età critica della scelta, finisce la scuola media inferiore quest'anno, le idee non sono assolutamente chiare anche se la ragazza è brava e intelligente.

Come posso aiutarla a scegliere la scuola futura, visto che mancano pochi mesi alla dovuta scelta e visto che io, a mio tempo, ho completamente sbagliato indirizzo, iscrivendomi alla scuola per geometri e poi praticando tutto tranne tale professione.
Mi hanno consigliato il Liceo Classico ma, per me, pari sono con lo Scientifico e con gli altri istituti professionali.
La prego mi illumini.

 

Gentile papà,

il passaggio dalla terza media alla scuola superiore è il primo vero periodo di transizione (anche se la prima transizione si è di fatto avuta nel passaggio dalle materne alle elementari e dalle elementari alle medie, questo è il primo vero ostacolo); il primo perché durante tutto l’arco della propria vita, di studio e lavorativa, siamo chiamati a vivere periodi di transizione più o meno critici: la scelta della scuola superiore più adatta, la scelta dell’università, l’inserimento nel mondo del lavoro, il cambiamento di un lavoro, ma anche i cambiamenti personali, il matrimonio, la nascita di un figlio, il pensionamento…

Ogni volta che ci si trova di fronte ad un periodo di transizione si è chiamati ad operare ciò che i francesi definiscono come "bilancio di competenze". Si deve valutare, progettare e ri-progettare il proprio percorso di vita.
I genitori possono fare molto assieme ai docenti ed agli esperti dei processi orientativi, anche se gli errori possono essere sempre dietro l’angolo.
Per aiutare un giovane che si trova in questa fase sono importanti alcuni aspetti che sono imprescindibili per ogni relazione di aiuto (in questa situazione il genitore deve porsi in un’ottica di relazione di aiuto):

  • Capacità di ascolto
  • Empatia
  • Comunicazione bidirezionale.

Tutto ciò per attivare quel processo di empowerment (processo di aumento del potere. Tale potere è interno al soggetto e non in relazione agli altri) necessario allo sviluppo di una scelta consapevole del giovane.

Si possono, in linea di massima, delineare 3 piani di lavoro nel processo di orientamento.
Il primo livello di intervento orientativo, consiste nel livello informativo (individuale e/o di gruppo). Esso comprende tutte le attività che mettono a disposizione dell’utente le conoscenze, permettendo a quest’ultimo di acquisire dati di cui non è in possesso. Diventa fondamentale allora accompagnare il proprio figlio a visitare le scuole, farlo parlare con compagni che frequentano le varie scuole prese in considerazione, leggere gli opuscoli fornite dalle regioni e dalle scuole stesse.
Alcuni utenti però ricevuta l’informazione non sono in grado di utilizzarla, hanno bisogno di una mediazione nel rapporto con il problema; essi richiedono così un intervento di intermediazione sociale. Ecco che si evidenzia la seconda macrofunzione, il sostegno orientativo, che consiste in una attività d’accompagnamento nell’impostare il fronteggiamento del problema. Qui diventa importante l’ascolto empatico, l’aiuto a confrontare le varie posizioni, la ricerca degli aspetti positivi e negativi di ciascuna scelta fino a raffinare a sole due possibilità le opzioni.
Il terzo livello va oltre la lettura esclusiva del problema e scende in particolare sulla persona; questo terzo livello di intervento è il counseling orientativo (a tal proposito legga una mia precedente consulenza dal titolo "Problemi scolastici e Orientamento").

Ottimi strumenti da utilizzare in questa fase, oltre a quelli già citati nell’articolo a cui facevo riferimento prima sono il CD ROM ULISSE distribuito dalla regione Veneto e MAGELLANO distribuito dalle Poste Italiane in collaborazione col gruppo editoriale Giunti.

Questo percorso è irto di insidie che talvolta contribuiscono ad una scelta inadeguata; in particolare i pericoli maggiori in cui i genitori possono incorrere in questa relazione di aiuto sono:

  • drammatizzare la scelta in quanto un eventuale errore può comportare difficoltà nell’adolescente ad attribuire significati diversi dal fallimento personale;
  • sostituirsi ai figli togliendo loro una grossa occasione di responsabilizzazione;
  • leggere ed interpretare la realtà secondo schemi vecchi;
  • pensare che i figli si comportino sempre allo stesso modo in casa e fuori;
  • trasferire sui figli desideri personali che i genitori non sono riusciti a realizzare;
  • fidarsi di informazioni ingenue.

Caro signore, le consiglio allora di fare, in questi due mesi che rimangono, il percorso con sua figlia, senza sostituirsi a lei, ma accompagnadola nella ricerca del proprio progetto di vita. Pensi che nessuna scelta è definitiva, come del resto lei stesso ha detto nella sua richiesta, in quanto ci si può sempre riconvertire, ed oggi più di prima, ricordando che anche noi cambiamo e le necessità ed aspettative di adesso possono non essere quelle di domani.

Vede allora che la scelta del liceo scientifico, dell’istituto tecnico o dell’istituto professionale passa in secondo piano e diventa automatica e conseguente rispetto al percorso precedente, che le ribadisco è molto più complesso rispetto alla semplice scelta di scuola.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 12, Novembre 2001